Mentre ancora è in corso il “puttanaio” generosamente offertoci dal re di tutti i bagaglini, da mesi i più accorti si interrogano su quel che verrà dopo. Non serve essere politologi per divinare il mondo che verrà: quel mondo è già qui e lavora di brutto, lieto che i media puntino i fari altrove.

Chi aveva pensato che l’idea di epurare certi libri e certi autori dalle biblioteche pubbliche venuta all’assessore provinciale di Venezia Speranzon fosse la solita sparata pidiellina della domenica si deve ricredere: non solo è tutto vero, ma è molto peggio di come sembra. L’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, non solo si dice d’accordo, ma rincara la dose: «Nei prossimi giorni invierò a tutti gli istituti superiori del Veneto una lettera in cui esorterò insegnanti e bibliotecari a non diffondere tra i ragazzi i libri di questi autori. Sono diseducativi ». Alla signora Donazzan non importa nulla delle accuse di censura: «La chiamassero come vogliono. Di sicuro è una censura morale. Nessun obbligo, beninteso, ma un indirizzo politico: voglio evitare che i ragazzi vengano a contatto con le idee di chi difende a spada tratta un furfante, un delinquente, un assassino conclamato». Quello che sta avvenendo dà ragione alla riflessione di Massimo Carlotto su Carmilla, che consiglio caldamente di leggere.

Non inganni la favola politichese della questione dell’appello a Battisti: tra gli autori – come documenta bene qui Loredana Lipperini – ci sono anche Roberto Saviano e Marco Paolini, che con quell’appello non c’entrano proprio nulla. In queste ore si susseguono le segnalazioni dei bibliotecari che hanno ricevuto più o meno formalmente l’invito a togliere determinati autori dagli scaffali.

Non sono casi isolati. Forse qualcuno ricorderà le biblioteche di San Donà di Piave e di Sassuolo costrette dalle rispettive amministrazioni leghiste a cancellare gli abbonamenti ai giornali di posizione politica diversa. Era solo un anno e mezzo fa. Magari nemmeno avrete saputo della denuncia in cui è incorsa la biblioteca di Genova per aver organizzato un laboratorio di scrittura adulti/bambini intitolato “Due regine, due re”. C'è un potere che ha deciso che le attività sgradite, i quotidiani sgraditi, ora i libri e persino le persone sgradite a chi comanda devono scomparire dai luoghi pubblici di cultura e formazione. Quello che si sta cercando di fare è censurare le voci critiche, con qualunque motivazione si presti a giustificarlo.

Cosa dobbiamo aspettare ancora per cominciare a staccare più gente possibile dalla lettura dei verbali delle prostitute e dei cortigiani di Berlusconi, e dirgli che sta succedendo questo? Il coitum sembrerà pure molto interessante, ma il post coitum non ha l’aria di una sigaretta fumata in relax. I media italiani aspetteranno come al solito che lo scandalo arrivi ai giornali internazionali, prima di fargli eco a rimorchio in patria? A parte Repubblica e l'Unità che se ne sono occupati e hanno dato spazio alle proteste, nessun altro ha ritenuto di spostare l'attenzione della cronaca dalle vicende del satiro di Arcore.
Tutte le iniziative, le testimonianze e i contributi sulla questione della censura in atto saranno graditissimi.
Non finisce qui.

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AGGIORNAMENTI
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Sui fatti Luis Sepulveda ha fatto la seguente dichiarazione:

El burdo fascismo berlusconiano, la vulgaridad extrema de los perfectos ignorantes de la Lega Nord y la pasividad cómplice de los llamados partidos de “centro derecha” son los responsables de esta odiosa forma de censura. De aquí a quemar libros en la plaza pública no hay más que un paso. Pobre Italia, gobernada por un anciano degenerado, y en manos de la peor escoria de la sociedad.

Commenti  

 
#1 Gloria Bartoletti 2011-01-19 14:26
Non c' è fine al peggio. Per fortuna che esistono persone che non si fanno sfuggire certe notizie e denunciano, come fa Michela. Sarei curiosa di sapere se in quella biblioteca veneta, oltre ai testi contemporanei da epurare, c' è il Mein Kampf.
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#2 Cinzia Suglia 2011-01-19 14:30
Se pensavamo che Fahrenheit 451 fosse un thriller fantasy... beh, la realtà è ancora peggio!
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#3 Marco 2011-01-19 15:07
Cosa c'entra il Mein Kampf? Soliti comunisti che danno del nazista a chiunque non la pensi come loro, che si tratti di un socialista o di un liberale non importa...
La "cultura" che si vuole difendere è qualla di una parte sola. Va avanti così da 60 anni e forse è arrivata l'ora di vedere anche qualcos'altro. Esiste anche l'altra metà del Paese che è sepolta dalla fine della seconda guerra mondiale. Esiste anche il popolo di destra in Italia e deve starsene zitto da 60 anni. Beh, forse è stufo di starsene zitto. Ultima e più importante cosa: cari monopolisti della cultura, costume e quant'altro della società italiana, CHI è DI DESTRA NON è GENETICAMENTE DESTINATO A DIVENTARE NAZISTA, ormai non ci credete più neanche voi ma vi fa comodo sventolare lo spettro nazi-fascista ogni volta che si va a toccare qualcuna delle vostre roccaforti rosse. Perchè, anche se forse vi sarà sfuggito, essere NAZISTI non è una patologia genetica ereditaria. Da almeno quaranta anni la sinistra calpesta tutto ciò che non le appartiene e che non sente suo, altro che censura! La destra è censurata dal '45 e al 100% dal '68 in poi. Ovviamente non mi aspetto che pubblichiate questo sfogo, o che replichiate. Tranquilli, a differenza di voi, io ci sono abituato.
Saluti
Marco
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#4 Daniele Pinna 2011-01-19 15:24
Citazione Marco:
Cosa c'entra il Mein Kampf? Soliti comunisti che danno del nazista a chiunque non la pensi come loro, che si tratti di un socialista o di un liberale non importa...
La "cultura" che si vuole difendere è qualla di una parte sola. Va avanti così da 60 anni e forse è arrivata l'ora di vedere anche qualcos'altro. Esiste anche l'altra metà del Paese che è sepolta dalla fine della seconda guerra mondiale. Esiste anche il popolo di destra in Italia e deve starsene zitto da 60 anni. Beh, forse è stufo di starsene zitto. Ultima e più importante cosa: cari monopolisti della cultura, costume e quant'altro della società italiana, CHI è DI DESTRA NON è GENETICAMENTE DESTINATO A DIVENTARE NAZISTA, ormai non ci credete più neanche voi ma vi fa comodo sventolare lo spettro nazi-fascista ogni volta che si va a toccare qualcuna delle vostre roccaforti rosse. Perchè, anche se forse vi sarà sfuggito, essere NAZISTI non è una patologia genetica ereditaria. Da almeno quaranta anni la sinistra calpesta tutto ciò che non le appartiene e che non sente suo, altro che censura! La destra è censurata dal '45 e al 100% dal '68 in poi. Ovviamente non mi aspetto che pubblichiate questo sfogo, o che replichiate. Tranquilli, a differenza di voi, io ci sono abituato.
Saluti
Marco


Hai sbagliato post?
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#5 Valeria 2011-01-19 15:40
Beh Marco, allora adesso che è arrivato il riscatto del popolo di destra cominciamo a censurare tutto ciò che è ritenuto di sinistra. E' la censura ad essere sbagliata a prescindere, da qualsiasi parte politica venga.
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#6 Paolo 2011-01-19 17:07
Michela, Paola Soriga (lavora a ediz. La Nuova Frontiera) chiede a: Antonella Lattanzi, Azzurra D'agostino, Bruno Tognolini, Christian Raimo, Claudio Morici, Elena Stancanelli, Errico Buonanno, Fabio Viola, Flavio Soriga, Francesca Matteoni, Giuseppe Rizzo, Igiaba Scego, Luigi Romolo Carrino, Matteo B Bianchi, Matteo Nucci, Paolo Maccioni, "perché non scrivete un appello ai bibliotecari e ai presidi delle scuole del veneto, che poi si fa girare e firmare a più scrittrici e scrittori possibili?"
Ovviamente vanno coinvolti tutti i proscritti, e nomi con più peso e più seguito dei contatti di Paola, tu in primo luogo, magari l'avete già redatto. Se sì si firma subito piccoli e grandi autori e poissibilmente gli EDITORI dei quli finora si è sentito solo il muto, chino - ma spero temporaneo - silenzio.
Grazie, sto linkando e diffondendo ovunque i tuoi interventi sulla questione, ciao P.
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#7 Toby shandy 2011-01-19 19:33
C'è veramente molta censura in atto sulle vicende del premier. Da pagina 16 di Repubblica in poi nemmeno una parola!
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#8 NATASCIA 2011-01-19 19:34
Mannaggia...ma ancora ci si ferma a parlare di destra e sinistra?di qualsiasi condizione ideologica si faccia parte, non si puo' permettere di farci diventare larve senza istruzione nè capacità critica.La cosa davvero sconvolgente è che cercano in ogni modo di distogliere la nostra attenzione dalla valanga di melma che stanno spalmando intorno ai diritti fondamentali di ognuno di noi e lo fanno con tanto di articoli ridicoli e tanto di servizi in cui non si fa altro che enumerare le performance sessuali dei nostri beneamati rappresentanti politici...aprire gli occhi e opporsi riprendendo in mano le nostre vite...sarebbe l'unico spettacolo che meriterebbe cinque minuti di vera attenzione!!
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#9 Dogon Opinion 2011-01-19 20:24
Sarebbe curioso scoprire quali invece siano i libri probi. Potrebbero destare scandalo. A chi scrive (e sopratutto a chi pubblica) potrebbe star scomodo il sigillo "edizione Lega". Perchè non avvallare dunque. Che se ne vadano loro. Spontaneamente. Mandino una circolare, scrivano una lettera. I lettori son strani, è gente disposta a tutto. Gli scrittori d'altra parte non vorranno essere esclusi dal sacrificio, di buon grado.
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#10 Lello Voce 2011-01-19 21:33
Da uno dei 'BANDITEN'


GraZZZie Michela

Lello
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#11 michele lupo 2011-01-19 21:39
ma è il principio che non va - nemmeno il mein kampf dovrebbe esser tolto da una biblioteca pubblica - è elementare
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#12 Daniele Pinna 2011-01-19 22:39
Citazione michele lupo:
ma è il principio che non va - nemmeno il mein kampf dovrebbe esser tolto da una biblioteca pubblica - è elementare


Sì ma mi spiega dove Michela ha scritto che il mein kampf va levato?
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#13 Perdaz 2011-01-20 00:44
Michela sull'Unità ha scritto proprio il contrario: che il Mein Kampf DEVE RIMANERE nelle biblioteche, senza se e senza ma. Il suo articolo è qui:
loredanalipperini.blog.kataweb.it/.../il-contesto
Ma l'imbriago che commenta a sproposito c'è sempre...
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#14 stefano 2011-01-20 09:05
A Berlino da una piazza di può vedere la "Biblioteca Vuota" una stanza di scaffali colmi di mancanza di libri. Così con la censura di quello che non piaceva è iniziato il nazismo ... qui stiamo andando verso il peggio ancora... verso il vuoto pneumatico delle menti.
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#15 Giordi 2011-01-20 12:17
sarà che non ho il grado culturale per essere un pensatore a tutto tondo, ma mi piacerebbe vedere cose piccole.

Tipo le vetrine dei librai piene di libri all'indice;
tipo i libri all'indice offerti a un prezzo minimo;
tipi gli e-book regalati o quasi.

Giusto perchè a volte, l'unica risposta all'indice, è mostrare il medio.
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#16 Letizia 2011-01-20 12:19
Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'Autorità giudiziaria.

Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
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#17 Efisio 2011-01-20 19:39
Cos’è che “non finisce qui”? La censura? Allora sarebbe “un grido di dolore” che con il centocinquantenario dell’unità d’Italia si sposerebbe a meraviglia. Più che dolore, però, quel “non finisce qui” mi pare manifesti minaccia. Per essere in regime di censura, la cosa sarebbe piuttosto strana.
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#18 marco 2011-01-22 15:40
Estimado Sepulveda, tiene usted razòn.
Pobre Italia, pobres italianos y tambièn (tal vez)los que no se enquentran italianos.
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