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lgbt

Ho un problema.
A differenza di molti miei amici non mi sembra né vigliacco né inutile che sia stato pubblicato l'elenco dei parlamentari omofobi che in privato nasconderebbero di essere gay.

Intendiamoci: è vigliacco di sicuro, ma esclusivamente perché nessuna di quelle attribuzioni è supportata da prove; ed è inutile senza dubbio alcuno, ma solo perchè nessuno di loro diventerà meno omofobo dopo l'outing.

Tuttavia resta legittimo e necessario su un altro piano: quello che riguarda il modo in cui questi soggetti hanno costruito la propria immagine pubblica. Ognuno di loro ha un profilo immaginario più o meno definito, nella maggior parte dei casi machista o moralista, ancorato a presunti valori e altrettanto presunte tradizioni, spesso corroborato da un linguaggio violento verso le differenze e giudicante verso i comportamenti altrui. Molti di loro non si sono accontentati di parlare contro i diritti ai gay, ma di frequente hanno assunto posizioni di disprezzo verso l'omosessualità in quanto tale, contribuendo a definirla pubblicamente come un comportamento anormale, socialmente deviante, immorale e pericoloso. Il loro agire istituzionale ha fortificato e legittimato le posizioni di molti cittadini omofobi, assecondando una convinzione di impunibilità in chi volesse passare dalle parole ai fatti. Questo registro di comunicazione pubblica ha raggiunto il consenso di una precisa fetta di elettorato che in quel linguaggio e in quel quadro di valori si riconosce e si sente rappresentato. Quegli uomini sono stati votati anche per questo. L'omofobia fa parte del loro profilo politico ed è un elemento rilevante della loro credibilità presso l'elettorato cattolico-conservatore.

In questo senso forzare l'outing non è una vigliaccata, ma un'azione di lotta politica del tutto legittima. Non è una vigliaccata pubblicare l'elenco dei parlamentari proibizionisti che fanno uso privato di droga, anche tenendo presente che drogarsi in Italia non è reato. Troverei assolutamente normale pubblicare l'elenco di chi va a prostitute se gli uomini che le frequentano sono politici che hanno costruito la loro credibilità elettorale sulla famiglia tradizionale e sui valori cristiani; e questo vale a maggior ragione se andare a prostitute non è un reato.
Fare questi esempi non significa associare l'omosessualità a comportamenti socialmente disdicevoli, ma essere consapevoli del fatto che per l'elettorato conservatore quel comportamento è effettivamente disdicevole e diminuisce in modo rilevante la credibilità - e dunque il consenso politico - del parlamentare con posizioni omofobe. Gli rovina la vita? Anche le politiche omofobe rovinano la vita a molte persone e il clima omofobo - fortificato da precise scelte legislative che mai hanno voluto penalizzare l'odio verso i gay - a qualcuno la vita l'ha fatta persino perdere.

Secondo queste premesse non sempre l'outing è legittimo.

Che Silvio Sircana si sia dimesso per essere stato fotografato mentre approcciava una trans è una vigliaccata, perché Sircana non è mai stato un politico moralista o un paladino dei valori della famiglia. Che si dimettesse un Piero Marrazzo era invece doveroso: tutta la sua narrazione pubblica era giocata sui valori cattolici e sulla famiglia. Allo stesso modo fare outing sul giro di donne di Silvio Berlusconi e pubblicare tutte le intercettazioni delle sue prostitute - anche quelle senza rilevanza penale, ma con molta rilevanza sociale - è un atto legittimo e necessario, perché la costruzione dell'immagine politica di Berlusconi è cominciata da un libretto chiamato "Una storia italiana" dove lui stesso ha esposto il proprio privato edulcorato per conquistare vecchiette e mammine vendendosi come il padre, il marito e il nonno ideale. Un uomo che ha raggiunto credibilità pubblica usando la sua vita privata non può lamentarsi se poi è proprio la sua vita privata a fargliela perdere.

