Nella puntata dell'Infedele a cui ho partecipato ieri sera era stato con ogni probabilità previsto un lungo spazio dedicato ai risvolti sociali, etici e simbolici dell'epilogo volontario di Lucio Magri; in questa prospettiva ho ricevuto l'invito in studio. Poi il governo Monti ha sorprendentemente anticipato la conferenza stampa sulla manovra, costringendo la redazione dell'Infedele a rivedere le sue priorità di scaletta. Da perfetta profana mi sono quindi ritrovata seduta nella puntata "sbagliata", tra politici e persone competenti a vario titolo in economia chiamate a esprimersi sulla serie di provvedimenti con cui Monti spera di convincere i mercati a fidarsi di nuovo dell'Italia.

Ma è proprio da perfetta profana che la lunga intervista a Eugenio Scalfari mi è stata rivelatoria sullo stato dell'arte della prospettiva italiana sul futuro. Osservare il modo in cui uno dei più ascoltati opinion maker progressisti presentava come un dogma l'irreformabilità del sistema economico attuale mi ha mostrato molto bene dove si fonda l'incapacità di una certa sinistra di dare risposte politiche credibili ai bisogni delle persone. La pacifica certezza di Scalfari sull'inamovibilità del nostro modello di sviluppo - manco il mercato fosse un fenomeno naturale - mi ha dato anche l'ennesima prova che alcuni, giunti a una certa età, per quanta autorevole saggezza possano avere alle spalle, hanno comunque esaurito quell'indispensabile capitale di speranza e rabbia che permette ancora di immaginare mondi diversi. All'ipotesi del sovvertimento di regole disumane ventilata da Gad Lerner, lo sguardo di Scalfari si è fatto incredulo: "Le regole sono le regole dell'economia, la domanda e l'offerta... come fai a sovvertirle? Le regole sono il prodotto dell'incontro tra forze di mercato!" ha detto, con buona pace di chi pensa che le regole, per essere eque, debbano essere il prodotto di una volontà politica che le vuole tali a dispetto del mercato, e non il contrario.

Dentro all'angustia di questa visione è comprensibile che persino i provvedimenti di Monti siano apparsi a Scalfari come lungimiranti e benefici "sui figli e i sui nipoti”. Probabilmente non vede il grottesco di una manovra che vorrebbe rifondare il futuro di figli e nipoti pretendendo 41 anni di contributi proprio da quei precari per i quali fare i figli è un lusso da almeno dieci anni. La sinistra che si riconosce nella visione di Scalfari non coglie o non vuole cogliere l'iniquità di un governo che considera urgente tagliare le pensioni ai vecchi e non le folli spese per gli armamenti, aumentare l'iva di chi compra il pane e non il prelievo sui capitali scudati dei grandi evasori, tassare le prime case di tutti e non i patrimoni dei ricchi veri. Nel difendere la cosiddetta "politica dei due tempi" - quello del sacrificio subito e quello dell'ammortizzatore che poi non arriva mai - c'è tutta la colpevole pigrizia etica di una borghesia esangue, disabile al cambiamento e distante anni luce dalle categorie sociali per le quali la crisi non rappresenta per niente un difetto del sistema, ma è invece la sua vera faccia, quella più feroce e avida.

In questo momento l'economia liberista sta chiedendo la testa dei deboli e il governo Monti gliela sta dando - tra le lacrime, ça va sans dire - nel complice silenzio di un parlamento annichilito più dalla propria inadeguatezza che dallo spauracchio dello spread. In Italia l'economia ha commissariato la democrazia, ma anche l'etica, al punto che le ultime tutele alla persona rimaste vengono trattate alla stregua di costi che non ci si può più permettere. In questo clima di ineluttabilità neanche i sindacati fanno davvero paura. Che possa opporsi Bonanni, già complice compiaciuto del metodo Marchionne che ora Monti vorrebbe applicare all'Italia intera, non ci crede proprio nessuno. In confronto alla sterile e rassegnata visione di Scalfari rischia di apparire alternativa persino l'organizzazione del rancore territoriale a cui si stanno predisponendo le regioni del nord Italia, perché quando la politica sacrifica le parti più fragili della comunità alle molte fami dell'economia, tutti cominciano a pensare che si salverà solo chi può.

