Lunedì 24 Novembre 2008 11:47

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tra gli altri che hanno ripreso questo pezzo, c'è anche Megachip)
Sign.of.life, che segue e apprezza quel che scrivo da molto tempo, nell'ultimo post mi ha provocato a dire i cinque buoni motivi per cui "tre maestri è meglio di uno". All'inizio volevo rispondere sotto al suo commento, ma mentre scrivevo mi sono resa conto che veniva una cosa lunga, e forse meritevole di uno spazio proprio.
Il primo motivo è che avere tre insegnanti genera la possibilità di programmare ore di compresenza, cioè attività di laboratorio, maggiore sostegno individuale (recupero, rispetto dei ritmi di ognuno, valorizzazione delle specialità), e tutta una serie di attività che sono molto complesse da svolgere per un singolo insegnante. Mi viene in mente la drammatizzazione, indispensabile per il superamento delle difficoltà di comunicazione verbale, ma anche l’applicazione di tecniche legate alla dinamica di gruppo; e ancora – importantissima - la manipolazione per il controllo della motricità fine e per la coordinazione oculo-manuale, che è indispensabile per l’apprendimento ottimale di lettura e scrittura. Se non viene fatta, è la base delle prime differenze di apprendimento, perché chi riesce subito va avanti, e chi resta indietro capitalizza un ritardo che un solo insegnante non è in grado di colmare. La questione è che la scuola primaria non è più solo leggere, scrivere e far di conto, ma molti genitori non se ne sono resi conto.
Il secondo motivo è che tre insegnanti aiutano a gestire meglio le situazioni nuove che sorgono in classi multietniche. Non è solo questione di dire che sei occhi vedono meglio di due, ma di rendersi conto che la difficoltà incontrata dai bambini stranieri a scuola non è solo linguistica: è anche e soprattutto culturale. L’interculturalità, la conoscenze delle reciproche diversità e ricchezze, è un percorso ineludibile se davvero si mira all’integrazione, ma ovviamente richiede più tempo, più competenze, più attenzione e più cura. Chi ce le mette? Sicuramente non quel solo insegnante che ha già le sue difficoltà a far apprendere le materie curricolari