Parzialmente nuvoloso

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Parzialmente nuvoloso

amarezza
Un anno fa mi presi da più parti nientemeno che dell’antisemita, perché insieme ad Alberto Masala, Simona Baldanzi, Paolo Maccioni e pochi altri scrittori italiani rifiutai di firmare l'appello di solidarietà agli organizzatori della fiera del libro di Torino, che aveva avuto l'infelice idea di invitare Israele come ospite d’onore in occasione dei 60 anni della sua fondazione. Spiegai allora che la motivazione aveva in sé troppi aspetti conflittuali per poterla sbrigativamente etichettare come occasione di festa, meno che mai in nome della letteratura. A quella chiara operazione di vernissage politico fu un atto dovuto far corrispondere un altrettanto chiaro rifiuto a farsi usare per legittimare qualcosa che ha causato e continua a causare migliaia di morti nei territori occupati. Conservo ancora email di amici ebrei o filo-israeliani che dopo quel post mi hanno chiuso le comunicazioni con indignazione, quindi non ho più molto da perdere se dico che a distanza di un anno – davanti alla ripresa violenta delle ostilità militari sulla striscia di Gaza da parte di Israele – avevamo piena ragione di negare qualunque sostegno culturale al modo in cui Israele intendeva e intende il suo diritto all’esistenza. Per capirci qualcosa ho letto centinaia di articoli sulla stampa internazionale, mi sono subita il coro unanime dell’informazione italiana mainstream sul terrorismo di Hamas, su Israele che starebbe solo difendendo il suo diritto ad esistere, e tutta la retorica del nazionalismo israeliano spacciata come legittima da questo o quell’opinionista “esperto di problemi mediorientali”. La cosa più attentibile e documentata però l’ho letta qui, e porta la firma di Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi. Se ne trova un’ottima traduzione sul sito di Megachip, casomai qualcuno decidesse di non fidarsi solo di Emilio Fede e Gianni Riotta per sapere cosa sta veramente succedendo a Gaza.
Sul tema Alberto, Carmilla, Miguel, Daniele e PussyVeronique hanno messo per iscritto riflessioni e informazioni che vale la pena di leggere, ma soprattutto fa testo la straordinaria cronaca sul posto di Vittorio Arrigoni.

Se avessi contemplato
il volto della vittima
e riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre
nella camera a gas.
Avresti buttato via le ragioni del fucile
e avresti cambiato idea:
non è così che si ritrova un'identità.

Mahmoud Darwish - "Stato d'assedio"

Commenti  

 
#1 Stefania 2009-01-15 19:42
Concordo!!!
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#2 bachisio cadau 2009-01-15 20:20
Commento: ciao michela io il blog guerrilla radio lo obbligo a tutti quelli che varcano la porta del mio caffè che è anche internet point gratis (anche il tuo blog è sempre acceso) e inoltre grazie a sky sempre nel mio locale ho le tv arabe a manetta e poi stampo le foto di arrigoni e le appendo
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#3 gianni canu 2009-01-16 05:25
mi giro e gia mi rispondi, grazie Michela per la tua posizione senza compromessi.
Questa è coerenza.
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#4 Giuseppe Mulas 2009-01-16 15:57
Ciao Michela,non sapevo del tuo mancato appoggio riguardo all'appello pro-israeliano promosso per la scorsa fiera del libro di Torino,sono sorpreso in positivo,devo dire che hai guadagnato altri 1000 punti nella mia classifica personale delle persone degne di stima,non che avessi dei dubbi,sia chiaro.Un in bocca al lupo grande grande,Giuseppe.
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#5 Adriano Bomboi 2009-01-16 16:09
Scusa Michela, non intendo aprire un'altra polemica ma non capisco cosa c'entri la cultura di un Popolo (quello ebraico) con le azioni criminali di un governo Olmert uscente (di pari passo all'amministrazione USA). Quello che successe alla fiera del libro fu una vergogna assoluta e tale rimane anche oggi.
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#6 Michela Murgia 2009-01-16 16:20
Hai ragione, Adriano.
Non capisci.
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#7 Adriano Bomboi 2009-01-16 16:34
Da 'non-nazionalista' quale sei avresti dovuto evitare sillogismi improvvidi tra il diritto di parola ad un esponente della cultura ebraica ed il massacro governativo Israeliano a Gaza. Non mi pare che si possano mettere cose simili sullo stesso piano. il sillogismo piuttosto lo vedo con altre cose: Ad esempio mi tornano in mente le censure preventive al Papa accadute in occasione del suo discorso (mai tenuto) all'università La Sapienza di Roma. Se vorrai argomentare la tua posizione sarò ben lieto di replicare.
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#8 Antonio Farris 2009-01-16 20:28
Adriano Bomboi, c'è un chiarissimo link nel post che conduce dritto alla discussione per cui hai posto la domanda. Se non ti spaventa l'inattualità della questione Torino, seguilo e almeno una volta commenterai in tema con il topic.
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#9 Adriano Bomboi 2009-01-16 21:52
Ho letto quel link, non ne condivido i contenuti per i quali non si è sostenuta la solidarietà alla partecipazione israeliana in quella fiera anche perché non mi risulta che i Palestinesi non abbiano spazi nel panorama culturale per esprimere la negazione dei loro diritti di Popolo, anzi. Confermo solo quanto detto in precedenza: Non si può mettere sullo stesso piano la cultura di un intero popolo con le decisioni di un governo (uscente) mosso da finalità interne e geostrategiche del momento. Altrimenti diventa il classico assioma entro il quale si agita il più tetro dei nazionalismi di un popolo contro un'altro, ovvero quella insana tendenza di voler ascrivere ogni responsabilità di pochi in capo a quelle di un intero popolo: Cosa che nel nazismo si è tradotto in qualcosa di spaventoso e sistematico ai danni dell'ebraismo sotto ogni sua forma (culturale oltre che civile).
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#10 Antonio Farris 2009-01-16 22:05
Bomboi, non vorrei evidenziarti l'ovvio, ma mi ci costringi: pretendere di festeggiare una ricorrenza politica in un appuntamento culturale è proprio cercare di fare indebite equivalenze.
E ancora una volta sbagli topic. Qui non si stava parlando di questo.
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#11 Adriano Bomboi 2009-01-17 04:27
Vedo Farris che si è sempre 'fuori tema' quando non ci si vuole confrontare. A me il discorso pare PIU' che pertinente. Chi è noto per usare poi in certi ambienti le manifestazioni culturali per fini politici in Italia mi pare sia stato prevalentemente il variegato mondo palestinese e non quello israeliano. Francamente in nome del rispetto di tutti i Popoli ho trovato poco decoroso quello che successe alla fiera del libro e non lo si può certo collegare a posteriori ad un conflitto. Nei salotti radical-chic italiani (intellettualmente di sinistra) questi pensieri improvvidi vanno spesso di moda. Saluti.
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#12 seralf 2009-01-17 15:04
bellissimo testo, molto azzeccato
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#13 Raffaello Volpe 2009-01-18 00:35
Salmo 71:13 '...Siano confusi e vengano annientati gli avversari della mia vita (Israele)...';