Il sociologo Aldo Bonomi, che ha brillato nello studio con diversi interventi fuori da questo coro, mi ha regalato poi privatamente la preziosa espressione di comunità di destino, che esprime un concetto assente sia in chi professa come dogmi le regole del mercato che in chi cerca salvezze per ricchi nel PIL delle regioni trainanti. E' un concetto che serve a capire l'abisso tra la realtà che ci è necessaria e quella che invece vorrebbe imporci questa manovra con la complicità di chi la trova ineluttabile e lungimirante. La comunità di destino non è quella di sangue, di suolo e di orgoglio di popolo che nel '900 ha segnato tragicamente la storia dell'occidente, ma è una visione di mondo che riconosce l'identità come un bene mobile, condiviso tra il singolo e la collettività dentro una relazione viva. Non c'è l'economia con le sue regole violente al centro di questo modo di stare insieme, ma c'e la consapevolezza che nulla del destino di dolore, di speranza, di bisogno e di gioia dell'altro può essere considerato come qualcosa che non appartiene al destino di tutti. A chi è cresciuto come me in posti che ponevano il loro baricentro nell'essere umano e nelle sue relazioni, questo concetto sarà di certo familiare.

Sono andata via dallo studio con poca voglia di discutere ancora. E' sin troppo evidente a chi voglia vederlo che chi costruisce o avvalla un mondo in cui il mercato per salvare sè stesso si può permettere di sacrificare le sue comunità di destino, sta costruendo per tutti quelli che restano un destino senza più comunità.

