Parzialmente nuvoloso

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Parzialmente nuvoloso

Scritto per Giudizio Universale
Italianità è stata per anni una parola usata con pudore, perché indicava il cocktail di stereotipi che costituiva la carta d’identità dell’italiano medio all’estero; per intenderci, cose tipo mamma, spaghetti, mafia, gesticolare compulsivamente e strillare come al mercato. Quando è scoppiato il caso Alitalia, l’italianità è stata risemantizzata perché potesse passare da elemento di imbarazzo internazionale a questione di prestigio nazionale. Così adesso la parola vuol dire mamma, spaghetti, mafia, gesticolare compulsivamente, strillare come al mercato e comprare l’attivo di una compagnia aerea lasciando i debiti allo Stato, più brevemente detto “cordata”.
Non paga di questo, lo spot televisivo con cui l’Alitalia sta cercando di rilanciarsi agli occhi del popolo aggiunge al calderone l’ulteriore stereotipo della donna ideale vista dall’italiano: la docile serva. Per trenta secondi ammiriamo infatti Raoul Bova che, dopo aver impartito otto richieste consecutive a una hostess capace di dire solo “sì, certo, come desidera, signore”, confida soddisfatto al compagno del sedile accanto di sentirsi in aereo meglio che a casa sua. Poco importa che la hostess sia anche sua moglie, perché a casa l’infingarda non si comporta affatto così, cioè non lo serve come una geisha soddisfacendo acriticamente ogni minima necessità del suo signore e padrone. Decretato pertanto che la moglie dei sogni nazionalpopolari è una creatura servile, decorativa, obbediente e priva di volontà propria, l’italianità è ora davvero completa. Poi uno dice, perché non viaggi Alitalia.

Commenti  

 
#1 Stefano 2009-12-24 10:49
[...]Decretato pertanto che la moglie dei sogni nazionalpopolari è una creatura servile, decorativa, obbediente e priva di volontà propria [...]

Tranquilla Mara, per questa volta non stiamo parlando di te.
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#2 Michela Murgia 2009-12-24 10:51
splendida, Ste! *_*
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#3 Stefano 2009-12-24 12:19
Grazie Michela :-)
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#4 Guglielma 2009-12-24 15:34
Ho notato anche io questo spot, e mi sono chiesta il nome dei simpatici autori...ma d'altronde cosa aspettarsi oramai da un Paese il cui Ministero dei Beni culturali ha reputato giusto che un film come Natale a Beverly Hills debba godere dei contributi dovuti a film aventi interesse cultural- nazionale?
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#5 Stefano Gesh 2009-12-25 10:52
Cara Guglielma,
all'inizio non volevo crederci ma poi, ricordandomi che l'osceno minisro in questione è quel bondi che compose una poesia (senza offesa per i veri poeti) in onore del mafioso mignon, ho pensato che potesse davvero aver commesso questa sconcezza. Oggi leggo che la crapa pelata nega di aver concesso contributi a quel filmaccio. Staremo a vedere...
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#6 Guglielma 2009-12-25 15:45
Caro Stefano,

la notizia è stata ridimensionata così: trattasi non di film d'essai, ma di film spettacolare.
In pratica i soldi sono arrivati lo stesso.