Isaia 41:11 '...Ecco, tutti quelli che si sono infuriati contro di te saranno svergognati e confusi; quelli che combattono contro di te saranno ridotti a nulla e periranno...';

Genesi 12:3: '...Maledirò chi ti maledirà...'Queste sono dure parole che si sono già adempiute e continueranno ad adempiersi anche in futuro!

Questa guerra è 'perfetta' perché sta in mezzo al 'vuoto' di potere americano del cambio di Presidenza degli Stati Uniti. Se è vero che Obama appena eletto deve 'ripagare' i suoi finanziatori, che in parte sappiamo chi sono, Bush se la cava perché sta uscendo di scena. Per quest’ultimo vale l'equivalenza: nessun potere-nessuna responsabilità. In realtà sono d’accordo entrambi perché i finanziatori sono gli stessi. Si consideri anche che il contesto americano è “simile” a quello ebraico, poiché entrambi fondano la propria religione sullo stesso testo sacro: l’Antico Testamento. È come se Stati Uniti e Israele “ragionassero” all’unisono senza farci sapere come. In effetti non lo “sanno”nemmeno loro. So che potrebbe centrare poco, in apparenza, a quello che sta succedendo a Gaza, ma vorrei citare le parole di Marlon Brando a proposito di Hollywood:

“Lo sanno tutti che Hollywod è una mafia ebraica, che è posseduta, controllata e guidata dagli ebrei che fanno quel che pare a loro. Non sopporto che questa gente, che dice di aver conosciuto le persecuzioni razziali, non mostri, come dovrebbe, molta più sensibilità al razzismo che invece dispensa con tanta facilità contro gli altri. Guarda che i film che sono prodotti a Holywood hanno preso in giro e messo in cattiva luce tutte le razze, hanno sfottuto i greaseballs, gli italiani, i chinks, i cinesi, i musi gialli giapponesi e i musi rossi indiani, gli spics portoricani e i chicanos messicani, ma quando sarebbe toccato a loro, ai kikes, al …… ebreo allora no, eh no, le truppe facevano quadrato, guai a toccare gli ebrei”.( “La Stampa” del 7 aprile 1996)

La polemica si accompagnò all’uscita del film di Mel Gibson “Passion”, accusato dalla lega ebraica antidiffamazione con le parole del suo direttore Eugene Korn: «Le presentazioni di The Passion contengono elementi antisemiti. Non solo contro gli ebrei che vissero allora ma di tutti i tempi». Affermazione che a mio parere si commenta da sola. Il motivo per cui i mass media non dicono niente di Gaza? Se già Hollywood è nelle loro mani, figuriamoci se le opinioni divergenti possono trovare spazio negli strumenti di comunicazione di massa, che sono praticamente anch’essi tutti nelle loro mani, in un modo o nell’altro.

