Parzialmente nuvoloso

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Parzialmente nuvoloso

lgbt

(il titolo del pezzo è un verso di Gino e l'Alfetta di Daniele Silvestri)

Mi rendo conto che gli orizzonti dell’extra parlamentarietà per una certa sinistra sono talmente angusti che da quella prospettiva anche un trionfo al torneo di boccette sembra la breccia di Porta Pia. Fosse questo il motivo dell’esultanza di Liberazione per Luxuria regina dell’isola, lo troverei commovente, e umanamente anche comprensibile. Invece no. Per un inspiegabile equivoco mediatico, in Italia un transessuale che vince un reality diventa segno di apertura sociale alla diversità. Come se la TV non fosse da anni piena di omosessuali dichiarati, accettati, persino amati proprio in quanto tali. Come se lo straordinario televisivo non fosse da sempre il ghetto socialmente riconosciuto per i diversi di qualunque natura. Ballerini vistosamente froci, conduttori ermafroditi, divulgatori cripto gay, opinionisti travestiti: la tv è da sempre il caravanserraglio del pruriginoso, il non luogo in cui può avvenire la rappresentazione di qualunque legittimazione, purché resti oltre lo schermo e la si possa spegnere a tele-comando.
Miss Italia nera.
Platinette al talk show.
Eva Robbins che conduce un programma.
Malgioglio inviato speciale.
In questo scenario, Vladimir che vince l’isola esattamente di cosa sarebbe lo sdoganamento?
La risposta è: di niente, perché non è la straordinarietà che rende difficile la vita al diverso di ogni latitudine, ma la sua eventuale pretesa di normalità.
Copriti di piume di struzzo, fatti le tette, infilati una parrucca vistosa e parla con voce affettata: la mamma sarà felice di additare al figliolo il buffo animale che oltre lo schermo fa cose tanto insolite come esistere. Sviluppa gusto nel vestire, mostrati incongruamente sensibile, palesa una intelligenza brillante che ti distingua dal medio fruitore di campionati Sky, e le donne saranno estasiate di dire che hanno l’amico frocio che le capisce. Ma se per caso volessi omologarti alla massa, se per un desiderio insano di banalità volessi spegnere la telecamera e uscire dalla porta disegnata sul fondale per farti casa, famiglia o figli, scopriresti che l’apprezzamento per la tua straordinarietà è la lastra trasparente dell’acquario da cui non puoi uscire.

Dovevano essere cinquantamila. Erano ventimila scarsi.
Dovevano essere popolo indistinto. Erano i circoli LGBT e ARCI.
Dovevano essere lì per i DICO. Invece li hanno fischiati, volevano altro.
Dovevano essere Pro Rights. Invece erano soprattutto No Vat.

Finchè non capirete che non si possono spacciare come manifestazioni “di popolo” queste sparute rappresentanze di militanti pieni di bandiere politiche e striscioni di associazioni parte in causa, rassegnatevi a sentirvi dire che le vostre rivendicazioni non sono una priorità del paese.

Finchè non capirete che i diritti li dovete chiedere in quanto persone e non in quanto gay e lesbiche, andrete in piazza da soli a gridare, con la magra consolazione di essere coadiuvati da un supporto mediatico del tutto sproporzionato rispetto ai numeri, replicabili comodamente da qualsiasi associazione di provincia.

Family Portrait (Scritto per l'Arborense)

A forza di sentire che bisogna difendere la famiglia dagli attacchi laicisti e dalle spinte disgreganti che sembrano minacciarne l’esistenza, si finisce per convincersi che l’invito rivolto dalla Chiesa ai legislatori nasca da una consapevolezza antica, radicata nella tradizione.

Questa convinzione è falsa: l’idea che la comunità cristiana abbia da sempre come priorità la famiglia è un trompe l’oeil della memoria, una illusione etica.
In realtà la Chiesa solo recentissimamente ha inserito la famiglia “in quanto tale” come ambito del suo operato pastorale. Trascurando la Humanae Vitae, che aveva altro specifico, il primo documento universale in merito risale alla Familiaris Consortio ed è di Giovanni Paolo II.
Per avere indicazioni di pastorale codificate si dovrà aspettare addirittura il 1993, con l’apposito Direttorio di Pastorale Familiare. Fu quel testo a dare vita in Italia ai micidiali itinerari di preparazione al matrimonio, primo caso di formazione specifica al sacramento da cui dovrebbe sorgere la famiglia cristianamente intesa. Potrei dire serenamente che i corsi di preparazione al matrimonio svolti nella nostra Diocesi hanno la stessa utilità di tutte le catechesi orientate al sacramento e non alla persona, cioè molto vicina allo zero.

