Questo articolo è uscito su Il Fatto Quotidiano del 7 dicembre 2010
Il diplomatico americano che ha stilato il rapporto su Putin doveva essere un appassionato di cinema. Il termine Alpha Dog, che in Italia è stato tradotto erroneamente con “maschio dominante”, è infatti la citazione del titolo di un non memorabile film di Nick Cassavetes nel corso del quale una banda di ceffi dalla vita agiata e confusa commetteva cose efferate sotto l’influenza del carisma negativo di uno di loro, associazione abbastanza inquietante considerato che si riferiva al consesso dei potenti della terra. Ma il regista Nick Cassavetes spiegò a suo tempo che quel termine nella mentalità statunitense è considerato quasi un complimento. "Il nostro è un paese costruito anche da criminali, un paese che ama i suoi gangster. C'è una cultura diffusa che rispetta solo la prevaricazione e la forza bruta, molti pensano che devi essere un cane mastino e una personalità "alpha", dominante, per farcela. Senza durezza non c'è perfezione." L’espressione Alpha Dog significa dunque che Putin per gli americani è un duro senza scrupoli, uno che sa cosa vuole fare, ha la volontà per andare fino in fondo senza badar troppo alle regole e non ha nessuno a cui risponderne. È il ritratto di un dittatore temibile, ma proprio per questo in un certo senso anche un interlocutore rispettabile. In Italia – fiscali come siamo nel dividere il pubblico e il privato a compartimenti stagni - non siamo capaci di comprendere il peso politico di una valutazione come quella, e infatti i più si spiegano il concetto di “maschio dominante” come se lo spiegherebbe una tribù di babbuini, cioè col numero di donne che il capo è in grado di portarsi a letto rispetto agli altri maschi sessualmente meno efficaci. Sapere che Putin regala lettoni non ha aiutato a dirimere questa convinzione, alla quale hanno contribuito anche le immagini che lo immortalano truce a petto nudo tra i ghiacci o mentre abbatte con vigore un predatore con le mani, icone machiste a metà tra certi manifesti del ventennio e il paginone centrale di una rivista porno gay. Silvio Berlusconi, e lo si capisce dall’abitudine a vantarsi delle sue prestazioni sessuali, dentro questa interpretazione è probabilmente assai persuaso di essere a sua volta un maschio alpha. Molto meno convinti sembrano i diplomatici americani, che nei loro rapporti lo descrivono piuttosto come un inefficace subordinato di Putin, un pupazzo gregario inaffidabile perché letteralmente manovrato dal leader russo ( il suo “portavoce”, traducono i sempre troppo misericordiosi giornali italiani). Se infatti un cane alpha ha per definizione un branco di cani beta gerarchicamente inferiori che gli vanno appresso e che si espongono per lui, nell’intimità della diplomazia americana il rapporto tra Putin e Berlusconi è compreso così. La morale non è difficile anche per chi non si intende di etologia: in Russia Alpha Dog significa fare il forte con i deboli, in Italia invece fare il debole con i forti. Cari amici di Wikileaks, neanche questo è uno scoop.
18.05.2012 18:30 -
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