Quello che non so, invece, è se qualcuno ha detto o scritto (non ho letto quasi niente in questi giorni, quindi la mia è solo un'ipotesi ...) che Israele abbia provocato ad arte l'invasione di Gaza, anche per cercare di distogliere l'attenzione dalla crisi economica mondiale da loro stessi provocata (Madoff, Rotschild, etc…). A parte il solito delirio di onnipotenza dei principali attori di questa interminabile storia di distruzione e odio, da una parte e dall’altra, io mi chiedo: come si fa a uccidere bambini e persone indifese e con tale tracotante indifferenza, così come mi chiedo come si possa mettere in condizione di far morire donne e bambini occultando armi dove non si dovrebbe, sparando da luoghi dove vivono civili? Bernard Lewis, il famoso islamista, lo ha detto e scritto chiaramente in molti suoi libri che il Popolo palestinese è stato utilizzato come “strumento” di guerra e di ricatto (in particolare vedasi “La crisi dell’Islam”). È tuttavia vergognoso che un esercito modernissimo possa sopraffare una popolazione inerme. Ho letto con attenzione i gli articoli da Lei citati, Michela Murgia.

Ma forse la vergogna più grande è altrove, in ben altre premesse: l’esistenza di una Lega Islamica Anti-diffamazione ( fondata nel 2005) e di una Lega Ebraica Anti-diffamazione sa tanto di due specchi posti l’uno di fronte all’altro, dove l’odio si stronca con altro odio; un’ esistenza ”razzista” in entrambi i casi, perché garantisce a entrambe le parti di controllare ottimamente la libertà d’opinione. La Lega Islamica Anti-diffamazione e la Lega Ebraica Anti-diffamazione sono un disonore per il Popolo ebraico, quanto per quello musulmano, compreso quello palestinese, perché è un’ingiustizia contro l’Umanità.
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#14 Michela Murgia 2009-01-18 12:04
Caro Raffaele, intravedo appena appena l'ombra dei Protocolli dei Savi di Sion dietro la sua analisi. Ma magari mi sbaglio, he.

Inutile dire che non condivido una sola virgola di quanto ha scritto lei, che in nessun modo può prendere le mosse dal mio scritto o dagli articoli che ho linkato.
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#15 Raffaello Volpe 2009-01-18 13:28
Ci avrei giurato che avrebbe scritto quello che ha appena scritto, Michela Murgia. Affinché il sottoscritto non fosse “banalizzato” per ciò che ha scritto e in conseguenza venisse “male interpretato”, vorrei citare uno degli scritti a cui ho fatto riferimento per questo intervento. Si legga di Manno Mauro l’articolo:

“Dopo Soros: “Lobby Ebraica”, un tabù infranto?” sul sito www.tlaxcala.es

Inutile dire che adesso so con chi ho a che fare, Michela Murgia. I Savi di Sion li lascio alla sua fervida immaginazione …un tantino ”razzista” a sua volta?
Grazie della sua coraggiosa banalisi-zzazione.
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#16 Michela Murgia 2009-01-18 14:04
Raffaello Volpe, non tiriamo in mezzo Mauro Manno, perché l'anti-sionismo di Manno è una cosa molto diversa da quella che ha scritto lei.
Un conto è negare la legittimità a uno stato - qualunque stato - fondato su base etnica (cosa su cui come anti-nazionalista sono ampiamente d'accordo). Ben altro conto è insinuare - come ha fatto lei - che ci siano loschi piani ebraici per tirare le fila del mondo economico (crisi), politico (elezioni americane), cultural-pop (hollywood) e informativo (tg). Quella visione rientra tranquillamente nell'anti-semitismo dei falsi Protocolli, e con l'anti-sionismo c'entra come i cavoli a merenda, checché ne dica stamattina sul Corriere Gian Antonio Stella.
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#17 Raffaello Volpe 2009-01-18 17:22
Michela Murgia, se non si tenta di comprendere le radici profonde di questo male, di “Gaza” ne vedremo e patiremo tantissime altre.

