Questo lungo articolo, a firma di Martino Dibeltulo, è comparso oggi sul portale nazionale di iRS. E' la prima volta che sull'organo di comunicazione pubblica di un movimento politico in Sardegna appare un testo che mette direttamente in relazione i principi fondanti dell'indipendentismo moderno con il presente e il futuro dei diritti della comunità LGBT dell'isola. E' un passo avanti doveroso, ma di questi tempi è anche coraggioso e rivoluzionario. Auspico che gli organi di stampa lo riprendano e invito gli amici  di ogni oritentamento sessuale a condividerlo e a valutarne attentamente il peso politico. Il mio grazie personale a Martino per la lucidità dell'analisi. 

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Raramente, come nelle ultime settimane, le notizie dal mondo ci hanno offerto tanti spaccati di realtà contrastanti su sofferenze, sogni e battaglie di persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), a cominciare dall’escalation di violenze fisiche e verbali a casa nostra e in alcuni paesi a noi più o meno vicini, fino alle lotte istituzionali per il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo nella comunità globale.

In Iran, il giovane diciottenne Ebrahim Hamidi è tragicamente condannato all’impiccagione per il reato di sodomia. In Italia, a Roma, Massimo Frana, un insegnante di scuola superiore, dopo aver affittato una stanza in un appartamento confida alla proprietaria di essere omosessuale e si ritrova di colpo in strada, sentendosi dire dalla donna che “non vuole affittare casa a immigrati e gay”.

Negli Stati Uniti, mentre in California continua a fare scalpore la sospensione del recente decreto che proibisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso, alcuni rappresentanti del Partito Repubblicano si dichiarano omosessuali e proclamano, a sorpresa, che appoggeranno il matrimonio gay. In Europa, la commissione parlamentare per i diritti LGBT richiama tutti i paesi membri a rispettare i diritti fondamentali garantiti dalle leggi comunitarie per ogni cittadino a prescindere dall’orientamento sessuale, e incoraggia l’Unione Europea ad adottare misure affinché le leggi già approvate a livello comunitario siano garantite a prescindere dalle inclinazioni dei singoli governi statali.

Ma mentre questi dibattiti vanno avanti, e molti paesi, come ad esempio la Spagna e l’Argentina, cambiano anche articoli costituzionali per accogliere le istanze di una società in continua trasformazione, che cosa accade all’interno del sistema legale-istituzionale a cui sardi, oggi, sono soggetti? In che condizioni si trova la comunità LGBT sarda?

Tra le promesse inattese dei partiti italiani e gli eterni ostacoli posti dal Vaticano, quello che accomuna le persone LGBT che vivono sul suolo dello stato italiano è l’umiliazione di vivere in un clima discriminatorio e in balìa di una classe politica che non solo si disinteressa, dal punto di vista etico e politico, della qualità della vita di questi cittadini, ma che è inoltre intenta a mantenere uno status quo legislativo non equiparabile all’appartenenza dello stato italiano all’Unione Europea.

A seguito dei recenti gravissimi episodi di violenza fisica e dell’aumento degli episodi di omofobia, molti cittadini LGBT italiani decidono di lasciare il proprio paese e di trasferirsi all’estero per vivere una vita dignitosa. Molti decidono anche di trovare partner di paesi in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è riconosciuto—chi può biasimarli?

Negli ultimi anni anche sul territorio nazionale sardo si è registrato un preoccupante aumento di casi di omofobia. Vessazioni, licenziamenti, aggressioni, violenze sessuali, omicidi. Episodi gravissimi accomunati dal fatto di avere come oggetto persone omosessuali. Dato il clima in cui ci troviamo, forse pensiamo che tutte le persone LGBT sarde (almeno una su venti, ovvero circa 80.000 sardi e sarde!) debbano seguire il destino di chi in altre parti del mondo decide di “migrare” per via del proprio orientamento sessuale, per vivere una vita dignitosa?

E se invece la nazione sarda fosse sovrana di attuare leggi e decreti che si confanno alle esigenze, e che rispettano le istanze, delle diverse componenti e fasce della società sarda? Le leggi che proteggono i diritti fondamentali dell’individuo a prescindere dall’orientamento sessuale sono già prerogativa della legislazione comunitaria europea. La Repubblica di Sardegna, come stato europeo laico, indipendente e sovrano, potrebbe decidere liberamente di mettere in atto tali misure contro l’omofobia e al contempo estendere il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, senza la mediazione o l’influenza di nessun’altra entità statale o religiosa.