Ipocrisia, portami via.

Sul Corriere di oggi 26 febbraio il Divo Giulio dichiara di aver votato contro il governo “da cattolico”, perchè è “rimasto molto male per la proposta di famiglie omosessuali”. Mi commuovo dinanzi alla tenera coscienza di un novantenne cristianemente turbato. Ammetto che a me deve essere sfuggito il passaggio del ddl in cui quella insospettabile porcellona di Rosy Bindi proponeva al popolo incorrotto di fare famiglie omosessuali... sarò distratta io, me lo rileggerò.

Fatto sta che Prodi

Lesbo kiss

Ho sempre avuto amici gay, molti più di quanti fosse socialmente accettabile in un posto provinciale e bigotto come quello in cui sono cresciuta. Non è mai stato importante che fossero gay, come non era fondamentale ai fini esistenziali che io non lo fossi. Essere amici bastava.

I tempi cambiano, però; da un po’ di tempo a questa parte assisto a una recrudescenza del fenomeno cecchipaoniano della dichiarazione pubblica dei propri gusti sessuali, con poche apprezzabilissime eccezioni. Cresce la voglia di sputtanarsi, erroneamente spacciata per coraggio identitario. Il cosiddetto coming out è un atto autolesionista, attraverso il quale la persona - dichiarando di essere attratta dal suo stesso sesso - chiede un riconoscimento sociale dei suoi gusti tra le lenzuola.

circa 1 ora fa ahi si ti pigu, ahi ahi si ti pigu... #sardiniaconnection
circa 14 ore fa http://t.co/Na8GB979 (Sui rimpianti in punto di morte, in Inghilterra e anche in Italia. Traduzione approssimativa.)
circa 19 ore fa @FrancescoAbate @insopportabile Fill'e anima. Voleva dire fill'e anima.
circa 21 ore fa @alepallo @MelogNicoletti Mellon amin, sei un provocatore nato.
circa 21 ore fa A chi non vorrebbe mai che suo figlio vedesse bambini handicappati. http://t.co/gcOzsQsr @MelogNicoletti
circa 1 giorno fa @paolaturci "Il sud di Marcello Murru attraversa il cuore e lascia tracce calde. Lo vorrei a Gavoi." :*
circa 1 giorno fa Biancaneve e altre brutte storie di donne (al cinema e non). @LaLipperini http://t.co/QYitJT9y
circa 1 giorno fa http://t.co/lI3UyEqq Farsi del bene con Marcello Murru è un ottimo antidoto al freddo. Meraviglioso il suo sud.
circa 1 giorno fa @AntonioBachis Ti chiameranno 5 bravi ragazzi, li mando io. Avranno un'offerta che non potrai rifiutare. Non aggiungo altro.
circa 2 giorni fa Se Obama balla in tv è disinvolto e pop, se lo facesse Monti penseremo che è impazzito. L'American way certe volte va preso con le molle.
circa 2 giorni fa @R_De_Santis Io uno come Pili preferirei parlasse e basta. E' quando comincia a fare che mi preoccupo. L'elenco delle leggi che ha votato!
circa 2 giorni fa @arcanavera Il mio problema è che non mi possopiù nemmeno permettere una battutaccia su FB senza che uno di questi esca di testa. :D
circa 2 giorni fa @arcanavera Io sono senza parole. Non dico più niente, che qui è sparare sulla croce rossa.
circa 2 giorni fa @giuseppepala88 Confesso: stamattina non sto combinando niente, non riesco a smettere di ridere. Adesso esco e mi compro l'Unione sarda.
circa 3 giorni fa Svegliarsi e scoprire di essere protagonista di un combattimento interstellare. http://t.co/XUqhy3ku Grazie, onorevole Mauro Pili!
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"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

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