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maestra
(tra gli altri che hanno ripreso questo pezzo, c'è anche Megachip)


Sign.of.life, che segue e apprezza quel che scrivo da molto tempo, nell'ultimo post mi ha provocato a dire i cinque buoni motivi per cui "tre maestri è meglio di uno". All'inizio volevo rispondere sotto al suo commento, ma mentre scrivevo mi sono resa conto che veniva una cosa lunga, e forse meritevole di uno spazio proprio.

 

Il primo motivo è che avere tre insegnanti genera la possibilità di programmare ore di compresenza, cioè attività di laboratorio, maggiore sostegno individuale (recupero, rispetto dei ritmi di ognuno, valorizzazione delle specialità), e tutta una serie di attività che sono molto complesse da svolgere per un singolo insegnante. Mi viene in mente la drammatizzazione, indispensabile per il superamento delle difficoltà di comunicazione verbale, ma anche l’applicazione di tecniche legate alla dinamica di gruppo; e ancora – importantissima - la manipolazione per il controllo della motricità fine e per la coordinazione oculo-manuale, che è indispensabile per l’apprendimento ottimale di lettura e scrittura. Se non viene fatta, è la base delle prime differenze di apprendimento, perché chi riesce subito va avanti, e chi resta indietro capitalizza un ritardo che un solo insegnante non è in grado di colmare. La questione è che la scuola primaria non è più solo leggere, scrivere e far di conto, ma molti genitori non se ne sono resi conto.


Il secondo motivo è che tre insegnanti aiutano a gestire meglio le situazioni nuove che sorgono in classi multietniche. Non è solo questione di dire che sei occhi vedono meglio di due, ma di rendersi conto che la difficoltà incontrata dai bambini stranieri a scuola non è solo linguistica: è anche e soprattutto culturale. L’interculturalità, la conoscenze delle reciproche diversità e ricchezze, è un percorso ineludibile se davvero si mira all’integrazione, ma ovviamente richiede più tempo, più competenze, più attenzione e più cura. Chi ce le mette? Sicuramente non quel solo insegnante che ha già le sue difficoltà a far apprendere le materie curricolari

 

Il terzo motivo è il cambio di logica di lavoro che richiede il passaggio dall’essere uno a l’essere un team docente di tre insegnanti + eventuali sostegni. Lavorare in gruppo educa anche l’insegnante – che non l’ha certo appreso in università – alla logica della pluralità, a considerare ricchezza un altro parere, a non essere indiscusso e indiscutibile papa e re del suo lavoro, ma a trovare compromessi, correttivi, sostegni e consigli nelle competenze dei colleghi con i quali è tenuto a collaborare. Solo un cretino penserebbe che una cosa difficile e complessa come l’insegnamento moderno sia meglio farla da soli che insieme.

Il quarto motivo è di ordine didattico; non sarebbe pensabile alle scuole medie immaginare un solo insegnante che facesse tutto, da italiano a matematica, educazione tecnica, artistica, scienze, storia e geografia. Tutti noi lo considereremo una follia. Perché mai la stessa multidisciplinarità alle scuole elementari dovrebbe essere espressa da un solo maestro meglio che da tre? Solo perché le materie hanno programmazioni più semplici? È falso, qualunque insegnante elementare potrebbe dire che al contrario la scuola elementare presenta maggiori difficoltà per un docente, perché oltre all’apprendimento è necessario fornire in maniera ottimale anche gli strumenti logici per l’apprendimento. Come faccio a gestire da solo con la stessa competenza tutte quelle materie, tenendo conto che ciascuna di esse presenta diversi ostacoli all’apprendimento, e che ciascun bambino ha misure proprie davanti alla materia? Chi obietta che prima ce la facevano, dice cazzate. Il mondo di vent’anni fa non era nemmeno paragonabile per complessità a quello di oggi. Vent’anni fa nessuno imparava inglese alle elementari, nessuno usava un computer abitualmente, nessuno caricava i bambini con ansie di performance estranee al loro mondo. Oggi verso il singolo si è infinitamente più esigenti, ed è assurdo che proprio a scuola l’offerta di opportunità anziché aumentare si riduca con la scusa di tornare ai bei tempi passati.

Il quinto motivo, e qui sarò magari impopolare per qualcuno, è che il modulo di insegnamento a tre dà lavoro a migliaia di persone in più, e non sono persone che rubano lo stipendio, ma che costituiscono con fatica e impegno – oltre a fare il loro mestiere nudo – anche tutto il valore aggiunto suddetto. Lasciare a casa questi insegnanti con la scusa che il risparmio sui loro stipendi libererebbe  risorse indirizzabili dove la scuola ha maggiore necessità, è palese malafede: non c’è niente di cui la scuola abbia più bisogno che di insegnanti qualificati e motivati. Oltretutto per quelle presunte risorse reindirizzabili non c’è alcuna destinazione palese: non torneranno alla scuola, sono solo tagli. Una scuola che lavora bene dà anche lavoro, dov’è lo scandalo?