Mi immagini come una 'X' persona che le stia parlando con un sorriso gentile e senza mostrare i denti nel farlo. E' evidente che a partire da uno stesso insieme di parole il modo di leggerne il significato è completamente differente. A questo punto potrebbe non avere più importanza sottolineare le “nostre” differenze. Ero convinto che il vostro sito fosse un luogo nel quale si potesse tentare di comunicare liberamente per tentare di dare insieme una voce e spiegazioni al mondo che viviamo, liberi da ideologie, da preconcetti o banalizzazioni, come in quest’ultimo caso. È evidente che l’argomento potenzialmente “razzista” scatena paure profonde, che si rivelano per tali anche, se ci fa caso (almeno dal mio “punto di vista”), con la ridotta partecipazione all’argomento “Gaza”, se non di accondiscendente e acritica partecipazione. Tragico, feroce, da sentirsi male è stato guardare quelle immagini di bambini che anche Gian Antonio Stella commenta. E chi non se ne indignerebbe? Chi non soffrirebbe, pensando ai bambini che ha accanto? È anche per i bambini invece che io parlo in questa maniera. È proprio per i bambini che ritengo “folle” il voler far coesistere due Nazioni in uno stesso territorio. Questa tanto conclamata “coesistenza” non avverrà mai, se non quando uno dei due popoli soccomberà fisicamente. Ritengo inoltre che il “Protocollo” sia solo una ridicolaggine usata ad arte per camuffare la realtà per quello che è. Ma qualche voce di dissenso comincia a serpeggiare fra gli stessi studiosi ebrei, come Toaf, per esempio. Non a caso lo scontro si fa più duro a margine di ricerche storiche nascoste, “evitate”, temute. La Storia è questo: ricercare senza imposizioni dall’esterno e verificarle. Mi risponda a questa domanda con senso di onestà e solo se è al corrente del “problema”: per quale motivo non è possibile verificare il numero esatto dei morti nei lager nazisti? Se fosse falsa qualsiasi altra voce diversa da quella dei 6 milioni ufficiali, noi lo sapremmo. Invece non è possibile saperlo. Chi ci ha provato è stato condannato alla galera; vedi certi storici inglesi o svizzeri bollati di “razzismo”.
Inoltre, ritengo, non avrebbe dovuto etichettare Mauro Manno come “antisionista”, a meno che non sia convinta, Michela Murgia, che esista una classificazione dell’antisionismo per gradi di intensità. Su Mauro Manno, una persona con delle opinioni ben definite ma non “etichettabili”, invece mi sarei aspettato un onesto: “Si, è possibile…ma non è dato saperlo”, perché Mauro Manno parla in maniera estremamente precisa di chi ha finanziato la campagna di Obama. È dunque possibile sospettare che Obama stia facendo un “favore” per contraccambiare, ma non ne abbiamo le prove. È solo legittimo sospettarlo. “Le memorie di Adriano” della Yourcenar mi hanno insegnato molto sui “vuoti”di potere e su quello che succede in quei frangenti: chi sta passando, l’imperatore Adriano nel caso citato, grazie all’accusa di complotto, fa uccidere tutti coloro che avrebbero potuto dare fastidio al suo successore Antonino Pio. Un primo segno della imminente debolezza dell’Impero romano. Con le dovute differenze, come la estrema debolezza degli americani, oramai isolati all’inverosimile. Io sono convinto che il parallelo sia legittimo farlo, nel senso che per i potenti che si scambiano lo scettro del potere è meglio fare adesso ciò che danneggerebbe troppo chi sta per insediarsi.
Sull’altra questione, quella dell’economia, sarei in grado di fornire nomi, curiose coincidenze e ipotesi, ma non più a lei e in questo sito. Non mi sento più tutelato. Il fatto che lei invece neghi in “pacchetto completo” anche l’autorevole voce di Bernard Lewis mi insospettisce; perché lei potrebbe dire che non le sembra congruente il modo in cui ho assemblato le informazioni e le citazioni, ma non che tutto è da buttare. La voce di Bernard Lewis è riconosciuta tanto dai musulmani quanto dagli israeliani. Curioso, eh? Ne avremmo potuto parlare, discutere, ma non accusandomi di “razzismo” o di antisionismo, faccia lei. Il razzismo, glielo ripeto, è un reato penalmente perseguibile nella unione europea (è questo che teme, dopo i fatti di Torino dell’anno scorso...?); sicché, ai miei occhi, qualsiasi voce di accusa in questa direzione assume il significato non solo della tabuizzazione di qualcosa di cui non si può liberamente parlare – se non con le “pinze” – ma della delazione aperta e diretta, del dagli all’untore manzoniano, del tabù più s-mascherato che la Storia abbia mai visto. E ci credo: appesantito com’è dal ricatto di milioni di morti ebrei, da un lato, e dalla tutela etnica come santità dall’altro. Michela Murgia, neanche io sono perfetto, ma vorrei capire, voglio conoscere, non voglio lo schema preconfezionato, non lo accetto e se vi cado ne soffro. Devo prima verificare: prima, dopo e sempre. In breve: i termini “antisionismo”, “antisemitismo”, etc…sono così assolutizzanti nella loro accezione negativa da rendere impossibile qualsiasi indagine storica oggettiva, alcun dialogo che non si inceppi su questo enorme tronco zeppo di aculei. D’altro canto, esiste come conseguenza un “silenzio” ebraico che ha alimentato la banale idea del “complotto sionista”. La creazione del “Mostro” è spesso lo specchio della propria mostruosità. Sarà per questo che ancora oggi gli ebrei, Israele, non accettano la propria storicizzazione come Popolo, ma reputano come “vera” solo la “storia” con il proprio dio?