Buon Natale a Michela, a tutti, e che Dio aiuti la nostra povera patria (cit. mus.)
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#7 Marcello Fois 2009-12-27 15:53
Non è Micheluzza che si finisce per esagerare? Aldilà di tutto quello spot in particolare è girato, presumo in maniera consenziente, da due che nella vita reale sono marito e moglie (lei è la figlia della Bernardini De Pace!) che giocano a fare Casa Vianello e ribadiscono un principio che non è sessista ma commerciale: il cliente ha sempre ragione... Ti consiglio, in proposito, di passare qualche ora a godere dei canali 'femminili' tematici di Sky: LEI e LADY CHANNEL... Ti ricordo che a Cagliari io e te eravamo insieme e la giornalista che ti aveva intervistato con rammarico si è scusata per non aver potuto intervistare me in quanto redattrice di una rivista femminile. E' chiaro che non siamo così deficienti da ignorare la palese, secolare, sperequazione, ma anche reagire diventando più realisti del re, non trovo che sia una grande conquista. Ti abbraccio Marcello
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#8 Michela Murgia 2009-12-27 18:59
Marcello, il messaggio non sembra per nulla 'il cliente ha sempre ragione', ma 'qui, dove mia moglie mi serve senza contraddirmi, sto meglio che a casa'. In quei trenta secondi si introduce una distinzione di valore tra due comportamenti femminili molto precisi, specificando che a quello di servizio corrisponde uno 'stare meglio che a casa' da parte dell'uomo. Altro che più realisti del re, il concetto è del tutto esplicito. Non è che ci siamo così abituati al messaggio sessista che lo scambiamo per gag anche quando è chiaramente altra cosa?
Ti abbraccio anche io.
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#9 Mario Sanna 2009-12-27 19:56
ho messo un commento ma è sparito. come mai?
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#10 Michela Murgia 2009-12-27 19:57
Mario, probabilmente conteneva un link considerato spam e il sistema te lo ha rimosso. Se hai pazienza rimettilo senza il link e dovresti vederlo.
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#11 Mario Sanna 2009-12-27 20:04
Nulla, volevo dire che anche io ho pensato che sarebbe stato uno spot più efficace a parti invertite, tipo lei famosa e lui stewart marito che la serviva come una regina. Il concetto di coccole al cliente passava uguale, ma non la nostalgia maschile per la moglie/donnna di servizio.
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#12 signsoflife 2009-12-28 20:11
@ Fois: veramente anche a me è sembrata, oltre che non particolarmente creativa, una pubblicità vagamente offensiva per le donne... ho molto nitido il ricordo di mio padre che si faceva portare anche il portacenere e di mia madre ossequiente. Non l'ho mai sopportato.
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#13 Marcello Fois 2009-12-28 21:04
@ Signorsottile... Come vede certi spot 'domestici' possono anche ottenere l'effetto contrario, sono sicuro che lei non si comporterebbe mai come suo padre... Mia madre nata nel '30 a mio padre non l'avrebbe mai permesso e mio padre nato nel 29 non si sarebbe mai permesso: gli spot negativi attecchiscono dove c'è terreno fertile, dove c'è l'esempio non c'è spot che tenga...
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#14 Raffaella Carta 2009-12-29 14:06
Commento: @MFois
'due che nella vita reale sono marito e moglie (lei è la figlia della Bernardini De Pace!(so what?) che giocano a fare Casa Vianello'. il modello di una brutta TV serve da specchio per un brutto spot.
Che e' vero, e' sessista. Forse e' vero che nn siamo cosi deficienti da ignorare la sparequazione tra M e F. E'anche vero che se ci arrivano solo un certo tipo di messaggi, senza contraddizione, senza analisi, la reazione piu' naturale e' abbassare comunque le difese e crederci, farsi trascinare. E' gia' stato detto che la TV (in Italia) nn e' il medium piu' adatto per premiare creativita', coraggio, interazione, che infatti sono le sottili e personalizzabili armi di Internet. La TV continuera' ad essere accesa da tutti quanti coloro che vorrebbero la moglie bella e servile, io ho altro da fare. Mille Grazie e Baci e Auguri a Michela
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#15 Marcello Fois 2009-12-29 14:48
Ultimo intervento per ribadire alcuni principi per me fondamentali dopo di che tacerò.
1) Buona parte dei maschi sessisti sono educati da donne sessiste, nelle agenzie di pubblicità le donne sono una caterva;
2) Rivendicare sempre responsabilità altrui sulle nostre quotidiane carenze (la pessima televisione come fonte di tutto) mi pare la solita storia per cui la responsabilità è sempre altrove (i pessimi spot, la pessima TV sono guardati da pessimi spettatori, maschie femmine; l'alternativa quale sarebbe? la TV di regime educativa? o non sarebbe meglio auspicare lo spettatore responsabile a cominciare da quello che si vede a casa propria?); la televisione l'ho fatta e posso assicurare che un programma che non si guarda viene cancellato. Mi sono un po' rotto di questo principio secondo il quale il popolo bue viene rincoglionito da pessima TV. Basterebbe spegnerla e parlare con i propri figli fin da piccoli per esempio... Le battaglie, anche quelle sacrossante, in questo contesto sono armi a doppio taglio... Io proporrei di spostarle dalla responsabilità altrui a quella propria...
3) Auspico una società di persone in cui sia il proprio vissuto a stabilire i limiti non una società in cui i limiti vengono richiesti per decreto (ricordo che il MOIGE ha chiesto l'annullamento dei Simpson se non alle due di notte e che l'Associazione ATEI ha chiesto l'eliminazione delle scene di culto da qualunque trasmissione televisiva: hanno ragione? O siamo nel delirio?)
4) Vorrei qualche commento intorno ai deprimenti canali tematici femminili inzeppati di oroscopi, bricolage, origami e soap...
Auguri a tutti, maschie e femmine ( a Michela li ho fatti personalmente.
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#16 Guglielma Vaccaro 2009-12-29 17:47
Ok, anche Lei Marcello Fois non ha tutti i torti. Però, ci pensi: Chi guarda in maggior parte la tv per tante ore al giorno? In una estrema semplificazione chi non ha molta voglia di pensare, di leggere, di discutere, e la tv può anche diventare un punto di riferimento. Potrebbe essere il cane che si morde la coda? La gente vuole un determinato messaggio, e la pubblicità quello da.

