Ho sempre avuto amici gay, molti più di quanti fosse socialmente accettabile in un posto provinciale e bigotto come quello in cui sono cresciuta. Non è mai stato importante che fossero gay, come non era fondamentale ai fini esistenziali che io non lo fossi. Essere amici bastava.
I tempi cambiano, però; da un po’ di tempo a questa parte assisto a una recrudescenza del fenomeno cecchipaoniano della dichiarazione pubblica dei propri gusti sessuali, con poche apprezzabilissime eccezioni. Cresce la voglia di sputtanarsi, erroneamente spacciata per coraggio identitario. Il cosiddetto coming out è un atto autolesionista, attraverso il quale la persona - dichiarando di essere attratta dal suo stesso sesso - chiede un riconoscimento sociale dei suoi gusti tra le lenzuola.