Non c'è alcuna violazione della privacy quando si sta rivelando l'infrazione di un patto di fiducia simbolica tra elettore e rappresentante politico. Credo sia una delle poche lezioni del giornalismo americano che possiamo apprendere senza troppe diffidenze.

savinaNon è strano che Savina Dolores Massa venga invitata alle rassegne letterarie, dato che ha appena scritto un libro bellissimo; immagino che tutti lo vogliano leggere e fare domande all'autrice. Il testo si intitola Mia figlia follia, lo ha pubblicato il Maestrale e ne ho parlato molto in giro, perché trovare un romanzo degno di essere letto fino all’ultima pagina sta diventando per me sempre più difficile. Quando succede gioisco sinceramente e non vedo l'ora di condividerlo.

La invitino tutti, dunque.
Ma possibilmente dopo non le ritirino l’invito come è appena successo a Olbia nella rassegna "Sfogliare con classe", organizzata in collaborazione con l'assessorato provinciale alla cultura. Lo racconta lei stessa nel suo spazio web. Dopo che l'organizzatore Ernesto Massimetti l'aveva già invitata e preso con lei accordi di date e sistemazioni, l'assessore alla cultura della provincia di Olbia Giovanni Pileri (Riformatori Sardi) ha letto Mia figlia follia e lo ha trovato "osceno e pericoloso" a causa di un passaggio narrativo che descrive un rapporto omosessuale.

Da qui parte il veto: l'invito le è stato ritirato e Savina Dolores Massa è stata sollecitata a starsene a casa perché la sua opera è pericolosa per le giovani menti dei liceali diciottenni (quarto e quinto anno) a cui la rassegna "Sfogliare con classe" si rivolge.

La tentazione censoria dell'assessore Pileri non è solo esplicitamente omofobica (difficile credere che un rapporto etero sarebbe stato considerato "osceno e pericoloso" per la gioventù), ma risente dell'idea che la letteratura sia la stampella della morale dominante, fuori dalla quale non esiste cultura con qualche diritto di cittadinanza. L'assessore Pileri deve essere convinto che sia la sua personale sensibilità il criterio con cui va decisa la destinazione dei soldi pubblici e che sia la sua percezione di cosa è osceno a stabilire quali debbano essere a Olbia i paletti per la rappresentabilità dell'arte, letteratura compresa.

Savina non andrà quindi a Olbia a presentare il suo libro, ma dato che il suo nome è già nel cartellone della rassegna, è giusto che i lettori che sarebbero andati a sentirla sappiano che non sarà assente per un'influenza o perché ha un labile senso dell'impegno preso: la Massa non ci sarà perché l'assessore Pileri è convinto che i rapporti omosessuali in letteratura siano osceni e pericolosi. Attendiamo pertanto che nei prossimi giorni epuri dalle librerie scolastiche anche i sonetti di Shakespeare, le poesie di Verlaine e di Rimbaud, i libri di Gide, quelli di Proust, di Oscar Wilde e tutto quanto di osceno e pericolosamente omosessuale circoli ancora nelle biblioteche scolastiche.  


Onde evitare letture manipolate della questione e finire a dire tutti che non è colpa di nessuno e che la scrittrice ha capito male, riprendo da un suo commento l'intero carteggio intercorso, giusto per chiarire che le cose sono chiarissime.

gentile signora,
le confermo la sua presenza nell'ambito della
rassegna "sfogliare con classe".
il suo volume "mia figlia follìa" verrà presentato giovedì 14 aprile presso il liceo
scientifico di Arzachena. lo stiamo già distribuendo ai ragazzi.
le chiedo un cortese
scritto di conferma della sua partecipazione.
grazie e a presto

ernesto massimetti (ccordinatore della rassegna)


Gentile Ernesto, grazie. Ci sarò senz'altro. L'altra sera al telefono sono
forse sembrata "in stato confusionale", ma uscivo da un sonno per parecchia
stanchezza accumulata.
Potrebbe cortesemente indicarmi l'indirizzo esatto del Liceo e l'orario in
cui dovrò fare il mio intervento? Io solitamente presento un monologo dal
titolo "E' nata 'na creatura" tratto dal romanzo. E poi chiacchiero con il
pubblico. Il monologo ha una durata di venti minuti. Ci sarà anche qualcuno
che mi presenterà, prima? O avete in mente una scaletta precisa?
Prevedete un rimborso benzina? Questa scrittrice è abbastanza povera,
attualmente :o)

Ancora grazie,
cordialmente
Savina

Dimenticavo. "Sfogliare con classe" è un titolo bellissimo.

