Da giorni mi arrivano sollecitazioni per scrivere qualcosa contro un certo calendario del solito fotografo "provocatore" commissionato da un certo consorzio italiano. Le foto di questo calendario, spacciato per provocazione artistica, hanno per (s)oggetto dodici genitali femminili. Non ne ho scritto finora perché il fotografo in questione si è sempre golosamente nutrito della pubblicità sortita dalle polemiche intorno ai suoi scatti.
Poiché conferma sé stesso con questa ennesima prova di volgarità - dove la volgarità non sta nel pube nudo, ma nell'associazione becera concetto/immagine e nell'utilizzo reiterato della parte per il tutto - ho ritenuto di non dovergli dare almeno stavolta la soddisfazione di dire "purché se ne parli". Come ho scritto oggi alle amiche della Casa della Donna di Pisa, quel calendario è un oggetto di nicchia che del rimpallo mediatico può solo beneficiare: parlandone lo diffondiamo. Stavolta, e non certo per indifferenza, un ricco silenzio ci sta tutto.
L’organo di controllo ha ritenuto tale comunicazione offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla “pelle conciata”, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione, rilevando pertanto il contrasto con l’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.
I Valori di quel fotografo sono Fama, Potere, Piacere e Denaro: nell'ottica di questi Valori il Calendario in questione è lecito, perché rappresenta solo un valido strumento per raggiungere quelli.
Non parlategli di Etica, di Canoni di bellezza Universali, dell'Albero del Bene e del Male: non ha tempo per le Favole, che sua madre non gli raccontava mai, sempre così impegnata con l'ultimo sbarco nel porto.
Citazione Bakis Fois:I Valori di quel fotografo sono Fama, Potere, Piacere e Denaro: nell'ottica di questi Valori il Calendario in questione è lecito, perché rappresenta solo un valido strumento per raggiungere quelli.
Non parlategli di Etica, di Canoni di bellezza Universali, dell'Albero del Bene e del Male: non ha tempo per le Favole, che sua madre non gli raccontava mai, sempre così impegnata con l'ultimo sbarco nel porto.
Complimenti. Per parlare male di O.Toscani arriviamo ad offenderne la madre, che in quanto donna, nel suo caso, doveva per forza essere una puttana.
Una visione becera, la tua, della figura femminile.
18.05.2012 18:30 -
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