Martedì 08 Dicembre 2009 02:23
Nasce il partito che mancava, dice Rutelli, e di sicuro è quello che mancava a lui, che dopo averli girati tutti ha dovuto inventarsene uno nuovo per continuare il tour. Con grande originalità lo ha chiamato
Alleanza per l'Italia, nome che ovviamente solo per caso fa sintesi delle scomparse sigle di AN e FI, come a dire io sono l'Alfa e l'Omega. Gli ex democristiani che sognano il grande centro adesso hanno nuove certezze, per quanto di certo può esserci in Rutelli. Nato radicale e anticlericale, poi verde, poi margherita, poi ulivo, poi pd, nel frattempo scopertosi credente, ha infine deciso che non morirà bersaniano, e quasi quasi su quest'ultima parte lo capirei, se non fosse che me lo ricordo ancora nella Roma del 2008, quando perse la poltrona di sindaco in un clima in cui il PD in effetti poteva perdere solo candidando lui. Alemanno ancora ringrazia, che per l'impresentabilità del mascellone prese voti pure dall'associazione partigiani. E lui, il Rutelli? Delegittimato? Discusso? Buen retiro e conferenze nelle università come ogni sconfitto che ancora aspiri alla dignità? Giammai. Gli unti del Signore, se non possono moltiplicare i pani e i pesci, moltiplicano i partiti. E se gli manca un San Giovanni a tenerli a battesimo, non c'è problema: viene il marito della Miuccia Prada a tenere
discorsi densi di profondità analitica, da cui si evince che il problema della politica in Italia non è Marrazzo che va a trans, ma i "40 mila viados autorizzati a prostituirsi".
Non c'è che dire, è proprio quello che mancava.
p.s. Scommettiamo che in Sardegna qualcuno, vagheggiando un nè con Soru/nè contro l'ignava sua controparte, si sente già rutelliano? Tutto, pur di non sentirsi sardi, e anche questa è antropologia.