Commenti  

 
#1 Claudio 2011-12-06 17:05
Anch'io ho provato lo stesso disagio e lo stesso sconforto di Michela nell'ascoltare le parole di Scalfari. Il tono e il fisique du role da "vecchio saggio" poco si addicono allo sproloquio liberista, ma ultimammente da sinistra, messo da parte temporaneamente il problema Berlusconi, arrivano segnali inquietanti di una resa quasi incondizionata al nemico vero, la speculazione finanziaria...
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#2 bruno lai 2011-12-06 17:13
In effetti ni sei sembrata un po a disagio. E concordo col tuo punto di vista: Scalfari mi ha fatto ghiacciare il sangue, mi sono anche detto che l'iconografia che ha assunto era quella della sacra immagine della sinistra, ma le parole parevano proprio quelle di un qualsivoglia manager. Mercato: parola magica al pari delle immagini mariane, per annichilire ogni spunto di dubbio e riflessione! Il mercato siamo noi! Quel noi che non può essere speremuto oltre modo. Se diamo i soldi allo Stato, non ne abbiamo per il falegname, l'idraulico, il macellaio o sa butteghera che abbiamo sotto casa. Morale, ammazzando noi, si ammazzano gli altri. Poi, però, come degli IDIOTI calzati e vestiti, NOI essere UMANI annichiliti, prendiamo la nostra macchina da 15 mila euro per andare in un grande centro commerciale "leggi grande fetta di mercato" perchè c'è l'offerta del grana al 30% in meno. Siamo degli IDIOTI! Se andassimo con una macchina da 7500 euro, potremmo spendere la differenza sotto casa. Il problema è che sta venendo a mancare il concetto di società aggregata... siamo milioni di piccoli esseri individualisti che si fanno fregare dai burattiai che ci fanno giocare alla guerra dell'ego! Nel nostro piccolo, noi facciamo la guerra a chiunque, in qualsivoglia momento, e ci stanchiamo nel provare a ragionare sull'importante concetto per me shoccante. Ieri ho appreso che in un altro Paese, si può praticare per legge l'eutanasia preventiva. Mi ha lasciato sgomento quello che hanno raccontato, e si, forse era un ottimo caso da cui trarre spunto per il prosieguo. Monti a modo suo, avvallato a 4 mani dai politici scambisti, doppiogiochisti, neo immacolati; portetà tante altre persone a fare lo stesso ragionamento. Non ce la faccio più, diranno in molti e siccome in loro è stato assopito il seme della ribellione alle regole, forse si affideranno a metodi, che secondo me sono devastanti. A proposito la chiesa, una, santa, apostolica, evangelica .... come mai non ha fatto una bella crociata su sta cosuccia? Paura per l'ICI, vero? Ma guarda un po' tu! Fede ad orologeria! Mischineddus! Quando servono non ci sono ... questi INTERMEDIARI della FEDE, sono una sorta di multinazionale ad emissione continua di buoni propositi; però ogni tanto si eclissano per ragioni non teologiche. E la chiesà inentò la donna? Attru che donna... Michela se non lo hai già letto: Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia. E' di mauro biglino, leggerai di cose che pensavi consolidate e tutto cambierà all'improvviso, assumendo visioni prima considerate impossibili. Amen!
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#3 signsoflife 2011-12-06 17:18
Bellissimo intervento, Michela, ma tu quale modello economico proponi? L'ho vista la puntata, e Scalfari mi è sembrato solo un realista. Come può l'Italia ragionevolmente sganciarsi dal modello neoliberista, sia pur storto e sozzo? In questo momento la scpeculazione finanziaria farebbe fallire lo stato ed evaporare miliardi di risparmi. So bene che stiamo scivolando in un gorgo, ma il non finirci dentro non dipende solo da noi, siamo in una rete di relazioni con tutto il globo, ed è tutto il globo - non solo Scalfari, Monti o Bersani - a ritenere il neoliberismo l'unico modello possibile.
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#4 Giangino 2011-12-06 17:55
Ho capito di più della manovra leggendo questo pezzo che seguendo ieri tutta la puntata fino a mezzanotte. Vai meno in tv e scrivi di più :-*
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#5 giuseppe 2011-12-06 18:10
Il problema è che occorre saper coniugare realismo e utopia. Le utopie ci hanno vaccinato rispetto ad altre utopie e la consapevolezza di far parte di un mondo globalizzato spegne un po' la voglia di cercare alternative praticabili. Io sono d'accordo con Michela, ma penso che abbia ragione "sigsoflife"; né reputo Scalfari un cinico fautore del liberismo.
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#6 giuseppe 2011-12-06 18:14
Un consiglio non richiesto a Michela: non ti esporre troppo in TV e dedicati alla scrittura nella tua amata Sardegna. Fatti valere con la tua bellissima scrittura, per la TV c'è tempo quando sarai più grande! Ciao!
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#7 paolo 2011-12-06 18:53
ma scusa Michela , da quando in qua Scalfari e' "di sinistra"?
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#8 valberici 2011-12-06 20:43
Mah, Scalfaro è un sostenitore del sistema capitalistico, "moderato" da uno stato che esplicita la sua funzione principalmente attraverso il welfare.
Io invece sono internazionalista e marxista, quindi per me esiste un'alternativa, e si chiama comunismo. E, ovviamente, parlando di comunismo non mi riferisco ai vari capitalismi di stato sovietici o cinesi. Se poi qualcuno ha un terzo "modello" di società da proporre, beh, mi piacerebbe sapere quale sia, e non sono ironico.
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#9 manuel 2011-12-06 21:46
@signsoflife
cosa fare? quello che ha fatto l'islanda.
i governi devono togliere fiducia a questo mercato senza regole, fermarsi, riscrivere tutto e partire da capo
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#10 paolo trezzi 2011-12-06 21:47
“Chiamatelo decreto salva Italia” ha dichiarato il Premier Monti.

Con quell’ingenuità o faccia tosta che dovrebbe preoccupare.

C’era evidentemente ancora qualche illuso che credeva che non si sarebbe usciti da questa crisi. Quello che si evitava di domandarsi era come e chi pagava.

C’è la crisi. C’è emergenza. Non si può disturbare il manovratore. E’ la nostra ultima spiaggia.