Cordialmente
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#17 Michela Murgia 2009-12-30 16:29
In nessun mondo mi auspicherei la tv 'edificante' del MOIGE, ma non credo che l'assurdità di censurare i Simpson in nome di una sola visione dell'educazione dei figli sia la stessa cosa che chiedere qualche paletto in più all'imposizione continua di modelli sessisti, perché le estreme conseguenze di questa sovraesposizione sono la violenza sulle donne e il femminicidio. Davanti alle centinaia di donne morte ogni anno per mano dei loro compagni è obbligatorio per me chiedermi - come fa Ico Gasparri - chi sia il maestro del lupo cattivo, che indubbiamente è la nostra cultura patriarcale (che passa per le donne, Marcello ha ragione), ma anche la leggerezza con cui continuamente - tutti - subiamo stimoli concettuali spesso anche espliciti, sottovalutandone la portata legittimatoria. Sto parlando anzitutto di me stessa, che solo da pochi anni ho sviluppato una mentalità critica in merito, ma anche di molte persone che conosco e che in perfetta buona fede tendono a non attribuire molta importanza a cose come una campagna pubblicitaria. Di solito però sono le persone più strutturate culturalmente a minimizzare, senza tener conto che c'è una massa che questa marea di messaggi la riceve acriticamente. Sarà che vivo in un posto in cui la gente per avvalorare una notizia dice ancora 'l'ha detto la televisione', ma non riesco a non vedere nella proposta mediatica un messaggio strutturalmente più forte di quello portato avanti dalla singola madre che insegna ai figli il rispetto per le persone senza distinzione di genere.
Non ho sky, quindi non ho mai visto quei canali di cui parli Marcè, ma solo il pensiero che esistano mi fa incazzare esattamente come l'idea che la moglie ideale per l'uomo sia quella che ti serve come una hostess.
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#18 Fiammetta Moretti 2009-12-31 00:17
Avrei voluto aggiungere un commento, ma ha già detto tutto Marcello.
Buon anno a tutti.
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#19 Dàriu 2009-12-31 17:40
Grande Michela!!!

Dàriu
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#20 Francesca Zambon 2010-01-03 13:05
:
Vorrei qualche commento intorno ai deprimenti canali tematici femminili inzeppati di oroscopi, bricolage, origami e soap...


Non mi pronuncio su origami e bricolage, passioni a cui una può scegliere di non dedicarsi, ma come donna con un cervello (più o meno) funzionante mi annoia da morire - esatto, mi annoia - l'essere considerata come potenzialmente interessata a un oroscopo solo in quanto femmina.
Non capisco da che cosa sia nata questa equivalenza donna=astri, ma ciò che più mi deprime è vedere donne di incontestata intelligenza in altri campi credere ciecamente a queste baggianate.
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#21 Giacomo 2010-01-05 16:20
mah...avendo visto lo spot e letto entrambe le argomentazioni (molto interessanti e chiare) di Michela e Marcello Fois...devo dire che questa volta mi trovo daccordo con Michela.

Anche se in passato, su questo punto, abbiamo avuto differenze (Marley e Me e Twilight) in questo specifico caso credo ci troviamo davanti ad uno spot che impone un modello in maniera molto decisa, più o meno come quello contenuto in questa immagine [images.google.com]

scadente, non divertente, di pessimo gusto e decisamente sessista

chi è l'autore? D&G?
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#22 Tresor Paris Crystal 2011-10-17 09:04
That's a good article. Thank you for sharing it with us. Just keep it up!
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#23 Thomas Sabo Charms 2011-11-08 03:48
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