----- Original Message -----
From:
To:
Sent: Thursday, March 03, 2011 3:59 PM
Subject: appuntamento letterario arzachena


4 marzo 2011

gentile savina, grazie per l'apprezzamento per il titolo...
che dire..
come le dicevo, i ragazzi della scuola (classi quarte e quinte) vengono
accuratamente preparati all'incontro con la lettura precedente del
libro.
poi di solito sono l'assessore provinciale e io stesso a
introdurre l'autore /l'autrice.
...da una decina d'anni organizzo
questo tipo di rassegne , e di solito non si verificano problemi.
va bene per il suo monologo, poi verranno le domande dei ragazzi.
quanto al liceo scientifico, è molto difficile perdersi ad arzachena, comunque
le scriverò lò'indirizzo esatto.
posso farle avere un rimborso benzina di 30 euro.
per riposarsi e dormire (se lo ritiene ) è a sua dispozione
il "jazz hotel", albergo a 4 stelle di olbia cui fanno riferimento
tutti gli scrittori della manifestazione.
stia tranquilla...come si dice, è in buone mani...

a presto
ernesto massimetti

4 marzo 2011

la presentazione si terrà a partire dalle h 11.
a presto.
em.

6 aprile 2011

(dopo la telefonata di Massimetti dove mi annunciava l’allontanamento dalla Rassegna e mi riferiva le parole dell’assessore Pileri e mi dava anche il suo indirizzo e.mail)

Gentile Ernesto. Sì, gentile Ernesto. Volevo dirle che il riso di questo
mattino si è concluso. E' giunto uno strano amaro sulle mie labbra, ed è
quel tipo di amaro che solo un'ingiustizia mi provoca. Chi mi ha invitata
alla Rassegna per il giorno 14 aprile e mi ha inserita in una locandina
stampata, che cosa dirà per giustificare la mia assenza? Una mia
indisposizione, o la verità? Che la mia scrittura "rovina le menti dei
ragazzi"? Affermazione di ideologia fascista che mi lascia basita. Ho deciso
quindi di avvisarla che scriverò al politico che si è permesso di mettere il
veto al mio lavoro. Chiederò espressamente a lui le motivazioni. E'
possibile che io renda pubblica questa oscena questione, se osceno è il mio
romanzo. Lo faccio per Maddalenina, figura emarginata che proteggo in ogni
strada, così come ogni emarginato, compreso Rocco Delle Spezie, compreso il
ragazzo che l'ha ucciso. Sono certa che gli studenti di un Liceo avrebbero
compreso perfettamente il senso del mio romanzo, così come tanti altri in
questo Paese stanno facendo. Lei, Ernesto, non ha colpe se non quella di non
avermi saputa difendere dopo avermi scelta. So che cosa significa un
contributo economico da parte di un Assessore alla Cultura. So anche che la
Cultura necessita di ogni differenza con il diritto di parlare. E la Cultura
non può avere un prezzo. Sono donna mansueta, ma a volte no.
Cordialmente
Savina


(Alla mia e.mail del 6 aprile dove io facevo riferimento all’intervento politico, lui nel rispondermi non ha negato la mia “invenzione”, anzi ne intende le motivazioni e continua a scusarsi)

8 aprile

gentile savina,
capisco il suo disagio e ne intendo le motivazioni.
vorrei sommessamente spiegarle che da parte mia non ci sono
responsabilità per quanto accaduto, tant'è vero che le locandine e i
manifesti della rassegna hanno segnato il SUO libro per l'appuntamento del 14 aprile.
le r ibadisco ancora che sarà mia cura, da persona di parola, organizzare una sua presentazione quando lei lo riterrà
più adatto, nel periodo da maggio a settembre.
mi creda, sinceramente
dispiaciuto

ernesto massimetti

Mio caro Ernesto, un direttore artistico avrebbe dovuto difendere la sua
scelta, e non farsi porre un veto moralista da un politico. Questa è la mia
opinione, frutto della mia etica. Come giustificherete la mia assenza? E'
indisposta? Oppure direte la verità, e cioè che un prodotto letterario
"osceno e pericoloso per la mente dei ragazzi della scuola" è stato messo al
rogo?
Ho informato il mio editore su questo spiacevole episodio. Immagino ci possa
essere qualche reazione. Io non ho interesse a difendere la mia persona, né
amo il presenzialismo, ma, considerato che il romanzo è incentrato
prevalentemente sul tema della emarginazione, non posso gradire un giudizio
così pesante verso la parola. Le assicuro, e lo dica pure al suo illuminato
Assessore, che questo romanzo è perfettamente compreso dai giovani, e amato
molto, proprio per la poesia con cui ogni tema viene espresso. Il termine
"osceno" mi ferisce nel profondo. Per favore non dite che sono indisposta,
dite pure che sono morta, sotto il peso del, Vattene.
Buona giornata
Savina

(Fine del dialogo tra noi)


Queste sono le e.mail di contatto che l’organizzatore della Rassegna “Sfogliando con classe” ha avuto con la sottoscritta.
Le locandine sono state stampate con il mio nome.
In data 6 aprile il signor Massimetti mi aveva telefonato mortificato, dicendomi: L’Assessore alla Cultura di Olbia, Giovanni Pileri, che doveva presentarla ha chiesto la sua esclusione dalla Rassegna in quanto reputa “osceno e pericoloso per le menti dei ragazzi della scuola” il suo romanzo Mia figlia follia. Alla mia domanda Quali sarebbero le parti pericolose? il signor Massimetti afflitto rispose: La scena di un incontro carnale omosessuale.

Savina Dolores Massa

Questo lungo articolo, a firma di Martino Dibeltulo, è comparso oggi sul portale nazionale di iRS. E' la prima volta che sull'organo di comunicazione pubblica di un movimento politico in Sardegna appare un testo che mette direttamente in relazione i principi fondanti dell'indipendentismo moderno con il presente e il futuro dei diritti della comunità LGBT dell'isola. E' un passo avanti doveroso, ma di questi tempi è anche coraggioso e rivoluzionario. Auspico che gli organi di stampa lo riprendano e invito gli amici  di ogni oritentamento sessuale a condividerlo e a valutarne attentamente il peso politico. Il mio grazie personale a Martino per la lucidità dell'analisi. 

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Raramente, come nelle ultime settimane, le notizie dal mondo ci hanno offerto tanti spaccati di realtà contrastanti su sofferenze, sogni e battaglie di persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), a cominciare dall’escalation di violenze fisiche e verbali a casa nostra e in alcuni paesi a noi più o meno vicini, fino alle lotte istituzionali per il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo nella comunità globale.

In Iran, il giovane diciottenne Ebrahim Hamidi è tragicamente condannato all’impiccagione per il reato di sodomia. In Italia, a Roma, Massimo Frana, un insegnante di scuola superiore, dopo aver affittato una stanza in un appartamento confida alla proprietaria di essere omosessuale e si ritrova di colpo in strada, sentendosi dire dalla donna che “non vuole affittare casa a immigrati e gay”.

Negli Stati Uniti, mentre in California continua a fare scalpore la sospensione del recente decreto che proibisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso, alcuni rappresentanti del Partito Repubblicano si dichiarano omosessuali e proclamano, a sorpresa, che appoggeranno il matrimonio gay. In Europa, la commissione parlamentare per i diritti LGBT richiama tutti i paesi membri a rispettare i diritti fondamentali garantiti dalle leggi comunitarie per ogni cittadino a prescindere dall’orientamento sessuale, e incoraggia l’Unione Europea ad adottare misure affinché le leggi già approvate a livello comunitario siano garantite a prescindere dalle inclinazioni dei singoli governi statali.

Ma mentre questi dibattiti vanno avanti, e molti paesi, come ad esempio la Spagna e l’Argentina, cambiano anche articoli costituzionali per accogliere le istanze di una società in continua trasformazione, che cosa accade all’interno del sistema legale-istituzionale a cui sardi, oggi, sono soggetti? In che condizioni si trova la comunità LGBT sarda?

Tra le promesse inattese dei partiti italiani e gli eterni ostacoli posti dal Vaticano, quello che accomuna le persone LGBT che vivono sul suolo dello stato italiano è l’umiliazione di vivere in un clima discriminatorio e in balìa di una classe politica che non solo si disinteressa, dal punto di vista etico e politico, della qualità della vita di questi cittadini, ma che è inoltre intenta a mantenere uno status quo legislativo non equiparabile all’appartenenza dello stato italiano all’Unione Europea.