E allora fa bene Michela a trovarsi desolatamente a terra davanti alle affermazioni di Scalfari e a condividere con noi lo sconforto e l'incazzatura.

Per Scalfari il come è unico.

Cioè in primis un altro, l’ennesimo aumento dell’età pensionabile. Una riduzione dei servizi, tagli a Enti pubblici, Comuni e Province, l’aumento delle tasse per i ricchi perso per strada.ect ect.?

Che, di fatto, dà già le risposte anche per la domanda, chi paga? Cioè operai, pensionati, giovani, ceti medi e comunque chi le tasse già le paga tutte.

Si può protestare? L’emergenza non lo permette? Ti dicono no. Non si può.

Avete visto, per esempio, tasse sulle banche, la patrimoniale, seria, forte, adeguata? Neppure blanda. Eppure sarebbe stata un’alternativa, equa, di giustizia e più prontamente riequilibrante. Cioè permetteva di prendere tempo senza stare con le mani in mano.

Avete visto una lotta all’evasione, con controlli incrociati e puntuali, verifiche mirate su chi ha scudato 100 miliardi di euro? No solo una tassarella dell’1,5% (tra l’altro non si è ancora incassato totalmente quella del 5% già in vigore). C’erano, insomma, altri modi. Far pagare a chi ha di più ed a chi non ha contribuito.

Da 13 anni un insieme di associazioni, presenta una Contromanovra finanziaria, dei diritti, del lavoro, della giustizia. Si chiama Sbilanciamoci.
www.sbilanciamoci.org/.../13%C2%B0-rapporto-sbilanciamoci

La stampa, quella che oggi straparla e ci butta addosso la crisi, l’emergenza come se fosse spuntata così come un fungo, (anche quella di cui Scalfari è editore) non ha mai dedicato articoli, pagine e tempo per diffonderla.
Eppure era, è, lì a dimostrare che si può scegliere come uscire dalla crisi. (e anche come non entrarci).

Se cioè dandoci in pasto ai mercati e alle lobby o sottrarcici.

La coesione sociale che, implicitamente si vuole – e che troppi dichiarano percorsa con questo “Decreto Salva Italia” è vista dal potere come un valore.

Coesione sociale significa che gli oppressi dormono.

paolo trezzi
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#11 Gabriel 2011-12-06 23:40
Non sono d'accordo con te Michela. Sono nato il 3 giugno del 1972, più o meno la tua età, non mi ritengo un adorante dello status quo, non ho nessuna saggezza che non la mia esperienza, eppure sono consapevole che la "regola" della domanda e dell'offerta non è un fatto solo economico, ma naturale. Anche la gratuità rientra in questo schema, come variabile possibile. Fondare il Regno non significa far finta che non ci siano emergenze vere, concrete da affrontare, ora, in questo modo. Questa manovra non è la migliore ma siamo qua anche a causa della nostra sinistra. Per l'utopia attrezziamoci, se ne saremo capaci. Non lo siamo mai stati dal secondo dopo guerra in poi.
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#12 massimo.arc 2011-12-07 08:59
non capite che il capitalismo sta mangiando se stesso? ha esaurito il suo ciclo. Il modello per il futuro è in un modo di concepire la legge della domanda e dell'offerta con le REGOLE. non è pensabile speculare sui debiti vendendoseli come se fosse merce buona. Le banche tornino a fare le banche, chi gioca in borsa compri azioni pagandole quando fa la transazione. Chi è a capo di banche. istituti finanziari paghi di persona se sbaglia, e non come Profumo, che ha avuto una liquidazione di 40 ln di euro. sbaglio?
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#13 Claudio 2011-12-07 09:41
Grazie per le tue parole di verità, Michela.
Sono giorni strani, questi: la propaganda ripete ossessivamente i suoi mantra, rafforzati con tono grave e pensoso dagli opinionisti di vaglia. I cittadini, fino a ieri ostili in gran parte al Governo Berlusconi e pronti a scendere in piazza, paiono pronti a prostrarsi al dio Mercato, offrendogli in sacrificio i propri diritti. Accettando di pagare altre tasse, rinunciando alle tutele, ma in cambio sentendosi invitati a consumare, anzi, a "comprare italiano". Al bisogno, saranno perfino muniti di qualche "voucher" socio-assistenziale, graziosamente elargito.

