Parzialmente nuvoloso

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Parzialmente nuvoloso

voglio salire su quel bus, cazzo! è mio diritto!

Da ogni parlamentare Pdl non sento altro che ripetere che la protesta degli studenti è legittima, "purchè non leda il diritto allo studio di chi vuole entrare a scuola". Inevitabilmente questa cazzata rimbalza in tutte le teste dove c'è spazio sufficiente per il moto inconsulto di corpi inerti. E magari la senti ripetere alla fermata della metro, o dal panettiere tra due sciure impellicciate, come fosse saggissima e sacrosanta. Epperò, signora mia, il diritto allo studio!
Non ho ancora sentito nessuno ricordare che quando i giornalisti scioperano, non va in onda il tg e non escono i quotidiani; che quando lo fanno i ferrotranvieri e il personale aereoportuale, la gente semplicemente non viaggia; che quando Alemanno cavalcava la rivolta dei tassisti lobbisti, nessuno a Roma poteva prendere il taxi; che quando i leghisti aizzavano gli allevatori incazzati per le quote latte ad occupare la A4 con i trattori, la gente non poteva usare la strada per tornare a casa.

In tutti i mondi dove lo sciopero è un diritto, il disagio connesso allo sciopero è l'arma principale per far udire le proprie ragioni, e questo disagio è considerato - fatti salvi casi gravissimi dove si impone la precettazione - fisiologico e minoritario rispetto al diritto di protesta.

Sarà ovvio, ma in un mondo dove la Carfagna fa la saggista politica, anche la banalità può aspirare a far sgranare gli occhioni. Sono le pari opportunità tra i cretini e gli altri, le uniche in cui la signora abbia mostrato  finora qualche competenza.

Commenti  

 
#1 luca 2008-10-31 19:31
andare in taxi non è un diritto, neanche comprare un giornale o prendere un aereo . studiare e fare lezione all'università invece si. pago la retta e ne ho diritto. sono disposto a sopportare i disagi dovuti al traffico ma la cazzata dei parlamentari pdl mi sembra legittima. Se penso che al liceo ero riuscito un giorno ad entrare in aula nonostante un tentativo di picchetto 'democratico' (democratico tranne verso chi non la pensava come gli organizzatori, ovviamente)...
saluti luca
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#2 Omar 2008-10-31 21:08
Scusami se te lo dico chiaro e tondo, Luca, ma secondo me sbagli.
Quelli che elenchi sono diritti belli e buoni: diritto alla mobilità, all'informazione, ecc. Sono di grado inferiore al tuo diritto a studiare? Non lo so.
Certo è che anteporre il proprio interesse individuale (il tuo diritto a entrare all'università perché paghi la retta) a quello generale di tutti i cittadini ad avere un'università pubblica, efficiente e produttrice di cultura e competenze, mi sembra un po' meschino, specie da parte di chi si appella alla 'democrazia' come sommo principio regolatore.
La democrazia non può essere un astratto diritto a farsi ognuno gli affari propri, ma, come recita la costituzione italiana, ad avere tutti pari condizioni di partenza - giuridiche e materiali - nel percorso di crescita e sviluppo della persona umana.
Tu pensi che i tagli economici ventilati (per l'università) e previsti positivamente (per la scuola pubblica) dall'attuale governo siano giustificati da buone ragioni? Questo è il problema, non che tu paghi una retta (come del resto la pagano i ragazzi che fanno le manifestazioni e che vogliono laurearsi quanto te). Se hai argomentazioni convincenti in materia, non hai che da esporle e verranno prese in considerazione. Ma che non si basino sulla pura difesa della tua sfera di interessi personale.
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#3 Gurrado 2008-11-01 12:19
C'è un dettaglio: gli studenti non possono scioperare perché non lavorano.