Convinzioni serrate come questa non giovano né agli ebrei, né ai musulmani palestinesi. Neanche a Noi come “cristiani”.
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#18 Michela Murgia 2009-01-18 18:03
Raffaello, lei mette insieme molte cose diverse tra loro, è difficile starle dietro con logica, ma mi creda se le dico che non ho ascendenze naziste da farmi perdonare applicandomi autocensure su termini e concetti: la radice del mio discorso è proprio nel fatto che so distinguere senza tabù l'anti-sionismo - in cui mi riconosco senza fatica, in quanto ideologia con base razziale - dall'anti-semitismo, in cui invece non mi riconosco per niente, non fosse altro perché i semiti non sono solo gli ebrei. Così come i palestinesi non sono solo musulmani.
Che Obama sia finanziato anche dai gruppi di potere ebraici non è un segreto di stato: tutti sanno che Rahm Emanuel è stato nominato capo del suo staff proprio per quel motivo. Si sa però anche che è stato finanziato dai gruppi di coscienza afroamericana, o dalle lesbiche, o da molti altri movimenti lobbistici, secondo un meccanismo di pressione che negli USA fa parte normale del sistema democratico. Spero voglia convenire che questo non significa che esiste un piano sovranazionale ordito dai neri o dalle lesbiche per il controllo del mondo. Vero è anche che le lesbiche e i neri del mondo non hanno uno Stato Lesbico o uno Stato Nero da farsi legittimare; ma questo è un gran bene, dato che su base razziale, o sessuale, o religiosa, nessuno dovrebbe avercelo uno Stato.
Nemmeno gli ebrei.

Purtroppo affermare che sia necessario fare due stati per i due popoli significa proprio legittimare questa visione, e sostenere posizioni come quella del potente politico Avigdor Lieberman, che da tempo preme sul primo ministro Olmert per allontanare da Israele i cittadini israeliani non ebrei, in nome della purezza ebraica dello stato israeliano. Del resto questo sarebbe in linea con il diritto alachico, che in Israele esiste da sempre, ovvero la norma che afferma che si possa acquistare un terreno solo se si può dimostrare di essere ebreo almeno per parte di madre, o di essersi convertito alla religione ebraica (questo punto non è unanimamente ritenuto sufficiente, però).

Non ho nessun problema a dire che su queste basi io non considererei legittimo alcuno stato.
Ma lei ha detto qualcosa di più, Raffaello. E quel di più è diverso.
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#19 Raffaello Volpe 2009-01-18 21:09
Si, le credo Michela. Lei non ha per me ascendenze naziste. Ma neanche io. Se vogliamo utilizzare il termine “anti-sionismo” nella sua accezione stretta di significato anch’io ritengo di esserlo, ma probabilmente per motivi differenti. Non mi sembra logico che un Popolo, ormai peregrino da due millenni circa possa pretendere di impossessarsi di un territorio che appartiene ad altri da troppo tempo. È profondamente ingiusto non solo perché ottenuto con la violenza, ma soprattutto perché contraddice la logica stessa (tranne quella della sopraffazione). Domanda: su quale principio i palestinesi non dovrebbero essere a loro volta più i proprietari della propria terra, avendo la storia “stabilizzato” la loro condizione di proprietari da secoli? Il diritto internazionale sembra essere latitante su questi interrogativi oggi più che mai. Ci sarà un motivo. Non penso nemmeno che tutto questo si possa spiegare con motivazioni economiche o di potere. Una strada per provare a capire le motivazioni profonde di un Popolo come quello ebraico potrebbe essere quella della motivazione religiosa. Se il Popolo ebraico deve avere la Terra Promessa perché questo è scritto nell’Antico Testamento, e dunque è volontà di Dio, ebbene sia. Ma cosa succede nel momento in cui la Promessa si avvera? Perde di senso la Terra Promessa stessa? Mi crede se le dico che la situazione del popolo israeliano è “patologica” perché contraddice l’elemento costitutivo e fondante della sua storia? È un problema legato naturalmente a una concezione del “tempo”…insomma, l’attesa è finita. Dio deve “affacciarsi” per forza di cose. È scritto nel loro Libro sacro. Il comportamento “schizofrenico” di Israele può essere rivisto sotto una luce differente da quella economica e geopolitica, Michela? Sto ponendomi elle domande, ma se preferisce posso tenermele per me.

Vede, Michela Murgia, se parlo di “musulmani” in generale e in essi vi inserisco i palestinesi è perché per i musulmani non esiste il concetto romantico occidentale di “Nazione”. Israele, occupando la Palestina, non ha occupato solo quella Nazione ma ha “invaso” tutto il mondo islamico. È per questo che tutto l’Islam si “preoccupa” con tanta partecipazione della questione. I palestinesi sono considerati “fratelli” (termine usato di frequente dai musulmani nei loro confronti e fra di loro) perché fanno parte del “Popolo” del Corano, il Libro sacro per eccellenza. L’identità musulmana è data dalla sacralità religiosa, la cui conseguente unità viene sottovalutata troppo facilmente (per presuntuosa ignoranza) dall’Occidente.