Nonostante la gravità della situazione, oggi molte persone LGBT sarde, sfidando le tendenze dei paesi che non rispettano le direttive europee, decidono di restare. Se non per qualche segreta perversione, che si rivelerebbe poi una perversione che accomuna la maggior parte dei sardi a prescindere dall’orientamento sessuale, per il semplice fatto che noi sardi proviamo un amore e un attaccamento, spesso viscerale, verso la nostra terra.

E forse non solo. Anche per il diritto che le persone LGBT sanno di poter avere, ma che oggi agli effetti pratici non hanno, di vivere nella propria terra senza doversi continuamente nascondere. Senza la paura di perdere il proprio posto di lavoro. Senza sentire il fiato sul collo di alcune persone omofobe che compiono continuamente atti di disturbo—ricordiamo bene, a tale proposito, gli episodi di questa estate sulle spiagge cagliaritane.

L’indipendenza nazionale della Sardegna non è una questione che nasce da e per altri. Non è una battaglia i cui successi si riversano solo su alcune categorie di persone, fasce sociali, o particolari professioni. L’indipendenza della nostra nazione deve passare in primis attraverso la piena determinazione delle libertà della persona e dei suoi diritti fondamentali, della sua maturazione e della possibilità di esprimere la propria individualità in modo creativo e autonomo, a prescindere dal proprio orientamento sessuale e dalla propria identificazione di genere.

La futura Repubblica di Sardegna ha già tra i propri princìpi fondanti la non violenza, il non nazionalismo, il non razzismo e l’inclusione delle diversità. La Repubblica che abbiamo in mente non dovrà prevedere alcun rapporto di sudditanza economica ma sopratutto etica, morale e culturale da parte di qual si voglia autorità morale o religiosa. Dovrà pertanto offrire possibilità eque alle persone LGBT e le sue istituzioni si dovranno impegnare, tramite il dialogo e l’interazione con la comunità LGBT stessa, a combattere la discriminazione, il pregiudizio e la violenza in ogni campo della vita sociale.

La Repubblica di Sardegna dovrà offrire alle persone LGBT sarde la possibilità di alzare finalmente la testa, di guadagnare nuova dignità, e di diventare sovrane nelle decisioni che interesseranno loro in modo diretto e indiretto, attraverso una partecipazione attiva e creativa alla vita istituzionale della nazione. L’indipendenza e la sovranità iniziano da ciascuno di noi, ma soprattutto per ciascuno di noi.

Commenti  

 
#1 nome.cognome 2010-10-01 07:46
È una vergogna che ancora oggi una tale ovvietà merita di essere presentata "un passo avanti doveroso"?

In quale mondo viviamo?
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#2 simona 2010-10-01 23:53
Auguri!!!!
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#3 Su Teraccu 2010-10-02 21:53
Purtroppo certi diritti fondamentali, tali non sono in Italia, pertanto anche ribadirli diventa importante ed è meritevole che il movimento indipendentista che Michela appoggia si sia espresso in maniera chiara ed inequivocabile per il riconoscimento dei diritti dei carcerati, dei migranti, delle lesbiche, gay, bisessuali e transgender.
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#4 Bomboi Adriano 2010-10-03 12:25
Concordo con l'estensione dei diritti, sperando che un indipendentismo che non pone la lingua (a rischio estinzione) del suo territorio in un programma politico, si ricordi che oltre agli attivisti che parlano italiano (e che quindi non avvertono il problema), ci sono anche parecchi Sardi discriminati nelle scuole, nell'informazione, negli uffici e nel commercio a causa della "colpa" di parlare in Sardo. Vengono così emarginati e ridotti ad una forma di scarsa interdipendenza con le dinamiche globali (ma anche della propria terra) che ne impediscono lo sviluppo e l'avvio di conseguenti processi virtuosi (in campo sociale ed economico). Un processo che contribuisce alla loro DIPENDENZA dai criteri dell'assistenzialismo centralista, che ha buon gioco nel manovrarli a proprio piacimento.

