
Si dice “karoshi”, e in giapponese significa “morto per eccesso di lavoro”, ma è un termine comune anche in lingua inglese, al punto da essere stato inserito recentemente nel dizionario Oxford. Si riferisce al sempre più alto numero di lavoratori che arrivano a togliersi la vita per lo stress da eccesso di carico professionale. In Giappone sono migliaia le persone che la fanno finita perché lavorano troppo, tanto che di recente un tribunale ha persino concesso il risarcimento ai familiari delle vittime di questo fenomeno. In Italia sia la parola che il concetto collegato sono invece del tutto sconosciuti: noi siamo al sicuro. È infatti più frequente che capiti il caso contrario, ovvero ci sia chi minaccia gesti inconsulti perché non lavora abbastanza. Tra frotte di precari, operai cassintegrati, lavoratori part-time per amore o per forza, assenteisti della pubblica amministrazioni e pause per la sigaretta sindacalmente riconosciute sei volte al giorno, nel nostro dizionario il karoshi per il momento non rischia nemmeno di entrarci. Ma per evitare anche lontanamente l'ipotesi di atti autodistruttivi, i lungimiranti deputati della Camera si erano premuniti già da tempo in merito, lavorando per sicurezza solo tre giorni alla settimana. Qualcuno a dire il vero nemmeno quelli, non si sa mai che lo stress da troppo impegno potesse portare a pensare di farla finita, se non con la vita almeno con la poltrona. Evidentemente Gianfranco Fini ha giudicato che questa misura preventiva fosse un eccesso di prudenza da parte dei parlamentari rispetto al rischio effettivo di morte
18.05.2012 18:30 -
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