G.
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#4 Martina 2008-11-01 16:00
infatti, la protesta serve per far sentire la propria voce. nessuno si sarebbe curato degli allevatori, se questi avessero occupato i propri campi. Allo stesso modo, gli studenti che prendono in ostaggio le aule, fanno disagio solo a se stessi.
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#5 Michela 2008-11-01 17:08
Antonio, sorvoliamo sul fatto che i tassisti non sono dipendenti di nessuno, e non lo sono nemmeno gli agricoltori, quindi in teoria nemmeno loro detengono diritto di sciopero. E anche volendo sorvolare sul fatto che insieme agli studenti scioperano gli insegnanti, i presidi e i bidelli, resta da dire che gli studenti sono molto più che lavoratori: sono soggetti fruenti di un servizio pagato con le tasse dei lavoratori. Hanno tutto il diritto di protestare quando questo servizio subisce modifiche tali da metterne in discussione la natura libera e plurale. Hanno tutto il diritto di unirsi ai loro insegnanti per farlo, perché quello che otterranno gli insegnanti sarà quello che otterranno anche loro. Per questa riforma non dovrebbero manifestare solo gli studenti, ma tutti noi in quanto 'soci di capitale' della scuola, dato che è con le tasse che la sovvenzioniamo, e che sono i nostri figli che ci vanno.
L'astensione dalle lezioni è molto più che uno sciopero, è paragonabile al boicottaggio di una marca che non agisce in modo etico, al non-acquisto motivato di un prodotto di qualità scadente, con l'intento deliberato di spingere il produttore a migliorarlo. L'unica cosa che differenzia l'azione degli studenti dal boicottaggio commerciale è che chiunque può non comprare una cosa che non vuole, ma nessuno può scegliere di non pagare le tasse per avere una scuola migliore. Allora la manifestazione pubblica e polemica diventa l'unico atto socialmente sostenibile, e chi la vietasse metterebbe un tappo a una pentola a pressione.

Comunque secondo il ragionamento di Andrea non dovrebbero scioperare nemmeno gli insegnanti, perché se un insegnante non insegna, priva lui del diritto di imparare. Un ragionamento che non ha senso, come non ha senso dire che prendere un autobus o comprare un giornale non sono diritti. La cosa che maggiormente mi sconcerta è proprio la modifica del concetto di diritto che emerge da quella considerazione: persino informarsi da noi ha smesso di essere un diritto.
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#6 Giacomo 2008-11-02 03:29
Commento: Non per fare l'avvocato del diavolo, ma da sempre esiste la figura del 'Krumiro'. Quei personaggi, spesso ritenuti moralmente riprovevoli, che preferiscono lavorare in barba alla solidarieta di classe. Per quanto un simile comportamento possa essere moralmente discutibile, credo saremmo tutti d'accordo che impedire con la forza ai Krumiri di entrare in una fabbrica a lavorare sarebbe una grave ingiustizia. Mettiamola così. Secondo me lo sciopero deve creare dei disagi, ma non paralizzare completamente un servizio. Nel senso, si deve lasciare lo spazio per la libertà di scelta del singolo individuo. Come in effetti funziona attualmente. Se ci sono dei professori che vogliono fare lezione, e studenti che vogliono seguirli, liberissimi di farlo, o sbaglio? Credo che il picchetto democratico di cui parla Luca sia un ingiusta forzatura. D'altra parte, ritengo giusto che i lUca del mondo, quando vogliono esercitare il loro diritto a studiare debbano sforzarsi un poco, esattamente come gli studenti che organizzano lo sciopero per difendre altri diritti. I diritti vanno conquistati, solo così assumono valore, io credo.
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#7 Simona 2008-11-05 16:30
Eh, noi italiani siamo più furbi di tutti, e infatti ne godiamo i frutti.

La questione, cari difensori dei diritti dei singoli (crumiri), è ovvia e vecchia come il cucco, e affatica i teorici dell'azione collettiva: a me SINGOLO conviene entrare a scuola/lavoro etc mentre gli altri scioperano: i risultati positivi dell'azione collettiva me li becco comunque, e in quanto singolo però mi 'accattivo' (anche se il verbo più adatto dsarebbe un altro) il potere (istituzioni, datore di lavoro etc..).

Mi ricorda il forzitaliota che qualche anno fa aveva fatto ricorso ex art. 18 dello statuto dei lavoratori.

Il crumiraggio non è un diritto, è paura e sudditanza, i ragazzi avranno tempo per impararlo.
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