Speriamo che l'elaborazione "teorica" di IRS, ferma all'assenza di confronto, si evolva fino alla comprensione che ci sono diverse forme di discriminazione che toccano i Sardi nel quotodiano e per le quali non c'è sufficiente autocoscienza e capacità d'analisi rispetto alle tradizionali tematiche del "progressismo" (come i diritti alla comunità LGBT).

E questo ve lo dice un liberal-nazionalista... ;-)
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#5 manuel 2010-10-03 15:01
no, per fortuna l'elaborazione di iRS non è per nulla ferma alle cagate che dice Bomboi
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#6 Bomboi Adriano 2010-10-03 15:32
Notare bene: un indipendentista Sardo (manuel) ha detto che sono cagate il fatto di dover difendere i diritti della minoranza linguistica Sarda. Roba che farebbe ridere qualsiasi vero indipendentista al mondo. Potresti chiamarti "non-indipendentista Sardo", saresti più coerente con te stesso e gli sconclusionati principi che difendi... ;-)

Faccio appello alle persone di buonsenso di IRS: tornate ai vostri buoni temi e continuate a radicarvi nel territorio...ma lasciate le frottole ideologiche! O si finirebbe a fare esattamente l'opposto di ciò che serve, a favore del centralismo italiano.
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#7 manuel 2010-10-03 23:24
Citazione Bomboi Adriano:
Notare bene: un indipendentista Sardo (manuel) ha detto che sono cagate il fatto di dover difendere i diritti della minoranza linguistica Sarda. Roba che farebbe ridere qualsiasi vero indipendentista al mondo. Potresti chiamarti "non-indipendentista Sardo", saresti più coerente con te stesso e gli sconclusionati principi che difendi... ;-)

Faccio appello alle persone di buonsenso di IRS: tornate ai vostri buoni temi e continuate a radicarvi nel territorio...ma lasciate le frottole ideologiche! O si finirebbe a fare esattamente l'opposto di ciò che serve, a favore del centralismo italiano.


sì sì aggiungi altra merda

che io sia un indipendentista sardo fa ridere i polli, sono bergamasco.

che tu rivolti la mia osservazione sul tuo comportamento a tuo piacimento invece è il tuo pane quotidiano e ce lo aspettiamo sempre

per finire ti dicon un bel "ma và a cagà" invece di continuare a invadere spazi inutilmente se non controproducendo

p.s.: per quel che ne so mi pare che iRS difenda la lingua sarda e vorrebbe che lingue ufficiali nazionali fossero quelle correntemente parlate: italiano e sardo a pari dignità

p.p.s.: hai rotto i maroni
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#8 manuel 2010-10-03 23:37
dimenticavo: la posizione di IRS che ho detto io è quella che ho a sensazione leggendo il forum, non conosco quella ufficiale ma so che internamente c'è un "centro di elaborazione" a proposito della lingua

tornando al tema del post, sarà un gran bel giorno quello in cui i partiti prenderanno una posizione ufficiale similmente a quanto ha fatto iRS ma soprattutto se si farà mai finalmente una legge a tutela dei più deboli.. in attesa che nella società non sia più necessario considerarli tali
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#9 Bomboi Adriano 2010-10-04 09:33
Manuel io che ne sono chi sei? Vai a dire che gli altri scrivono "cagate" e vabbè...in democrazia ci prendiamo anche queste parolacce. Ma difendi IRS per poi ammettere che non sai bene di cosa si sta parlando. Allora tantovale che uno non parli se non ha cose pertinenti da dire.

Su IRS infatti anch'io pensavo avesse una posizione sulla lingua (e spero che ci sia ancora), perché un responsabile del movimento (Perra-IRS Disterru), nei suoi articoli sostiene che i caratteri identitari di una nazione non dovrebbero entrare in un programma politico (e quì l'aberrazione del non-nazionalismo che quindi non difende le discriminazioni interne al suo territorio), mentre in un altro intervento si chiede su quali basi la Sardegna potrebbe ricontrattare la sua specialità, ignorando (nel 2010) che proprio la lingua è una delle basi di questa specialità che assume quindi anche una valenza politica.

Comunque, ho sintetizzato in un articolo "Il senso di essere liberal-nazionalista": sanatzione.eu/.../il-senso-di-essere-liberal-nazionalista Per chi volesse leggerlo. E si parla anche di bilinguismo Manuel.
Chiaramente in un articolo non si poteva scrivere un trattato e ho dovuto condensare diversi concetti tralasciando colpevolmente alcune cose. Ma valuterò più in là anche la pubblicazione di un testo sul nazionalismo Sardo, ho un piccolo editore che da tempo è interessato all'idea.