Per chi volesse frequentare voci fuori dal coro, mi associo a Paolo Trezzi nel segnalare la campagna "Sbilanciamoci" e l'ottimo sito web sbilanciamoci.info. Mi permetto inoltre di raccomandare la lettura di "Finanzcapitalismo" di Luciano Gallino, ultraottantenne come Scalfari ma ben più lucido di lui nel denunciare i guasti e le ingiustizie planetarie prodotti dal capitalismo finanziario e dal pensiero liberista, che esprime i vari Monti, Draghi e tutta la compagnia di giro.

Personalmente, credo che ci salveranno le relazioni, il senso di comunità - di "comunità di destino", appunto - e la circolazione delle buone idee in Rete. Almeno, lo spero.
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#14 Michela Murgia 2011-12-07 09:46
Gabriel, le leggi della domanda e dell'offerta valgono nell'economia reale, ma questa crisi è frutto delle scommesse dell'economia finanziaria, dove le regole che valgono non sono quelle del mercato dietro l'angolo, ma di un casinò: vincere o perdere, comunque mai realmente investire. La manovra Monti a tutti gli effetti preleva dall'economia reale per saziare la bulimia dell'economia finanziaria, altrimenti non si spiega come mai non si è nemmeno pensato di aumentare la tassazione delle transazioni finanziarie, che è al 20%. Per capire il divario, la tassazione sul lavoro vero è al 36%. In questa manovra i capitali non vengono toccati se non in piccolissima misura, mentre le rendite di anzianità e di lavoro, pensioni da mille euro che se ti serve una badante se ne vanno via senza nemmeno vederli, vengono sforbiciate come superflue.
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#15 Daniele Addis 2011-12-07 09:54
Credo che il governo non abbia la facoltà di tassare le transazioni finanziarie, quella è una regola che può essere impostata solo in ambito comunitario. Fino a pochi giorni fa solo Francia e Germania avevano espresso apertamente parere favorevole su questo punto, mentre l'Italia era contraria. Quattro gironi fa Monti ha dichiarato che l'Italia ha cambiato la sua posizione da contraria a favorevole.
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#16 Daniele Addis 2011-12-07 10:19
Ok, senza bisogno di risposta, ho visto da colo che ho scritto una cavolata... è che molti articoli mischiano transazioni e rendite. Cercherò di capirci di più.
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#17 mella 2011-12-07 11:29
Grazie. sei riuscita a rendere in parole il disagio provato nell'ascoltare le parole di Scalfari. Solo non penso sia questione di essere "giunti a una certa età", credo che Scalfari sia sempre stato il difensore dello status quo.
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#18 Ernesto 2011-12-07 11:38
Scalfari è un ultrà liberale,fino a sfiorare il "liberismo".Basta averlo seguito negli anni e ciò era chiaro.La divisione tra lui e l'amico Calvino non verteva ,secondo me, tanto sul sul comunismo in quanto tale, ma su questa sua vorace difesa del liberismo del mercato.Si ripaga, Scalfari, solo sulla laicità dello stato.Essendo lui un non credente,non ha fatto come gli atei devoti!
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#19 bilderberg 2011-12-07 12:10
monti è del bilderberg, mi sorprende che vi sorprendiate della sua manovra. ci aspettavamo che-guevara?
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#20 Alessandro Mongili 2011-12-07 14:23
Sono completamente d'accordo col tuo punto di vista. L'economia è vista da gran parte dell'establishment culturale italiano (esattamente come la tecnoscienza) come un ambito di realtà regolato da proprie norme del tutto prive di densità antropologica. Si tratta di immaginare un mondo in cui le persone acquistano o vendono in relazione solamente alla calcolabilità, alla convenienza, o, nelle versioni meno ottuse di questa cosiddetta scienza, in relazione al cumulo di informazioni ricevute. Ora, tale comportamento è empiricamente introvabile, nel senso che quasi nessuno agisce sul mercato in questo modo. Inoltre, quasi