Sul comportamento del “gruppo” poi ci sarebbero fiumi da scrivere. Durkheim aveva intuito che esiste nella formazione del gruppo una sorta di “super-io” simile a quello individuale. Quando passo da un argomento all’altro non è che la logica manca: semplicemente c’è ma non si comprende probabilmente perché pochi conoscono il pensiero di Durkheim, come di Boas (antropologo ebreo, peraltro…), della Mead o di Kroeber e di tanti altri anche in Europa, non ultima Ida Magli. Tutti costoro, che sono stati “messi da parte” nella loro stessa terra di origine, dagli Stati Uniti d’America all’Italia, hanno approfondito teorie interessantissime e straordinarie sul comportamento del gruppo a partire dal concetto di Durkheim del super-io di un popolo e dalla definizione del concetto di cultura di Tylor del 1871. Qui mi fermo. Quello che volevo dire è che il mio “preconcetto” consiste nel mettere in collegamento i fili della “ragnatela” culturale che struttura i singoli popoli, sapendo già dove devo andare a mettere la mani: vi sono dei “fili” più importanti degli altri senza i quali la struttura stessa crollerebbe. Già abbiamo parlato in altra sede della religione come fondativa in quanto fornitrice della “spiegazione” della morte per l’individuo e per il gruppo che l’accoglie.

Tornando a noi, e chi potrà mettere mai in discussione Mahler, Wittengestein, Kafka, che amo profondamente (nonostante fossero ebrei?), se invece quello che mi preme mettere in luce è il comportamento patologico – quando lo è - di un popolo? A proposito: lei ha ragione a parlare di “servi” nel suo editoriale-commento di seguito a questo su Gaza. Che senso avrebbe consegnare a Berlusconi, il Presidente del Consiglio italiano, la bandiera sarda? Non è un semplice oggetto “folcloristico”, ma un simbolo identitario. Che senso ha allora per un “servo” consegnare qualcosa che nemmeno gli appartiene? È del Popolo sardo, semmai…e come vede il concetto di “rappresentanza” è profondamente in crisi da quando è nato. O si tratta di una resa al “nemico” o della fine dell’idea stessa di Nazione per la Sardegna. Propenderei per la seconda ipotesi, perché oggi non esiste più nemmeno il concetto di identità nazionale in generale, sicché la bandiera è in effetti una cosa “morta”. Si figuri l’Italia…in quale situazione si trova.

Riconosco in lei una persona che vuole capire la realtà che la circonda e che lo fa onestamente. Anche io, se pur in maniera e con metodi differenti. È questo, sono convinto fermamente, che può creare ricchezza: la scoperta consapevole di come si è diversi, pur mantenendo fermi i “paletti” della logica umana e “sostengono” me e lei. Per il resto, i fondamentalismi in me non trovano spazio.
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#20 Michela Murgia 2009-01-19 00:29
Raffaello, non è stato Durkheim ad 'intuire' che esista nella formazione del gruppo-israele una sorta di “super-io” simile a quello individuale. E' l'esegesi biblica che da sempre ha rilevato la sovrapposizione tra identità collettiva e identità individuale negli ebrei. Quella questione, che è culturale e non ontologica, venne posta anche a Gesù nel caso molto noto del cieco nato: 'Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché egli nascesse cieco?'. Ma Cristo smonta immediatamente la concezione collettiva della colpa: 'Nè lui ha peccato nè i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio'. (Gv 9,3)
Già l'Antico Testamento del resto, per chi se lo vuole leggere è Ezechiele 18,19, ha parole chiare in merito, mettendo in bocca a Dio questa frase: 'Perché andate ripetendo questo proverbio sul paese d'Israele: I padri hanno mangiato l'uva acerba e i denti dei figli si sono allegati? Com'è vero che io vivo, dice il Signore Dio, voi non ripeterete più questo proverbio in Israele'.

Dunque non è lecito in nessun modo ai cristiani di ogni confessione 'ripetere quel proverbio', ovvero supporre ancora negli ebrei colpe collettive, come fa lei quando dice che 'quel mi preme mettere in luce è il comportamento patologico – quando lo è - di un popolo'. Non esistono comportamenti patologici nei popoli, nemmeno i più audaci etnopsicologi lo hanno mai sostenuto, perché anche un cieco nato vedrebbe che dalla colpa collettiva alla punizione collettiva il passo logico è troppo breve.

