Da giorni mi arrivano sollecitazioni per scrivere qualcosa contro un certo calendario del solito fotografo "provocatore" commissionato da un certo consorzio italiano. Le foto di questo calendario, spacciato per provocazione artistica, hanno per (s)oggetto dodici genitali femminili. Non ne ho scritto finora perché il fotografo in questione si è sempre golosamente nutrito della pubblicità sortita dalle polemiche intorno ai suoi scatti.
Poiché conferma sé stesso con questa ennesima prova di volgarità - dove la volgarità non sta nel pube nudo, ma nell'associazione becera concetto/immagine e nell'utilizzo reiterato della parte per il tutto - ho ritenuto di non dovergli dare almeno stavolta la soddisfazione di dire "purché se ne parli". Come ho scritto oggi alle amiche della Casa della Donna di Pisa, quel calendario è un oggetto di nicchia che del rimpallo mediatico può solo beneficiare: parlandone lo diffondiamo. Stavolta, e non certo per indifferenza, un ricco silenzio ci sta tutto.

Commenti  

 
#1 franca 2011-01-13 06:56
Sacrosante parole.
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#2 Mara curetti 2011-01-13 10:21
Buongiorno a tutte, tempi bui per le donne...sono stata di recente in Iran per lavoro e sono rimasta mortificata per tutte le belle donne costrette a portare il capo coperto in segno di sottomissione a un potere maschile e religioso (sempre maschile, naturalmente) severo e punitivo. Credo che l'altra faccia della medaglia sia il nostro (cioe' il loro) atteggiamento dis-sacrante del mistero della donna e questo continuo violare il suo intimo. Storie come quella del calendario sono la riprova di una deriva che mi offende sempre di piu'.
Mara C.
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#3 Claudia 2011-01-13 11:52
L'emancipazione è davvero poter fare quello che si vuole?

Le foto sono state fatte a donne consenzienti, allora perchè scandalizzarsi?

E non tutte le donne che portano il velo sono costrette a farlo, molte, moltissime, la maggior parte, lo scelgono.

Se non siamo in grado di condividere o capire certe scelte, non significa che siano "tampi bui", ma che forse dovremmo essere più umili da capire che essere liberi, non significa essere tutti uguali.

Nè nelle idee, nè nelle scelte.
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#4 Dorian 2011-01-13 14:41
Grazie per non averlo linkato :)
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#5 dolores 2011-01-13 16:15
Ho notato in un altro articolo parlando di questo, il fotografo in questione ha ringraziato la giornalista per aver fatto in suo favore, la pubblicità. Si vede chiaramente, con il suo risposto, ormai banale e ripetetivo, detto da tanti altri 'artisti' cercando solo una pubblicità gratis per la loro poveri esempi di scarsa creatività, che lui non e dotato di una minima goccia di individualismo! La gente come lui e brava solo a offendere|E un povero, triste esempio di una volgarità che prevale sempre di più, ed in particolare, in questo paese maschilista! Scusa per i miei errori grammaticale, sono straniera. E grazie per il suo blog!
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#6 Mara 2011-01-13 17:55
Certo Claudia, la liberta' e' essere liberi di essere diversi.
Che portare il velo sia una costrizione lo puo' sperimentare chiunque voglia fare l'esperienza di portarlo sul capo sempre e per giorni, all'aperto come nei luoghi pubblici, d'inverno come d'estate a 40 gradi..alla fine hai un fastidio fisico prima ancora che culturale e ti vien voglia di strappartelo e gettarlo in faccia al primo uomo che incontri che invece, chissà' perché', lui ha potuto scegliere di essere libero. Provare per credere.
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#7 Stefano 2011-01-13 18:49
Certo Claudia, erano donne consenzienti, questo allora autorizza il fotografo a fare ogni uso volgare e degradante di queste immagini, giusto?

Siamo sicuri poi che queste donne avevano acconsentito all'uso il fotografo famoso fa di queste immagini? Guarda un pochino che alle volte le modelle sono succubi della pressione da parte del fotografo famoso per fare cose di cui non sono molto felici:

www.provincia.grosseto.it/.../news.php?id=5332&bookmark=17

La maggior parte delle donne che portano il velo decidono di farlo? Davvero? Dimmi quante donne che portano il velo te l'hanno detto che l'hanno scelto loro, e dove te l'hanno detto, magari quando il loro marito le stava ascoltando? E le bambine che portano il velo, sicuro che l'hanno scelto loro, si sa' che le bambine non chiedono altro di mettersi il velo mentre fanno l'altalena o corrono al parco giochi.
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#8 Claudia 2011-01-13 20:16
Questa mia risposta vale sia per Mara che per Stefano, ovviamente alcune parti sono per l'una e altre per l'altro...

Portare il velo non è certo una cosa semplice e come dici tu (Mara) in certe situazioni è ben più che fastidioso, e caldo, ma quando fai una scelta di fede sei pronto a fare tante cose non facili e fastidiose.
Le suore per esempio lo portano anche con 40 gradi ed alcune di loro vivono anche segregate dentro conventi prive di qualsiasi contatto col mondo, ma nessuno (o forse così pochi da non sentirne la voce) si lamentano di questo da parte loro, nè accusano la Chiesa Cattolica di maschilismo e coercizione.