La storia dei diritti la lanciammo nel 2005/2006 nel prototipo non-nazionalista "progressisti", quì reperibile (ma era denso di errori e non aveva alcun fondamento politologico): www.urn-indipendentzia.com/ Venne riportato ampiamente nel vechio forum di IRS. Ricordo che un attivista in privato ci chiese se volevamo fare un partito laburista... :D
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#10 Su Teraccu 2010-10-04 09:48
Bombò ma perché cerchi visibilità in ambiti che non sono tuoi con autentiche falsità? Io non mi permetto di andare a provocare su siti che hanno idee diverse dalle mie, primo perché è contrario alle regole dell'educazione e secondo perché preferisco dedicarmi ad altri passatempi, evidentemente tu sei un maleducato e un perdigiorno.
Riporto ad uso degli interessati un brano del programma linguistico di iRS, chi volesse approfondire potrà farlo consultando gli innumerevoli documenti ufficiali. Naturalmente tutto quello che scrive questo malintenzionato è destituito di fondamento.
Citazione:
Su Tzentru de Elaboratzione Linguìstica de iRS e su Movimentu intreu istabbilint sa prioridade de una polìtica linguìstica in Sardigna. Semus cumbintos ca est dovere a bi ghetare unu meledu mannu e chi non si potzat infinigare custa allega a duas rigas de iscritu, in ue si mentovat agigu sa chistione ma intames chi si depat alladiare a un’ordimìngiu sistemàticu. Semus cumbintos ca depimus resonare a filu deretu pro fraigare unu sistema ispainadu e coerente de presèntzia de is limbas minoritàrias in Sardigna, pro lòmperent a èssere impreadas dae sa majoria de sa tzitadinàntzia in regime de bilinguismu cumpridu. Una sienda de libertade personale e comunitària, de tènnere a su costàgiu pro unu progetu sotziale mannu e gheretzadu a su mundu. Progetu chi benit a boluntade polìticu-sotziale funguda.
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#11 Bomboi Adriano 2010-10-04 09:56
Il solito codardo diffamatorio senza nome.
Teraccu, uno può scrivere nei documenti ufficiali quello che gli pare, ma siccome ho fatto notare che spesso scrivete cose discordanti, allora mi pare lecito cercare di fare chiarezza e chiedere conto delle vostre "coerenti elaborazioni" politiche.
Solo nei totalitarismi gli elettori non possono esprimere giudizi ed osservazioni su un partito, ma forse questo la cultura illiberale da cui provieni non te l'ha insegnato: discutere in posti diversi su un tema significa contribuire allo sviluppo di un dibattito, chiudersi nei fortini invece non è liberaldemocrazia, ma solo porsi sul piedistallo per attaccare chi la pensa diversamente al fine di accreditare la propria bottega. Se pensassi che IRS è fatta di farabutti non sarei certo quì a perdere tempo con voi, ma evidentemente penso che in mezzo ad alcuni codardi ci siano parecchie persone di valore. Ed a me interessano i lettori di queste ultime.
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#12 Martino Dibeltulo 2010-10-04 13:13
Citazione Bomboi Adriano:
L’indipendenza della nostra nazione deve passare in primis attraverso la piena determinazione delle libertà della persona e dei suoi diritti fondamentali, della sua maturazione e della possibilità di esprimere la propria individualità in modo creativo e autonomo, a prescindere dal proprio orientamento sessuale e dalla propria identificazione di genere.