Credo davvero che stiamo dicendo cose diverse, Raffaello. Non fosse altro perché lei accosta Durkheim a Ida Magli, una studiosa senza più nessun credito scientifico, così ideologicamente nazionalista che ormai la lasciano scrivere solo sulla Padania.
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#21 Adriano Bomboi 2009-01-19 04:15
Stiamo andando fuori tema, la Murgia risponde con le parole di Ezechiele ma non al punto centrale che è stato posto: Io vorrei capire perché in Italia uno scrittore israeliano non può celebrare in una manifestazione culturale l'anniversario della nascita del suo stato e come ciò si colleghi alla politica CORRENTE del suo governo. Se partiamo dagli sforzi ONU i cui fallimenti non sono certo da imputare politicamente solo all'azione occidentale, non si capisce l'assioma argomentato da Michela per cui la nascita di Israele nel 2009 vieti automaticamente il diritto all'esistenza di uno stato palestinese (cosa che non è a partire dalla politica della Road map) e che il tutto si traduca in una censura preventiva in una manifestazione culturale.
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#22 Michela Murgia 2009-01-19 09:18
Non siamo fuori tema, Bomboi, è che proprio non ti stiamo rispondendo, visto che quello che sollevi è l'argomento di un altro topic, vecchio di un anno. Delira altrove.
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#23 Adriano Bomboi 2009-01-19 13:28
Michela, al posto di delirare dovresti leggere bene ciò che scrivo: Ho chiesto come puoi collegare una CENSURA preventiva come quella proposta verso lo scrittore Israeliano con l'attuale conflitto a Gaza. A meno che non sia scemo io, mi pare che si stia parlando di questo nel medesimo topic. Devi cercare di calmarti, con le offese (anche nel forum di IRS dove non posso replicarti causa censura) non migliori le tue argomentazioni. Sono entrato solo per segnalare la tua incoerenza 'non-nazionalista' in relazione a CERTO nazionalismo che ha la pessima abitudine di porre la cultura di un popolo sullo stesso piano dei provvedimenti bellici di un governo: Anche i nazi-fascisti iniziarono censurando la cultura ebraica. Siccome ci hai spiegato la natura (che sapevamo) delle popolazioni semite, non altrettanto si può dire tu abbia fatto lo stesso sul nazionalismo che evidentemente, anch'esso, ha varie connotazioni. Tranquilla, non penso ovviamente tu sia 'fascista' e non arriveremo a 100 post stavolta. Sei una brava scrittrice, ma sai cosa detesto? Certo preteso moralismo di cui si contorna IRS (e non molti buoni attivisti) e che purtroppo ha contagiato anche te. Dare un contributo all'indipendentismo non significa tenere vive etichette divisorie ma segnalare agli amici di IRS cosa non va bene per crescere. Un saluto.
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#24 Antonio Farris 2009-01-19 13:54
A fare da grillo parlante ci sei già tu, Adriano. Perché mai la Murgia dovrebbe toglierti lo scopo della vita, visto che non sembri averne altri?
C'è qualcosa di patetico in questo voler a tutti i costi riportare qualunque argomento alle tue ossessioni personali.
Io lo ammetto: speravo ti candidassi, così almeno per la campagna elettorale saresti stato impegnato altrove. O cos'è, anche i sardisti adesso hanno capito che tipo sei?
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#25 Michela Murgia 2009-01-19 13:59
Antonio Farris, evitare di dare a Bomboi la possibilità di fare flaming aggiungerebbe alla tua ironia il tocco di un apprezzabile senso delle proporzioni.
Grazie.
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#26 Adriano Bomboi 2009-01-19 14:08
Hai sentito Farris? Dai retta ai consigli della Murgia sulla gestione di un pubblico dibattito per limitare il prolungarsi delle confutazioni, speriamo però dia gli stessi consigli anche a quelli di IRS che puntualmente vengono in giro nei forum di tutti gli altri movimenti (con nick diversi ed insulti) a fare baccano. Manca il criterio della reciprocità. Almeno io non insulto, parlo direttamente e metto nome e cognome. Ciao Farris.
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#27 Antonio Farris 2009-01-19 14:19
Hai ragione, Michela. E' che io quando sento un ubriaco cantare stonato sotto la finestra, non so resistere a tirargli una secchiata.
Però in effetti la finestra non è mia, e ho visto che a secchiate anche tu te la cavi. Da qui in poi denutrisco il troll.
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#28 Administrator 2009-01-19 17:44
Ho tolto a tutti la possibilità di linkare il proprio sito in calce ai commenti. Non toglie nulla alle discussioni (all'interno delle quali si può sempre linkare quel che serve) e mi solleva dal personale dubbio che qualcuno faccia flaming solo per avere impennate di visite al proprio sito.

Buona continuazione.
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#29 Raffaello Volpe 2009-01-19 21:08
Michela, ero in dubbio se risponderle ancora.