Commenti  

 
#1 adriano 2008-11-24 15:19
Condivido e comprendo in gran parte le sue argomentazioni, anche se non sono completamente d'accordo sulla necessità della compresenza. Per seguire meglio gli alunni sono necessarie classi di pochi bambini, con un insegnante principale che segue il lavoro generale e degli insegnanti specifici per materia, senza, necessariamente una compresenza, spesso alibi od escamotage per fumarsi la sigaretta fuori dall'aula o modulare l'orario sulle proprie necessità, contando che il collega ti renderà il favore.
L'obiettivo da perseguire non è la maggiore occupazione, ma la migliore occupazione possibile in ragione delle necessità didattiche, che sono le necessità dell'utenza e non del personale che fa parte della scvuola.
In queste necessità rientra il tempo pieno, da salvaguardare ed estendere.

Saluti e buon lavoro
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#2 Michela 2008-11-24 15:40
Adriano, in realtà non credo che l'inefficienza di alcune gestioni della compresenza sia motivo sufficiente a bocciare l'esperienza; casomai vanno apportati i correttivi che consentono di ottimizzarla, ma di per sé credo che già non confonderla con la semplice 'contemporaneità' sarebbe un passo avanti notevole nella comprensione delle potenzialità di questo strumento. Troppa gente non ha capito che ricchezza didattica poteva rappresentare, compresi molti presidi, che preferivano non incrementare la programmazione in compresenza, per lasciare le ore eccedenti l'insegnamento frontale a copertura delle sostituzioni degli insegnanti mancanti, e risparmiando quindi un bel po'.
C'è tanto lavoro da fare anche sulla mentalità.
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#3 Ficciones 2008-11-24 18:01
AH! Io ti ho riconosciuto!
Sei la prima da sinistra della seconda fila dall'alto...
L'ho sempre detto che sei una persona matura, Nin...
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#4 Francesco 2008-11-24 18:37
Grazie, Michela!
Ho copiato integralmente il tuo post e intendo affiggerlo (naturalmente con adeguati credits) alla mia vetrina, insieme al mitico discorso di Calamandrei.
Spero che non ti dispiaccia... nel caso avvertimi.
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#5 signsoflife 2008-11-24 20:15
Le motivazioni che dai sono così ovvie e belle che non ci avevo pensato. Perchè? Perchè lavoro nella scuola e ormai mi sono 'rassegnata' a vedere la qualità del mio insegnamento subordinata al risparmio. Anch'io, nelle ore 'a disposizione', vengo utilizzata per fare supplenza in classi non mie; il numero elevatissimo (intorno ai 30) degli alunni per classe mi impedisce di curare la personalizzazione della didattica. Di tutto quello che dici non interessa più nulla a nessuno. Non interessa a nessuno che i docenti siano rispettati, riconosciuti, ben pagati, messi in condizione di fare il loro lavoro senza stress e affanni. Purtroppo. Ci tengo a precisare che la mia non era una provocazione, volevo solo conoscere il tuo parere.
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#6 Michela 2008-11-24 21:21
Sign, tranquilla: era una provocazione più che doverosa!

Francesco, tu puoi saccheggiare la mia roba sempre e comunque ;-)
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#7 seralf 2008-11-24 22:19
aggiungerei: avere più insegnanti potrebbe voler dire avere insegnanti più preparati, poichè se è vero che non garantisce tale preparazione, è anche vero che è statisticamente improbabile reclutare altrettanti Leonardo Da Vinci. Quello che voglio dire è che mi sono applicato, ma non sono riuscito a capire perchè per i bambini si dia per scontato che chiunque può insegnar loro le cose.
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#8 silvia 2008-11-25 15:23
Cara Michela ti cito '... io non voglio un giornale che mi dica quello che non so, ma quello che non so dire' per esprimere esattamente il motivo per cui mi piace leggere il tuo blog.
Alle ragioni che hai indicato tu per la necessità di più maestri vorrei aggiungerne un'altra: i bambini, per loro natura, sono 'vivaci' (quando va bene!!). Cambiare maestra durante la giornata, o avere più maestre in compresenza, è di notevole aiuto anche per quanto riguarda la disciplina. E' vero che un tempo il maestro unico gestiva la classe senza problemi, ma spesso si faceva aiutare dall''assistente' bacchetta, oggi bandita dalle scuole, per fortuna.
Grazie
Silvia
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