nessuno agisce sul mercato come "individuo". Si tratta di comportamenti collettivi o modi di agire quasi sempre sviluppati insieme ad altri (il proprio gruppo, la propria famiglia, la propria comunità o community chi siat). Ergo, il primo fondamento epistemologico dell'economia, l'esistenza dell'homo oeconomicus, è una tontesa. I mercati si costruiscono, come ogni altro fenomeno sociale, anche se è vero che poi CI costruiscono pure. Scalfari è, come gran parte della sinistra italiana, prono a questa "scienza" che in realtà è una forma ideologica o, nella migliore delle ipotesi, un campo di studi con scarsi fondamenti epistemologici ma molte posizioni di potere. A tutti consiglio di scovare la storia del c.d. premio Nobel dell'Economia (in realtà non è un premio Nobel). Comunque, a noi ci tocca Monti e il suo loden, che è sempre meglio di Strauss-Kahn.
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#21 fioretta 2011-12-07 14:36
Condivido.La comunità di destino è una condizione della persona sostenuta da Edgar Morin, cui mi pare giusto si faccia riferimento quando la si prende come paradigma.
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#22 Lorenzo Salvi 2011-12-07 15:45
Grazie Michela,
ho visto solo parte della puntata perchè il dolore per me era troppo forte e si era fatto insopportabile.
Sentire ripetere parole prive di significato, monumento al pensiero unico proposto dai "Bocconiani", sentirle riproporre in quel modo proprio da Scalfari, sentire la sinistra "fighetta" del manifesto parlare in quel modo, mi ha dato la sensazione che le parole fossero ormai consumate,
svuotate, inutili, lontane dalle cose della vita, così come la loro "Economia Politica" sia ormai lontana da tutto ciò che è vitale. Ho percepito lo stesso senso di morte che percepivo quando leggevo della peste nei Promessi Sposi.
Unico sollievo la tua presenza, il tuo sguardo, il tono gentile e insieme deciso tuo parlare.
Non ti conoscevo e sei stata una sorpresa, mi sento un po' meno solo in questa "riserva indiana" nella quale mi par di trovarmi e per questo ti sono grato.
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#23 Antonio 2011-12-07 16:29
avresti dovuto alzare la voce e dire come la pensavi, senza timori.
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#24 Gio 2011-12-07 18:24
Non credo che la situazione debba essere valutata con riferimento a vecchie ideologie di sinistra o di destra, categorie che oggi non hanno precisi significati e che possono fuorviare : da questo potrebbe dipendere lo smarrimento della nostra scrittrice. Per noi sardi,popolo di grandi pensatori, abituati a lottare contro avversità di ogni genere il valore più importante e' la solidarietà della quale siamo capaci nei momenti più difficili. Se avessimo la possibilita' di auto governarci, sono sicuro che potremmo uscire dal pantano.
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#25 Alessandro Mongili 2011-12-07 19:07
Comunità di destino era un concetto già usato da Max Weber, ma sicuramente non in questa accezione. Nelle società odierne si possono ritrovare comportamenti di comunità, agire di comunità, ma ricostruire la comunità è stata l'utopia che ha condotto ai totalitarismi novecenteschi, e oggi non è possibile ancora innamorarsi seriamente e dare credito a ferri vecchi concettuali come questo.
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#26 gad lerner 2011-12-08 08:00
Cara Michela,
hai toccato il punto. Da questo governo di professori, custodi di una dogmatica economica tradizionalista, puoi aspettarti onestà e rigore (non poco nell'Italia contemporanea), ma non di certo trasgressività delle regole finanziarie che stanno trascinando l'occidente nel baratro. L'orizzonte culturale di Scalfari è quello di un difensore dell'economia di mercato formatosi nella contrapposizione a ogni ipotesi sovversiva
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#27 signsoflife 2011-12-08 16:44
www.informarexresistere.fr/.../#axzz1fKS4mgIt