Mi sono deciso a farlo perché ritengo di doverle qualcosa. Quest’ultima sua risposta è stata eloquente, non tanto per la arrampicata sugli specchi, a voler essere anche semplici e banali. Lei non può saperlo, ma è incappata nella persona più “pericolosa” per lei, cioè me, che potesse immaginare. I testi di teologia sono il mio “pane”, e le assicuro che ci sguazzo “divinamente” fra le falotiche trovate di preti, teologi e papi, ultimo compreso. Certo è insolito e “sfortunato” incappare in chi può spiegare anche alle persone che non sono addentro nelle complesse tematiche della teologia di ogni tempo, ma almeno posso far capire a lei e come a chi non è addentro all’argomento cosa significhi quello che lei mi ha appena scritto. Ho sempre notato lo stesso atteggiamento nei teologi di ieri e di oggi, quello di creare e utilizzare parole, concetti e ragionamenti irreali per poi applicarli sistematicamente alla realtà. Lo”slittamento” che ne consegue è facilmente prevedibile: chi non conosce non si interessa perché nemmeno capisce, che ci crede lo studia, lo introietta e infine perde totalmente o quasi il senso della realtà. Che so io, potrei fare l’esempio di “Dio uno e trino” (spieghi lei alla moltitudine delle persone cosa significhi, se le persone avranno voglia di ascoltarla…) o dello “Spiritus Sanctus descendat super vos”. La Scienza per esser tale dovrebbe essere “dura”, altrimenti non è scienza, è qualcosa d’altro. L’esegesi che poi si sostituisce alla sociologia di Durkheim, alla psichiatria, all’antropologia mi mancava ancora. A questo punto, dunque, si è giunti…
Michela, il problema posto da Tylor in poi è stato proprio quello di aver indicato e sottoposto ad analisi il legame strettissimo esistente fra “sacro” e “potere” e di come questo legame strutturi l’impalcatura culturale, proprio a partire dalla “spiegazione della morte” sempre presente in ogni singola cultura. La religione serve proprio questo: alla creazione di qualcosa di più potente della morte, affinché quest’ultima sia superata e mai più temuta. Questa è la “solitudine” dell’Uomo ancora oggi, la sua paura più grande, quella di morire. La morte “isola” per sempre, infatti. Più “contaminante” di così non si può…

La teologia e l’esegesi in funzione teologia sono per me come quel personaggio che si mette a ballare sui tizzoni ardenti e s’inventa uno strano balletto per non scottarsi e non sapere che poco dopo dovrà tornare coi piedi…per terra.

A proposito: mettiamo anche che Ida Magli sia fuori moda. Le dirò: se avessi l’onore di conoscere questo straordinario studioso o di averla come amica, in altri tempi l’avrei sfidata a duello….scherzo!, quello che volevo dirle era che prima di parlare si dovrebbe conoscere profondamente le cose di cui si dice. Si, lei è quasi informata sulla “Padania”, ma non ha avuto il tempo di chiedersi perché. È evidente ai miei occhi – e tanto basta – che lei non è una studiosa ma una lettrice alla moda, al momento…speriamo che domani cambi qualcosa. Lo sa che alla fine degli anni ’80 Ida Magli è stata scomunicata con tanto di articolo sull’Osservatore Romano? Io penso che i teologi-esegeti che lei ha conosciuto gliel’abbiano dipinta come …quello che ha appena scritto. E lei l’ha presa per buona. Mi parli allora dei suoi scritti, per tacitare questa mia convinzione. Mi parli di “Santa Teresa di Lisieux”, o del “Gesù di Nazaret” (titolo peraltro copiato dall’attuale papa per un suo libro, il quale ultimo conosce perfettamente l’opera di Ida Magli…un vero signore), o della “Storia laica delle donne religiose”, solo per citarne alcuni. Mi dica quale concetto di Ida Magli è “fuori moda”, se li conosce, e se li conosce perché lo sono. Io sono convinto che non li conosca affatto, e spererei che questa mia affermazione nei suoi confronti, Michela, vorrei tanto fosse smentita pubblicamente, se possibile. La prego. O questa mia richiesta sa troppo di “ex catedra”…? In realtà questo è solo un guanto lanciato in stile “Disfida di Barletta”.

Infine: guardi che si sbaglia sulla faccenda della malattia mentale dei popoli studiata da “nessuno”. Oltre a Ida Magli, lei forse non conosce Georges Devereux, etnopsichiatra di livello mondiale, uno studioso che ha messo bene in evidenza il problema della malattia mentale presente nel comportamento di gruppo. È chiaro, no!?, se esiste il “pazzo”, e mica sarà nato come il fungo sotto l’albero. Ci sarà un “contesto” che lo avrà prodotto, come per esempio un gruppo la cui “follia” è solo latente? Il pazzo e il gruppo hanno “bisogno” l’uno dell’altro sempre, tanto è vero che ci sono forme di pazzia presenti solo in determinati alvei culturali. La schizofrenia in Africa, per esempio, fino a qualche anno fà non esisteva…


Chissà perché.
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#30 Manuel 2009-01-20 00:23
...e lei Raffaello Volpe a quale gruppo appartiene?
(non ho potuto resistere...)
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#31 Raffaello Volpe 2009-01-20 12:14
Si,

sapevo anche della sua bassa capacità di 'resistenza'...
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