Signor Adriano, la saluto. Non mi sembra intellettualmente corretto mostrarsi d'accordo con la riflessione in generale per poi screditarla dicendo che ci sono altre forme di discriminazione altrettanto gravi, come ad esempio la lingua. E' come dire che una persona ha il diritto di preferire il gelato alla fragola piuttosto che al cioccolato, però siccome altre persone sono discriminate in base alla lingua nella quale esprimono la loro preferenza, è prematuro pensare al diritto di mangiare il gelato alla fragola piuttosto che al cioccolato perchè questo diritto non può essere espresso in più di una lingua. Se non se ne fosse già accorto, il tema della riflessione non è la discriminazione della lingua sarda, ma la promozione dell'eguaglianza sociale. I diritti delle persone LGBT sono i diritti che tutte le persone su questo pianeta devono avere, compreso quello di parlare la lingua che vogliono nel contesto comunicativo che più loro aggrada. Lei porta come esempio la discriminazione di qualcuno che vuole parlare in Sardo e non lo può fare. Bene, questo è un diritto di tutti i cittadini sardi, anche quelli gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Ma in questo caso una discriminazione la sta compiendo lei nei confronti "degli attivisti che parlano italiano". Posto che parlo e scrivo perfettamente nella mia lingua sarda, il Gallurese, lei sta muovendo ne confronti di chi di noi parla e scrive l'italiano in certi contesti una critica alla nostra libertà di esprimerci nella lingua che preferiamo e nel contesto comunicativo che preferiamo. Se questa si chiama eguaglianza ...
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#13 manuel 2010-10-04 13:33
@Adriano
Appunto perché non sai chi sono come ti permetti di presentarmi come fa comodo a te e ribaltare il senso delle parole a tuo uso e consumo?

Io stavo difendendo prima di tutto questo spazio continuamente invaso dai tuoi interventi che spesso diventano lunghe e inutili discussioni fuori tema nelle quali oltrettutto non sei disposto ad accettare le posizioni degli altri per quelle che sono ma pretendi di spiegare tu agli altri la casella che occupano nella personale visione di mondo.

Questo indispone molti lettori che per questo motivo non intervengono o comunque si allontanano dal sito... e chissà quanti sono d'accordo con me nel mandarti a quel paese ;)
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#14 Bomboi Adriano 2010-10-04 21:02
E chissà invece quanti sono d'accordo Manuel con quel che dico: non sono pesanti alcuni per le ormai giornaliere accuse agli altri movimenti (quasi sempre il PSD'AZ) dai loro siti e da parecchi articoli sparsi quà e là? (anche in quello di Fois ad esempio). Insomma, voi potete, e gli altri sono "pesanti"? Eh nò cari, non funziona così il gioco. Abituatevi anche voi alle critiche e replicate sugli argomenti, troppo facile farsi le pi**e allo specchio...

@Dibeltulo: ho spiegato in diversi interventi che sono per il bilinguismo, quindi nessuno ha accusato chi parla italiano (datosi che lo faccio anch'io), il senso della mia osservazione è che per molti indipendentisti che parlano italiano non esiste il problema della minoranza linguistica Sarda.

@ Su Teraccu: vedo che predichi bene e razzoli male. Hai detto:"ma perché cerchi visibilità in ambiti che non sono tuoi con autentiche falsità?"

Lo decidi tu quali sono i miei ambiti? Ma non stavi giocando al liberalprogressista parlando dei diritti e delle libertà dell'individuo?
Ah la coerenza...questa sconosciuta... ;-)

Come vedete ci vuole poco a suonarvele. Quindi anche voi cercate di suonarle meno agli altri e tornate coi piedi per terra.
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#15 Su Teraccu 2010-10-04 21:48
Tu non puoi prenderti la libertà di scrivere cose false, ma se proprio vuoi suonarcele, sònadi sos corros :sigh:
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#16 Bomboi Adriano 2010-10-05 10:20
Se sono cose false, confutatele.
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#17 Giacomo 2010-10-08 11:03
Mi spiace, ma non sono convinto che se la Sardegna fosse indipendente questo cambierebbe.

Non cambierebbe nulla perchè il problema non è lo stato italiano ma gli italiani, non sono i politici italiani ma gli italiani, e tantomeno il problema è il sempre accusato e malvagio Vaticano: il problema sono gli italiani, la loro paura di qualsiasi cosa sia diverso, la chiusura culturale che "non si sa mai cosa può succedere se ce li hai come vicini di casa: svalutano la proprietà".

Non si può imporre apertura mentale per legge, ne tantomeno per costituzione, e francamente non sono convinto che, se l'iRS vincesse le elezioni e imponesse per legge l'uguaglianza la gente l'approverebbe.

Se i partiti italiani, da destra a sinistra (incluso il movimento che ospitava Vladimir Luxuria e quel ridicolo contentino che sono i DICO) sono compatti nel boicottare il riconoscimento di pari diritti alla comunità LGBT questo non ha nulla a che vedere col bigottismo, e tantomeno col sempre citato Vaticano.

