generi

(scritto per Epolis del 18 settembre 2008 )

C’è crisi, si salvi chi può. Le banche d’affari chiudono, le assicurazioni falliscono e le borse tremano. Qualcuno spaventato investe in oro, altri si danno al tradizionale mattone, ma la maggior parte preferisce seguire il metodo della nonna e fidarsi del buon vecchio materasso. Raffaella Fico, ventenne ex concorrente del Grande Fratello, ha trovato un sistema piuttosto letterale per mettere in pratica quest’ultimo consiglio. Ispirandosi probabilmente alla trama del famoso film Memorie di una Geisha, dove la protagonista spuntava una cifra altissima per cedere la propria illibatezza, l’intraprendente fanciulla ha deciso di vendersi nientemeno che la verginità . Strano bene rifugio, visto che non dura niente. Ma poiché il prezzo fissato per la cessione è di un milione di euro, se la signorina trovasse un acquirente sarebbero in molti a pensare che la proposta, benché indecente, dopotutto era forse anche conveniente.
(L'illustrazione è di Gianluca Cestaro)
Non è che sia mai andata d’accordo più di tanto con le donne dei miei amici. Non so perché, forse dipende da me, che non ho la sensibilità per considerare Madonna mitica solo perché insiste a girare videoclip dove balla in mutande. “E' proprio unica, a 50 anni se lo può ancora permettere!”, squittisce la nuova fidanzata di Giorgio con l’incredulità di chi quel prodigio non se lo poteva permettere nemmeno a venticinque. Sorvolando sul fatto che Raffaella faceva le stesse identiche cose quando Luisa Veronica andava ancora al mare con le amichette, sarebbe forse utile spiegarle che il vero prodigio è arrivare alla menopausa senza niente da dimostrare; però non sarò io a farlo, perchè se avessi aspirato a una carriera da insegnante di sostegno mi sarei prestigiosamente laureata in Scienze dell’Educazione a Bologna, con master in Fiori di Bach a Catanzaro. Passi per Madonna, ma non migliora il mio gradimento nel pianeta della donna moderna neanche il fatto che mi rifiuto di farmi vedere in giro con persone over 15 che sfoggino borsette fucsia a forma di testa di Hello Kitty.
Michelle
(scritto per Epolis del 27 agosto 2008)
Pur riconoscendo alla politica degli Stati Uniti una importanza mondiale, non mi spingo fino a quella malintesa forma di globalizzazione che affligge molti italiani, i quali per motivi incomprensibili si sono convinti che le elezioni americane si stiano preparando anche per loro.  Questo equivoco porta un sacco di gente che magari in Italia nemmeno ha votato  a comprarsi i gadgets dei democratici o dei repubblicani, a dichiararsi sui blog a favore di questo o quel candidato americano e naturalmente a proiettare sugli aspiranti alla Casa Bianca le stesse semplicistiche logiche che utilizzerebbero se le elezioni si stessero svolgendo nella loro circoscrizione. Ad essere sbrigativi verrebbe quasi da pensare che ci sentiamo così mal rappresentati dalla nostra classe politica che moriamo dalla voglia di riconoscerci in quella altrui, e questo spiegherebbe perché Barack Obama, circondato da un’aura di messianismo che in Italia ci apparirebbe imbarazzante intorno a chiunque non fosse calciatore, da certi TG è definito nientemeno che di estrema sinistra; va da sé che il suo rivale McCain è equiparato senza nessuna sfumatura alla nostra destra,  almeno nel senso in cui si intende “destra” in Italia oggi. Certo, in tempi in cui si pensa che vietare ai senzatetto in cerca di cibo di rovistare nei cassonetti sia una politica a favore della sicurezza cittadina, sarebbe complicato provare a spiegare che negli Stati Uniti i due partiti che esistono sono entrambi di destra, esattamente nel senso in cui si intende “destra” in tutto il resto del mondo.
la donna è immobile

Con una scusa o con l’altra fino a ieri ero riuscita a dribblare gli inviti a sedermi a un tavolo – di pizzeria o istituzionale non fa differenza – affollato di commensali riunite all’unico titolo di avere in comune un analogo apparato genitale. La logica del ghetto e la retorica del “perché non sia solo un giorno” insolentiscono la parte di me che è convinta che in fondo anche un giorno sia troppo, se lo si usa per dire banalità in nome collettivo. Non era certo il caso della qualificata tavolata di ieri al Mediterraneo a Cagliari, ma la mia tara sociale resiste nonostante le eccezioni: qualunque sia il contesto, continuo ad avere problemi con la parola NOI. Per esempio di recente ho declinato la mia partecipazione a un luogo di discussione al femminile perchè mi sembrava di correre il rischio che l’intendersi come un Noi potesse portare alla teorizzazione più o meno sottintesa di “un Nostro pensiero”. Ma il pensiero per sua natura non è mai collettivo, e io del resto riesco ad avere pensieri contraddittori persino da sola. Così a fine giornata mi ritrovo a ripensare alla frase di quella vecchia signora a cui tutti hanno dato ragione, ripetendo le sue parole come fossero un mantra:

Twitter non risponde in questo momento
Twit twit... ops! Qualcosa è andato storto, prova più tardi!
1 Jan 1970
1 Jan 1970
Crea Blog Gratis

"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

Per ricevere via email le news scrivi il tuo indirizzo: