
Se noi giornalisti ci fossimo mossi prima non si sarebbe arrivati a questo. Se passa questa legge è colpa di chi l'ha scritta, poi di chi la voterà approvando una norma che rappresenterà un vulnus molto forte al nostro diritto ad essere informati, ma è anche colpa dei giornalisti che non si sono autoregolamentati. [...] Quando compare in un giornale l'intercettazione di Anna Falchi che lascia Ricucci è sbagliato e chi lo pubblica predispone l'intervento in malafede di chi vuole limitare la pubblicazione delle intercettazioni.
Molti sono rimasti sconcertati da questo attribuire ai giornalisti la responsabilità morale del ddl, una specie di "dai e dai, alla fine ci siete arrivati", ma io ho trovato ancora più interessante l'uso che Floris fa della principale argomentazione di chi difende la proposta di legge, ovvero che serva a mettere un freno all'uso corsaro di conversazioni private che non contengono elementi funzionali alle indagini, come il famoso sms tra Anna Falchi e Ricucci. L'equivoco di questa interpretazione è che sovrappone impropriamente il concetto di "reato" a quello di "notizia" come se si trattasse della stessa cosa, mentre non è così. Ci sono cose che rimangono notizie anche quando non sono reati, e darle purtroppo non è lecito neanche ora. Ecco perché i giornalisti fino a oggi si sono assunti il rischio di informare comunque, tutelati dal segreto professionale sulle fonti.
Prendiamo per esempio Balducci che ride del terremoto al telefono con il cognato. Gioire delle disgrazie altrui, per quanto deprecabile, non viola nessuna legge, quindi tecnicamente quella conversazione non avrebbe dovuto finire sui giornali. Invece il giornalista l'ha giustamente ritenuta una notizia da dare.
I giudici hanno stabilito che Berlusconi raccomandando le attricette a Saccà non ha violato la legge, ma solo esercitato un malcostume; eppure quello che ne emerge è la pressione amorale del potere politico sulla televisione pubblica ridotta a strumento personale, il che non sarà un reato, ma sicuramente è una notizia che vale la pubblicazione.
Quanto alle intercettazioni ambientali e telefoniche di Berlusconi con la D'Addario, è palese che un capo di Stato che per soddisfare i suoi sollazzi senili scelga come teatro i mezzi, i luoghi e i tempi istituzionali è una notizia e non un gossip.
Sarà anche irrilevante a fini penali quello che faceva Bertolaso nel centro massaggi, ma forse non è così irrilevante se il conto del centro massaggi lo pagava quello che beccava gli appalti per le ricostruzioni. I media americani potrebbero dare alla nostra classe politica delle sonore lezioni sulla rilevanza pubblica della fellatio under the table, perchè quando qualcuno si è costruito la reputazione e la carriera politica facendo credere alla gente di essere un certo tipo di persona, diventa notizia qualunque cosa dimostri che non è vero, che sia un reato o no.
Perché poi con la scusa di restringere l'uso delle intercettazioni il governo stia facendo una legge che restringere direttamente le intercettazioni, Floris a Gavoi non l'ha spiegato. Io me lo spiego benissimo invece, ecco perché sono contro questa legge e se passa disobbedirò ogni volta che potrò.
L'intervista comunque si può riascoltare qui per intero.<<<<<<<
10.09.2010 10:30 -
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