Lo fanno perchè sono vecchie volpi, e sanno bene che gli italiani farebbero push back.

Questa la mia (triste) opinione
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#18 Bomboi Adriano 2010-10-08 11:14
La politica dovrebbe indicare una strada, ma dovrebbe lasciare ogni orientamento al Popolo (quindi a dei referendum) particolari materie. E solo dopo quindi adottare le decisioni che ne scaturiranno.

Ed effettivamente, non è detto che il nostro Popolo si riconoscerebbe in un dato modello di società.
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#19 Giacomo 2010-10-08 11:48
per chiarire meglio ciò che intendevo (mi sono reso conto che era un po' confuso)
ovviamente approverei qualsiasi partito politico facesse (non promettesse, facesse) una legge per i pari diritti
MA
esistono altri ambiti in cui i pari diritti esistono per legge e tuttavia non esistono in pratica

- uomini e donne sono per legge uguali, eppure mi pare che la realtà in Italia sia diversa
- i due gay cacciati dai carabinieri quest'estate (citati nell'articolo) non infrangevano nessuna legge

pertanto

1) non sarei contrario a una legge in proposito ma non credo che cambierebbe nulla
2) se iRS vuole fare una costituzione come quella che propone nell'articolo gli consiglierei di assicurarsi che i Sardi siano daccordo con loro, perchè secondo me in Sardegna siamo anche più conservatori che in padania su queste cose.

mia opinione, ovvio
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#20 Martino Dibeltulo 2010-10-08 14:42
Citazione Giacomo:
- i due gay cacciati dai carabinieri quest'estate (citati nell'articolo) non infrangevano nessuna legge

pertanto

1) non sarei contrario a una legge in proposito ma non credo che cambierebbe nulla
2) se iRS vuole fare una costituzione come quella che propone nell'articolo gli consiglierei di assicurarsi che i Sardi siano daccordo con loro, perchè secondo me in Sardegna siamo anche più conservatori che in padania su queste cose.

mia opinione, ovvio


@Giacomo: A me sembra che il problema lo si dovrebbe guardare da un'altra ottica. Certo che i due ragazzi dell'episodio di Cagliari non hanno infranto nessuna legge, ci mancherebbe altro.

Ma mi dica, esiste forse una legge che regola il tenersi per mano o lo scambiare un bacio in luogo pubblico? L'Italia e' fuori legge rispetto alle normative europee contro l'omofobia e per i diritti delle minoranze lgbt. Fatto sta che i ragazzi di Cagliari hanno subito una violenza non perché si sono baciati o tenuti per mano, ma perché a baciarsi erano due persone dello stesso orientamento sessuale.

Se non esiste una legge che punisce una violenza, fisica o verbale che sia, motivata da una discriminazione da orientamento sessuale, chi compie la violenza non potrà essere punito, e chi la subisce non la denuncerà. Questa è la realtà che viviamo in Sardegna. E se c'è omertà, c'è perchè non c'è una legge.

In secondo luogo, possiamo dibattere all'infinito se la società cambierà o meno una volta implementate le leggi (e questo dipende dalla qualità del sistema giudiziario), ma una nazione che vuole candidarsi come nuovo stato europeo (come propone iRS) deve approvare come principio costituzionale la non discriminazione in base all'orientamento sessuale. Nessun nuovo paese europeo può tralasciare questa voce nelle leggi anti-discriminazione.

Per riassumere. Oggi, la nazione sarda, per questioni interne allo stato italiano, è fuori legge rispetto alle normative europee anti-discriminazione. Nel momento in cui i sardi sottometteranno la propria costituzione al vaglio della comunità europea, questa sarà scrutinata anche dal punto di vista dei diritti civili e anti-discriminazione. Se l'orientamento sessuale e l'identità di genere non saranno inclusi, la Sardegna non entrerà in Europa. La Macedonia è un esempio palese di questo voler tenere due piedi in una staffa, da una parte l'Europa, dall'altra il mantenimento dello status quo conservatore.

Infine, l'affermazione secondo la quale, dato che anche se i pari diritti esistono pe la legge non è detto che esistano in pratica, ha venature di conservatorismo sociale. Non possiamo sapere adesso come la Sardegna reagirà ad una apertura legislativa in questo senso, quindi prima di improvvisarci fattucchiere e predire il futuro con la sfera magica, secondo me la sfida è quella dell'apertura a questi temi.