A seguito dei recenti gravissimi episodi di violenza fisica e dell’aumento degli episodi di omofobia, molti cittadini LGBT italiani decidono di lasciare il proprio paese e di trasferirsi all’estero per vivere una vita dignitosa. Molti decidono anche di trovare partner di paesi in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è riconosciuto—chi può biasimarli?

Negli ultimi anni anche sul territorio nazionale sardo si è registrato un preoccupante aumento di casi di omofobia. Vessazioni, licenziamenti, aggressioni, violenze sessuali, omicidi. Episodi gravissimi accomunati dal fatto di avere come oggetto persone omosessuali. Dato il clima in cui ci troviamo, forse pensiamo che tutte le persone LGBT sarde (almeno una su venti, ovvero circa 80.000 sardi e sarde!) debbano seguire il destino di chi in altre parti del mondo decide di “migrare” per via del proprio orientamento sessuale, per vivere una vita dignitosa?

E se invece la nazione sarda fosse sovrana di attuare leggi e decreti che si confanno alle esigenze, e che rispettano le istanze, delle diverse componenti e fasce della società sarda? Le leggi che proteggono i diritti fondamentali dell’individuo a prescindere dall’orientamento sessuale sono già prerogativa della legislazione comunitaria europea. La Repubblica di Sardegna, come stato europeo laico, indipendente e sovrano, potrebbe decidere liberamente di mettere in atto tali misure contro l’omofobia e al contempo estendere il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, senza la mediazione o l’influenza di nessun’altra entità statale o religiosa.

Nonostante la gravità della situazione, oggi molte persone LGBT sarde, sfidando le tendenze dei paesi che non rispettano le direttive europee, decidono di restare. Se non per qualche segreta perversione, che si rivelerebbe poi una perversione che accomuna la maggior parte dei sardi a prescindere dall’orientamento sessuale, per il semplice fatto che noi sardi proviamo un amore e un attaccamento, spesso viscerale, verso la nostra terra.

E forse non solo. Anche per il diritto che le persone LGBT sanno di poter avere, ma che oggi agli effetti pratici non hanno, di vivere nella propria terra senza doversi continuamente nascondere. Senza la paura di perdere il proprio posto di lavoro. Senza sentire il fiato sul collo di alcune persone omofobe che compiono continuamente atti di disturbo—ricordiamo bene, a tale proposito, gli episodi di questa estate sulle spiagge cagliaritane.

L’indipendenza nazionale della Sardegna non è una questione che nasce da e per altri. Non è una battaglia i cui successi si riversano solo su alcune categorie di persone, fasce sociali, o particolari professioni. L’indipendenza della nostra nazione deve passare in primis attraverso la piena determinazione delle libertà della persona e dei suoi diritti fondamentali, della sua maturazione e della possibilità di esprimere la propria individualità in modo creativo e autonomo, a prescindere dal proprio orientamento sessuale e dalla propria identificazione di genere.

La futura Repubblica di Sardegna ha già tra i propri princìpi fondanti la non violenza, il non nazionalismo, il non razzismo e l’inclusione delle diversità. La Repubblica che abbiamo in mente non dovrà prevedere alcun rapporto di sudditanza economica ma sopratutto etica, morale e culturale da parte di qual si voglia autorità morale o religiosa. Dovrà pertanto offrire possibilità eque alle persone LGBT e le sue istituzioni si dovranno impegnare, tramite il dialogo e l’interazione con la comunità LGBT stessa, a combattere la discriminazione, il pregiudizio e la violenza in ogni campo della vita sociale.

La Repubblica di Sardegna dovrà offrire alle persone LGBT sarde la possibilità di alzare finalmente la testa, di guadagnare nuova dignità, e di diventare sovrane nelle decisioni che interesseranno loro in modo diretto e indiretto, attraverso una partecipazione attiva e creativa alla vita istituzionale della nazione. L’indipendenza e la sovranità iniziano da ciascuno di noi, ma soprattutto per ciascuno di noi.