Segnalo questo contributo perchè mi ha colpito. Ci terrei a precisare che anch'io vorrei modelli alternativi, ma è questo il punto: quali?
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#28 manuel 2011-12-08 16:55
Citazione signsoflife:
www.informarexresistere.fr/.../#axzz1fKS4mgIt

Segnalo questo contributo perchè mi ha colpito. Ci terrei a precisare che anch'io vorrei modelli alternativi, ma è questo il punto: quali?


mai sentito parlare di economia di comunione, decrescita felice, abbandonare il pil per sistemi più umani ed efficienti?

sono cose già testate per altro!
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#29 manuel 2011-12-08 17:01
Scalfari non aveva visto questa puntata di Report?

Effetto valanga
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#30 Patrizia A. 2011-12-09 09:16
analisi che condivido. Ci ritrovo però un senso di impotenza, come se davanti all'ineluttabilità delle "regole" economiche, accettate da tutti, borghesia liberale e progressista, non si possa fare nulla. Siamo tanti piccoli "davide", ma è nel momento più difficile che, forse, si riesce a cambiare. La vicenda della TAV, di cui incidenti anche ieri, per me danno il senso di questa piccola e grande rivoluzione.
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#31 signsoflife 2011-12-09 15:20
Per Manuel: no, non ne avevo mai sentito parlare. Sono una persona che vorrebbe cambiare le cose, ma si fa tante domande e non ha tutte le risposte. Fortunatamente sono in evoluzione, per cui posso sempre documentarmi.
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#32 carlo 2011-12-18 12:38
onestamente rimango meravigliato della meraviglia che traspare da molti di questi post.
mi riferisco alla questione su chi in realtà sia scalfari, e non da oggi in cui l'età ce lo presenta come una sorta di profeta biblico con la barba bianca, ma da almeno quattro decenni. senza entrare nel merito del suo pensiero (comunque fine e intelligente, non c'è dubbio) e fermandosi ai suoi atteggiamenti, a me sembra che sia una persona da sempre usa a presentare come dogmi le sue analisi e le sue opinioni..... sempre con "pacifica certezza", per carità, ma con quell'irritante modo di far calare sul lettore, dall'alto in basso, la verità di cui si ritiene depositario. e se ci fate caso con attenzione, quando riceve delle obiezioni sostanziali, il più delle volte non le affronta nel merito (significherebbe accettare il confronto e porsi da pari a pari con il suo interlocutore) ma utilizza l'arma dell'ironia, spesso anche sprezzante, per rispondere non rispondendo. la sinistra italiana purtroppo ha una lunga collezione di personaggi simili nel suo album di famiglia.
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#33 grilletto salterino 2012-02-03 22:25
In questo caso non sono d'accordo con le tue conclusioni, io non voglio un "muoia Sansone con tutti i filistei" voglio che le cose cambino ma perchè cambino bisogna essere pratici e concreti, se si fanno crollare le banche, che piaccia o meno, non crollano solo gli speculatori, crollano le piccole imprese, crollano le famiglie coi loro pochi risparmi, crolla tutto il sistema, e se non hai un pezzetto di terra per coltivarti due cipolle e tre patate e per buon peso allevarti una gallina e una pecorella che ti diano latte e uova sei alla fame. Un altro mondo è possibile e io lo auspico, voglio tornare al baratto comunicare coi miei simili e vivere con un tempo umano... ma per far questo ho bisogno di tempo, ho bisogno di un progetto, ho bisogno di condivisione delle idee per trovar le migliori, ho bisogno di una coscienza sociale che vada a votare consapevole dell'importanza che ha il suo voto, ho bisogno di aver fiducia in chi mi rappresenterà, ho bisogno di lasciarmi alle spalle gli sterili conflitti tra destra e sinistra... ho bisogno di chi voglia cercare con me il bene comune affinchè ciò che è di tutti sia finalmente preso in cura da ciascuno... facciamoci tutti un esame di coscienza, non utopia ma un mondo vero, che il capitalismo non è morto sta solo spostando il suo baricentro
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