La promozione dei diritti civili è una cosa giusta, certamente. Ma qui non si tratta solo di giusto o non giusto. Se un movimento o partito politico in Europa non prende in considerazione la discriminazione in base all'orientamento sessuale in modo serio, questo partito non può concretamente aspirare all'Europa.

Quanto a iRS e i sardi, i sardi sono iRS, i sardi fanno iRS, quindi non si preoccupi per la costituzione che proporremo. Solo il fatto che iRS si dichiari vicina a questi argomenti dimostra che in iRS la politica la fanno i sardi stessi portando ognuno le loro competenze e pensando ognuno a settori ai quali si sente vicino/a, a prescindere dall'orientamento sessuale.
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#21 Giacomo 2010-10-11 11:24
Citazione Martino Dibeltulo:
Quanto a iRS e i sardi, i sardi sono iRS, i sardi fanno iRS, quindi non si preoccupi per la costituzione che proporremo. Solo il fatto che iRS si dichiari vicina a questi argomenti dimostra che in iRS la politica la fanno i sardi stessi portando ognuno le loro competenze e pensando ognuno a settori ai quali si sente vicino/a, a prescindere dall'orientamento sessuale.


Salve Sig. Dibeltulo,

quoto solo quest'ultima frase perchè riassuma in gran parte il pensiero espresso nel suo intervento: lei dice "I sardi sono iRS"...mi pare una visione un po' grandiosa del vostro partito.
Al momento i voti dei sardi sono per la maggioranza PDL e per la minoranza PD, ed entrambi questi schieramenti non hanno nessuna (ribadisco: NESSUNA!) intenzione di aprirsi a leggi antiomofobia, eppure l'Italia è in europa senza problemi.
C'è poi una minoranza ancora più minore che vota iRS, e questa minoranza è ovviamente fatta di sardi, ma mi pare un po' poco per dire che "i sardi sono iRS".
Io auguro molta fortuna al vostro movimento, e certamente condivido una visione laica e non omofoba della società, come chiarito nel mio intervento, ma non sono sicuro che "i sardi" la pensino al 51% così.

Solo per chiarire: non "mi preoccupo" della costituzione che proporrete. Siete un partito politico, proponete la costituzione in cui credete (figuriamoci!). Io rimango dell'opinione che il cambiamento culturale non possa avvenire per legge, ma accoglierei a braccia aperte qualsiasi legge in proposito (come specificato nel mio intervento).

Rimango scettico nei confronti di qualsiasi partito (non me ne voglia sig. Dibeltulo) per il semplice motivo che ho visto il PD fare (e con disinvoltura disattendere) la stessa promessa
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#22 Giacomo 2010-10-11 12:49
riscrivo ma senza gli orrori di ortografia (mi scuso ma ero di fretta)

Citazione Martino Dibeltulo:
Quanto a iRS e i sardi, i sardi sono iRS, i sardi fanno iRS, quindi non si preoccupi per la costituzione che proporremo. Solo il fatto che iRS si dichiari vicina a questi argomenti dimostra che in iRS la politica la fanno i sardi stessi portando ognuno le loro competenze e pensando ognuno a settori ai quali si sente vicino/a, a prescindere dall'orientamento sessuale.


Salve Sig. Dibeltulo,

quoto solo quest'ultima frase perchè riassume in gran parte il pensiero espresso nel suo intervento: lei dice "I sardi sono iRS"...mi pare una visione un po' grandiosa del vostro partito.
Al momento i voti dei sardi sono per la maggioranza PDL e per la minoranza PD, ed entrambi questi schieramenti non hanno nessuna (ribadisco: NESSUNA!) intenzione di aprirsi a leggi antiomofobia, eppure l'Italia è in europa senza problemi.
C'è poi una minoranza ancora più piccola che vota iRS, e questa minoranza è ovviamente fatta di sardi, ma mi pare un po' poco per dire che "i sardi sono iRS".
Io auguro molta fortuna al vostro movimento, e certamente condivido una visione laica e non omofoba della società, come chiarito nel mio intervento, ma non sono sicuro che "i sardi" la pensino al 51% come dice lei.

