Mercoledì 03 Giugno 2009 20:53
A me sono pure simpatici questi dell'
UAAR, almeno quando non partono per la tangente, tipo oggi per
l'insegnante di matematica che è stato sospeso due mesi dal servizio perché durante le sue ore di lezione si è messo a far girare di sua sponte tra i ragazzini di un liceo un questionario sulla sostituibilità dell'insegnamento della religione cattolica. Il provvedimento, che è giusto sotto tutti i profili disciplinari e avallabile dal più laico dei provveditorati, fa strillare all'UAAR che siamo in teocrazia. E' vero, ma quello che è capitato al tristo docente non ne è un valido esempio.
Poi certo, se uno ha amici che si accendono di zelo laicale pure dove non c'è il tanto, diventa tutto più complicato.
Pinca alle 15.44 del 03 giugno
Denunciava quest'episodio l'UAAR ieri. Teocrazia?
io alle 16.18 del 03 giugno
Non c'entra niente la teocrazia. E' una semplice questione di competenze e di contesti: se pensi che l'ora di religione non debba stare a scuola, fai attività politica nelle sedi opportune, non nell'orario di lavoro in cui sei pagato per insegnare la tua materia, e non mettere in discussione quella di un altro.
Mintonio alle 16.55 del 03 giugno
La decisione di sospendere il docente è comunque ridicola. I privilegi di cui gode la religione cattolica all'interno delle scuole è inaccettabile. Ci sarebbe stato un provvedimento del genere se si fosse trattato di un'altra materia? Il docente ha usato impropriamente le ore dedicate ed è indietro nello svolgimento del suo programma?Sarebbe bastato un chiarimento tra lui ed il preside, la sospensione è un atto sproporzionato rispetto all'accaduto.

Ezdra alle 17.05 del 03 giugno
Non solo: l'educazione alla cittadinanza non può essere onere esclusivo dei docenti di Storia, e non si può accusare qualcuno di "fare attività politica" nelle ore dedicate ad altre materie, perché non c'è un'ora dedicata allo sviluppo della coscienza critica e cittadinanza attiva, che può e deve essere oggetto di tutti gli insegnamenti.
io alle 17.20 del 03 giugno
Mintonio, che la religione cattolica goda di privilegi siamo tutti d'accordo. Che non spetti al singolo insegnante nell'esercizio delle sue funzioni discutere l'ordinamento scolastico è però altrettanto vero. Personalmente trovo l'educazione fisica inutilissima in sede scolastica, ma non mi sognerei mai di far girare un questionario tra i ragazzi durante la mia ora per delegittimare un collega, abusando del mio ruolo e del tempo in cui sono pagata per fare altro. Discutere la legittimità dell'insegnamento della religione non è "educazione alla cittadinanza", è attività politica bella e buona, e quella la fai nei tempi e nei modi in cui è previsto che tu possa farla, non durante le ore di lezione pagate anche dai genitori di chi ha scelto di avvalersi dell'IRC.
Mintonio alle 17.24 del 03 giugno
Si rischia di entrare in un tunnel pericoloso. Un docente di Storia che chiede se "votare" sia un diritto o un dovere cosa fa?
Un docente di fisica che fa domande sul darwinismo?
Un docente di psicologia che chiede agli studenti se la religione è o meno una nevrosi?
Si potrebbe andare avanti all'infinito, il problema è che il comportamento può anche essere discutibile ma non può portare alla sospensione di un docente.
io alle 17.30 del 03 giugno
No, Mintonio. E' una questione molto diversa questa. Questo insegnava matematica, non stava esercitando la multidisciplinarietà per invitare alla riflessione. Stava facendo invece un sondaggio non autorizzato da alcuno, che non aveva altra finalità che quella di mettere in discussione il ruolo di un collega e della sua materia. Questa è una scorrettezza professionale, un atto diseducativo nell'ambito della finalità complessiva della scuola: non si può delegittimare un altro insegnante davanti ai ragazzi, lasciando intendere che la sua materia non conti niente. Qualunque materia.
Mintonio alle 17.33 del 03 giugno
Ma il docente in questione ha detto che la materia non serve a nulla o ha chiesto ai ragazzi un parere?
Non è un tantino eccessivo punire un parere qualora non leda l'onorabilità di qualcuno?
Ora ti chiedo una cosa: in Italia credi che un docente di religione che dice che la matematica non serve a nulla riceverebbe lo stesso trattamento del suo collega?

io alle 17.39 del 03 giugno
Identico preciso, credimi. Basta avviare un provvedimento e avere chi testimoni.
Fare un sondaggio durante l'anno tra i ragazzi non ha nessuna finalità nemmeno di riflessione, per il semplice motivo che l'insegnamento della religione è già una materia facoltativa: puoi non sceglierla.
E' invece una cosa che ha portata politica, perché mettere in discussione una materia significa da un lato mortificare chi l'ha scelta e dall'altro agire sui meccanismi di esautorazione del docente di quella materia. Il provvedimento è adeguato.
Mintonio alle 17.41 del 03 giugno
Io temo che un simile provvedimento sia un pericoloso precedente.
:)
io alle 17.44 del 03 giugno
Cioè fare sondaggi tra i ragazzi sulla legittimità dell'insegnamento di altri colleghi durante le tue ore di lezione è un comportamento secondo te lecito? La domanda che ti pongo è la stessa che mi poni tu: se lo avesse fatto sull'insegnamento del latino, materia che molti considerano desueta, l'avresti sanzionato o no?

Mintonio alle 17.45 del 03 giugno
Non lo avrei sanzionato con una sospensione a meno che il comportamento non sia reiterato.
io alle 17.51 del 03 giugno
Bah, l'atto non ha bisogno di reiterazione per essere considerato grave, soprattutto perché è stato compiuto nell'ora di lezione, quella in cui le richieste indebite dell'insegnante hanno un peso differente e possono configurarsi come abuso di posizione dominante. Se me lo chiedi all'uscita di scuola, mi posso rifiutare. Se me lo chiedi tra i banchi mentre dovresti spiegare matematica (materia in cui magari io vado di merda), stai giocando con la sudditanza psicologica del luogo e del ruolo. Non lo accetto, ma non accetterei nessun atto analogo di natura così esplicitamente politica.
A volte vorrei essere anche io dell'UAAR, così di anticlericalismo avrei da gestire solo il mio.
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