
Ieri ho accompagnato il giornalista e amico Pierluigi Vito negli studi della web tv milanese C6, dove doveva essere intervistato sul suo libro d'inchiesta Antenna proibita, un testo che tratta principalmente della questione dell'assegnazione delle frequenze a Europa7, abusivamente occupate da Rete4. Con me e lui sono intervenuti anche la signora Olga Piscitelli, giornalista dell'Espresso che ha seguito la vicenda, il blogger Antonino Monteleone via skype e il senatore Nando Dalla Chiesa.
Si preannunciava come una comune discussione tra persone sostanzialmente tutte d'accordo; eppure, parlando della libertà di informazione, Nando Dalla Chiesa - una persona del cui operato politico ho altissima stima - ad un certo punto ha incredibilmente affermato che secondo lui i blogger devono essere sottoposti alla medesima regolamentazione delle testate giornalistiche. L'ho ascoltato sbalordita mentre sosteneva - lui che possiede un sito, un blog e persino una web tv personale - che ciascuno deve assumersi la responsabilità di quello che dice, ovunque lo dica, e non ho potuto fare a meno di fargli notare che una legge che punisce la calunnia in Italia esiste già, per difendersi dalle affermazioni false di chicchessia non c'è alcun bisogno di equiparare un comune cittadino che dice quello che pensa dal suo sito a una testata giornalistica, nè dal punto di vista delle responsabilità civili o penali, né dal punto di vista burocratico e fiscale. A meno che non lo si voglia semplicemente zittire.
Si dirà che sono cose dette e ridette da fonti ben più autorevoli di me, ma evidentemente sono ancora molto difficili da recepire da parte della classe politica, anche di quella più impegnata sulla difesa di altri diritti. Questo episodio è importante non solo perché la questione è ancora in discussione nella commissione apposita, ma soprattutto perché il gesto dello psicolabile su Berlusconi darà l'assist alle tentazioni liberticide sulla rete di tutti i politici di regime, luogo da cui i blogger hanno dimostrato di poter portare la gente in piazza semplicemente facendo arrivare le informazioni che il governo non fa passare sulla televisione e sui giornali che controlla. A Maroni non par vero di poter usare il sangue del capo contro i siti "che inneggiano all'odio", e quali siano ovviamente lo stabilisce il suo noto buon senso. Sapere che persino una persona come Dalla Chiesa, impegnato in prima linea su altre questioni di frontiera, ha incertezze e tentennamenti sulla misura della libertà di espressione in rete, devo dire che mi toglie un po' di sonno.
10.02.2012 11:00 -
12:00
Data privata
11.02.2012 18:30 -
19:30
Nurachi - Ananti de sa ziminera
18.02.2012 16:00 -
17:00
Bologna - Assemblea Generale Progres Disterru
19.02.2012 16:00 -
21:00
Bologna - laboratorio di storytelling politico
27.02.2012 21:00 - 28.02.2012
22:00
Torino