Solo per chiarire: non "mi preoccupo" della costituzione che proporrete. Siete un partito politico, proponete la costituzione in cui credete (figuriamoci!). Io rimango dell'opinione che il cambiamento culturale non possa avvenire per legge, ma accoglierei a braccia aperte qualsiasi legge in proposito (come specificato nel mio intervento), e rimango scettico nei confronti di qualsiasi partito fino a che non vedo dei fatti (non me ne voglia sig. Dibeltulo, la prego) per il semplice motivo che ho visto il PD fare (e con disinvoltura disattendere) la stessa promessa
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#23 Martino Dibeltulo 2010-10-11 13:25
Gentile Giacomo,

Grazie per la sua analisi. Va da se che non intendevo rappresentare "i sardi" in quanto popolo intero facendo l'equivalenza con iRS. Si figuri, sono ottimista, ma non mi faccio sedurre da facili entusiasmi. Intendevo semplicemente dire che dentro iRS ci sono sardi che come me non dipendono da nessun partito politico italiano, e che pertanto possono portare in politica quelle voci dei sardi che i partiti tradizionali ignorano per innumerevoli e complessi motivi che non stiamo qua ad elencare perchè la lista sarebbe veramente lunga.

Sulle flebili intenzioni dei politici e dei partiti ad aprirsi sulla questione dei diritti degli omosessuali le do naturalmente ragione, insomma lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e ad ogni tornata elettorale, e molti di noi vivono queste discriminazioni sulla propria pelle quotidianamente. Se in iRS riusciremo a fare una differenza, questa sarà nei fatti, e sarà sotto gli occhi di tutti. In Europa ci vogliamo entrare davvero, con un governo laico e civile. La ringrazio ancora per la sua risposta, un cordiale saluto.
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#24 Giacomo 2010-10-11 14:14
Citazione Martino Dibeltulo:
Se in iRS riusciremo a fare una differenza, questa sarà nei fatti, e sarà sotto gli occhi di tutti. In Europa ci vogliamo entrare davvero, con un governo laico e civile.


un grande in bocca al lupo allora
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#25 fedele 2010-10-15 21:48
LIBEROS
RISPETTOSOS
UGUALES
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#26 Davide 2010-12-04 11:27
Non posso che condividere l'articolo. Ho sempre pensato che un sogno di società indipendente per la Sardegna, non possa prescindere da un modello di società che si discosti quasi in toto dai modelli presenti, che si discosti dai dettami economici, politici, culturali di stampo occidentale. Altrimenti che senso avrebbe rendersi indipendenti.
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#27 elenco 2010-12-20 01:09
In epoca di elenchi e dopo i subbugli all'interno del partito invio alla sovraesposta Michela Murgia l'elenco dei voti ottenuti alle regionali del 2009 dagli attuali artefici del complotto Irs

Circoscrizione di Cagliari:
Sale Gavino 1.051
Sedda Francesco noto Franciscu 644
Demuru Ornella nota Furriola 23
Bellu Gianmaria 13

Circoscrizione di SAssari
Sale Gavino 1.232

Obia-Tempio
Bellu Gianmaria 132

Carbonia-Iglesias
Sedda Giovannino 208


La domanda è: dopo questo risultato elettorale la Demuru meritava di diventare segretario e insieme altri merita di screditare il partito in questo modo?
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#28 J. F. Mastinu 2010-12-26 22:59
Posso dirlo? Trovo ammirevole l'iniziativa e anzi, mi stupisce anche che un argomento del genere venga dibattuto come un impegno plateale di questa portata a cui certamente bisogna dare maggior risalto. Ma da un lato, e mi scusi l'autore che parte dalle certamente più buone intenzioni, un po' mi lacera dentro il solito sospetto: sono anni che tutti in politica promettono o perlomeno aprono dei spiragli sui diritti della comunità LGTB italiana, con tanto di proclami "cerca consensi gay" in sede di propaganda ... Scusate, ma in pochi anni siano passati dai PACS ai matrimoni, per poi chiamarlo DICO, CUS e addirittura Didore, sono anni che lasciano parcheggiate le leggi sull'omofobia a marcire chissàdove, e una volta eletti tutti quanti ci tengono a precisare che i diritti LGTB non sono una priorità del paese ... Alla fine io personalmente fatico davvero a iniziative come queste. Ormai non credo piú nemmeno ai fatti ... Ma sono disponibilissimo ad essere contraddetto.
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