Per rimanere in tema (Stefano): quante bambine vanno a catechismo volendolo fare? quante bambine sono iniziate alle fede cristiana consapevoli di quello che fanno?
Quando una qualsiasi famiglia, in qualsiasi parte del mondo inzia i propri figli ad un percorso religioso, li mette in condizioni di fare (spesso) delle cose e compiere dei gesti abituali di cui non conoscono il significato sino all'età adulta, anche nell'induismo e nel buddismo, e per l'appunto sia nell'islam che nel cristianesimo.
Questo comporta poi tre principali possibilità: continuare quel cammino di fede consapevoli di ogni rito che si esegue, continuarlo per abitudine sociale, lasciarlo.

Ora: è comprensibile non condividere certe manifestazioni di fede, ma non trovo più accettabile puntare il dito contro questa o quella religione alla cieca solo perchè non coicide con quello che noi siamo abituati a fare per la fede.
Se cresci in un contesto dove tutte le donne portano il velo per rispetto di Dio, non lo trovi così assurdo portarlo anche tu.

E vorrei aggiungere che il velo in molti paesi islamici ha preso una forma di moda e di bellezza che ha dell'inverosimile per noi, ma non per loro.

Infine per quanto riguarda le foto, chi fa la modella ha sempre la libertà di dire no, a meno che non voglia arrivare ad un certo tipo di carriera per la quale sia pronta a sacrifici e pressioni... è sempre una scelta, paradossalmente (e senza offesa per nessuno) ha un obiettivo come il portare il velo o farsi suora, c'è un risultato dietro al quale si corre: la grazia di Dio, o la grazia dell'uomo.
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#9 Mara 2011-01-14 10:01
lungi da me la pretesa di avere l'ultima parola su queste questioni, pero' volevo ribadire che il mio disappunto riguarda l'obbligo del velo, certo se invece e' un atto scelto di devozione individuale la faccenda cambia completamente...ognuno e' libero di scegliere la propria liturgia e di manifestare la propria appartenenza culturale e religiosa. Rimangono tutte le mie riserve sui sistemi religiosi come li conosciamo divulgati, intuisco che la mistica sia tutta un'altra faccenda, ma non sono un'esperta in materia.
Sulla questione del calendario invece, ho visto le foto, effettivamente non volgari, ma piu' che un tentativo di fare arte alla Mappelthorpe, sembra la solita politica del noto fotografo per farsi pubblicità'.
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#10 Michela Murgia 2011-01-14 10:23
Cara Mara, come ho scritto, non è la foto ad essere volgare, ma l'abbinamento concetto/immagine. Evidentemente non lo penso solo io, se l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha a sua volta sanzionato il calendario. La motivazione è questa:
Citazione:
L’organo di controllo ha ritenuto tale comunicazione offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla “pelle conciata”, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione, rilevando pertanto il contrasto con l’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.

Lo trovi qui.
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#11 Bakis Fois 2011-01-14 15:39
I Valori di quel fotografo sono Fama, Potere, Piacere e Denaro: nell'ottica di questi Valori il Calendario in questione è lecito, perché rappresenta solo un valido strumento per raggiungere quelli.
Non parlategli di Etica, di Canoni di bellezza Universali, dell'Albero del Bene e del Male: non ha tempo per le Favole, che sua madre non gli raccontava mai, sempre così impegnata con l'ultimo sbarco nel porto.
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#12 Graziello 2011-01-19 10:43
Citazione Bakis Fois:
I Valori di quel fotografo sono Fama, Potere, Piacere e Denaro: nell'ottica di questi Valori il Calendario in questione è lecito, perché rappresenta solo un valido strumento per raggiungere quelli.
Non parlategli di Etica, di Canoni di bellezza Universali, dell'Albero del Bene e del Male: non ha tempo per le Favole, che sua madre non gli raccontava mai, sempre così impegnata con l'ultimo sbarco nel porto.

Complimenti. Per parlare male di O.Toscani arriviamo ad offenderne la madre, che in quanto donna, nel suo caso, doveva per forza essere una puttana.
Una visione becera, la tua, della figura femminile.
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#13 Bakis Fois 2011-01-20 18:36
Credevo SINCERAMENTE che lavorasse allo scarico delle merci...
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#14 Maurizio Feo 2011-01-21 11:04
Citazione Graziello:
Citazione Bakis Fois:
I Valori di quel fotografo sono Fama, Potere, Piacere e Denaro: nell'ottica di questi Valori il Calendario in questione è lecito, perché rappresenta solo un valido strumento per raggiungere quelli.
Non parlategli di Etica, di Canoni di bellezza Universali, dell'Albero del Bene e del Male: non ha tempo per le Favole, che sua madre non gli raccontava mai, sempre così impegnata con l'ultimo sbarco nel porto.

Complimenti. Per parlare male di O.Toscani arriviamo ad offenderne la madre, che in quanto donna, nel suo caso, doveva per forza essere una puttana.
Una visione becera, la tua, della figura femminile.

Comunque, Bakis non perde di vista l'argomento: tu - invece - lo scotomizzi per attaccare su di un altro fronte. Ti consiglio un buon oculista...
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