scritto per Tiscali

Roma
, due gay aggrediti a bottigliate perché stavano mano nella mano; l’aggressore: “Gli avevo chiesto di smettere”. Parma, affittuario sfratta un inquilino perché “avrebbe dovuto dirlo prima che era gay”. Villacidro, pestaggio di un giovane ad opera di tre incappucciati che lo insultano per la sua omosessualità. Siniscola, un ragazzo gay viene picchiato e umiliato da un gruppo di uomini del paese che tentano anche di stuprarlo: “Era già successo anni fa”. Platamona, spari e atti di vandalismo sulle auto degli omosessuali: “Qualcuno non ci vuole in questa spiaggia”. Pesaro, la madre cerca di accoltellare al ventre la figlia perché lesbica: “Avevamo litigato perché sto con una ragazza”.
Basterebbe semplicemente metterle in fila una dietro l’altra, le notizie di violenze omofobe degli ultimi dodici mesi; lo si potrebbe fare anche con le cronache che testimoniano le violenze sulle donne, e i casi all’anno diventerebbero centinaia, con un numero impressionante di omicidi; allora - se non ci fosse in corso un costante meccanismo di rimozione collettiva – forse comincerebbe a sembrare urgente mettere in discussione il modello di uomo e di mondo che abbiamo accreditato come “normale” rispetto ad ogni altra possibile declinazione di umanità.

Una chiaccherata sui diritti civili in auto con un amico, parlando di Milk al rientro da una presentazione di Accabadora.


- Non sono mai stato un gay vistoso, ho sempre vissuto in maniera molto riservata, non ho simpatia nemmeno per i pride... ma c'è una cosa che mi fa male più di tutte.
- Dimmela.
- Ricordo un esponente del centro sinistra interpellato a suo tempo sui DICO che replicava: "regolare le convivenze omosessuali non è una priorità".
- Dal punto di vista politico è vero, dato che i non diritti degli omosessuali secondo il sentire comune sono un problema loro, non di tutti. Di che ti meravigli?
- Non mi meraviglio, mi sono solo reso conto davanti a quella frase che ho cinquant'anni, e che con tutta probabilità morirò senza che mai la mia vita sia stata una priorità per qualcuno, al momento di decidere...

circa 1 ora fa ahi si ti pigu, ahi ahi si ti pigu... #sardiniaconnection
circa 13 ore fa http://t.co/Na8GB979 (Sui rimpianti in punto di morte, in Inghilterra e anche in Italia. Traduzione approssimativa.)
circa 19 ore fa @FrancescoAbate @insopportabile Fill'e anima. Voleva dire fill'e anima.
circa 20 ore fa @alepallo @MelogNicoletti Mellon amin, sei un provocatore nato.
circa 20 ore fa A chi non vorrebbe mai che suo figlio vedesse bambini handicappati. http://t.co/gcOzsQsr @MelogNicoletti
circa 1 giorno fa @paolaturci "Il sud di Marcello Murru attraversa il cuore e lascia tracce calde. Lo vorrei a Gavoi." :*
circa 1 giorno fa Biancaneve e altre brutte storie di donne (al cinema e non). @LaLipperini http://t.co/QYitJT9y
circa 1 giorno fa http://t.co/lI3UyEqq Farsi del bene con Marcello Murru è un ottimo antidoto al freddo. Meraviglioso il suo sud.
circa 1 giorno fa @AntonioBachis Ti chiameranno 5 bravi ragazzi, li mando io. Avranno un'offerta che non potrai rifiutare. Non aggiungo altro.
circa 2 giorni fa Se Obama balla in tv è disinvolto e pop, se lo facesse Monti penseremo che è impazzito. L'American way certe volte va preso con le molle.
circa 2 giorni fa @R_De_Santis Io uno come Pili preferirei parlasse e basta. E' quando comincia a fare che mi preoccupo. L'elenco delle leggi che ha votato!
circa 2 giorni fa @arcanavera Il mio problema è che non mi possopiù nemmeno permettere una battutaccia su FB senza che uno di questi esca di testa. :D
circa 2 giorni fa @arcanavera Io sono senza parole. Non dico più niente, che qui è sparare sulla croce rossa.
circa 2 giorni fa @giuseppepala88 Confesso: stamattina non sto combinando niente, non riesco a smettere di ridere. Adesso esco e mi compro l'Unione sarda.
circa 3 giorni fa Svegliarsi e scoprire di essere protagonista di un combattimento interstellare. http://t.co/XUqhy3ku Grazie, onorevole Mauro Pili!
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"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

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