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Antropologia Pornografica


mia cuginaSe rinascessi, giuro che studierei antropologia culturale e farei la tesi sugli influssi del disegno porno giapponese sull'immaginario sessuale occidentale. Mi presenterei alla commissione con un power point pieno zeppo di tettine a mandorla e gonnelline blu, per la gioia di quelli che vanno alle discussioni delle tesi solo per sbirciare le cugine degli altri. Ma le fanciulle negli hentai non somigliano alle cugine di nessuno, non fosse altro perchè mostrano un inquietante sviluppo a macchia di leopardo che pare frutto di radiazioni: non si spiega diversamente il fatto che abbiano il petto gonfiato dall'esplosione di una marmorea quinta coppa C di seno, montata con perfetta incongruenza su vitini taglia 38. Le pupattole giapponesi dimostrano tutte tredici anni e sono tutte studentesse; oltre a incarnare il sogno dei cripto-pedofili di ogni dove, rappresentano bene il diktat estetico che vuole la squinzia magra e adolescente come unico modello aspirabile di femminilità.

la cugina di marco sulis
Ma più che all'immaginario femminile, è il risvolto su quello maschile a interessarmi nel porno made in Japan. Tutte le protagoniste degli hentai durante l’accoppiamento hanno le bocche spalancate in un grido collettivo di disperazione, l’equivalente nipponico del nostro OSSIGNUR BENEDET CHE RANDELL. Anche in contesti dove non si evince la costrizione, l’impressione di star guardando uno stupro è indotta dal fatto che la protagonista è sempre passiva e palesemente sofferente, il che si potrebbe anche capire, perché - qualunque cosa ne pensino i maschi - nessuna donna neurostabile accetterebbe senza protestare un accoppiamento con un arnese taglia estintore. Gli uomini giapponesi hanno infatti il complesso della dimensione e per compensazione si raffigurano negli hentai con dotazioni che destabilizzerebbero le certezze dell’andrologo di John Holmes.

la cugina di giulia blasiSarebbe grande ignoranza culturale farsi però l’idea che ogni accoppiamento in Giappone sia frutto della violenza fisica: il rossore che appare sempre sul viso della fanciulla, lungi dal sottintendere timidezza o imbarazzo, nel linguaggio iconografico nipponico spiega che la giovane vittima non avrebbe saputo immaginare trastullo migliore per il suo pomeriggio di quella simpatica brutalizzazione, e che in realtà si stia lamentando al solo scopo di consolidare nel partner la convinz ione di avere un Eurostar in ritardo al posto del pene. In pratica le donne orientali fingono esattamente come le occidentali, solo che mentre noi simuliamo che ci piaccia, in Giappone fanno finta che gli dispiaccia: esotismi.
Ma i meandri oscuri delle fantasie erotiche del sol levante sono davvero tanti. Solo in Giappone esiste un filone pornografico che vede donne smaniose di accoppiarsi con mostri meccanici tentacolati. I fumetti di genere prevedono creature efebiche con la gonnellina e i libri sottobraccio che vengono fatte prigioniere a scopo sessuale da un gigantesco vaporetto Polti proboscidato innestato sul telaio di una toyota Yaris; la studentessa, manco a dirlo, non vedeva l'ora di afferrare il cambio robotizzato con le timide manine, nonostante una opportunissima espressione terrorizzata. L’unica persona che conosco che potrebbe condividere questa fantasia è il tizio con la volkswagen nera metallizzata sotto casa mia, quello che ogni sabato mattina l’accarezza teneramente con la spugna morbida, l’asciuga con il daino e poi le lucida l’alluminio delle pattane, guardando fisso nel tubo di scappamento, cavallo goloso.

Non toccherò il tema delle pur interessantissime fantasie zoofile di provenienza orientale, se non per dire che pare che il tutto trovi fondamento nella mitologia religiosa giapponese, che ha un pantheon molto simile a un caravanserraglio. Per noi sarebbe un po' come immaginare Nathan Never che fa sesso con santa Rita.

Credo però che l'enciclopedia del famolostrano all'orientale possa in qualche modo dare frutti deformi, se innestata in un contesto pornoculturale a cui mancano i codici per leggerla correttamente. Le ragioni sono diverse. La prima è che, anche senza il manga a confermarglielo, il maschio occidentale non è sempre in grado di distinguere tra una simulazione di diniego femminile e un diniego vero. La seconda è l'abbassamento dell'età della sessualizzazione delle bambine. Siamo pur sempre il paese in cui Gianni Boncompagni è stato considerato per anni un grande autore televisivo e non è facile far capire a chi è cresciuto con Non è la RAI che il fatto che le bamboline vogliose dei manga dimostrino tredici anni non significa che le tredicenni che si incontrano per via siano bamboline vogliose.

non è la raisempre non è la rai, versione manga
C'è poi la questione dell'estetica maschile e femminile. Mia nipote quattordicenne che legge i manga non è consapevole che il corpo degli anime giapponesi è una iperbole, e mi fa domande tipo: "zia, ma anche a me diventeranno così?". Non distruggerò precocemente le sue illusioni di adolescente rivelandole che non accadrà mai, e non le dirò neppure che non esistono maschi che hanno trivelle per estrazione petrolifera dentro i jeans, nonostante quello che gli ipodotati disegnatori di manga le hanno fatto credere.
Non voglio aprire la triste sezione "Ai miei tempi", sostenendo che gli uomini della mia età siano venuti su meglio solo perchè anzichè sui manga facevano chiropratica su Postalmarket, tanto meno le donne. Però nemmeno negli anni in cui Boy George era un sex symbol avrei mai immaginato che sarebbe venuto con furore dall'oriente qualcosa di tanto oscuro da dar vita a una generazione di genitalmente complessati che si sarebbero eccitati al pensiero di essere frullatori giganti con il pene pronti ad appostarsi all'uscita delle scuole medie nella speranza di zomparsi Mila, Shiro o Mila&Shiro insieme, mentre Hello Kitty guarda.
  • Uno dei pezzi piu`cominci irriverenti e intelligenti che abbia... credo che su santa Rita e Nathan Never ridero`per un mese<br />Sei eccezionale!

  • Satomi +1

  • davvero eccellente!<br />ricollegandomi all'intervento di Zauberei, ma dai non dirmi che i tuoi compagni non guardavano lamu' alla televisione, o ben prima non erano rimasti folgorati da venusia e dal robot che lancia i seni! (anche se credo che il fronte del porno pedofilo sia stato sdoganato ben piu' tardi da sailor moon e dalle sue mutandine ben in vista)

  • Niente a che vedere con il nostro topo gigio o braccobaldo show. Che la nostra sia stata solo una generazione di repressi perbenisti drogati dalla tv dei ragazzi da furia e dal mago zurlì???

  • Bakis Fois

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    Non mi hai divertito affatto, Michela - né riesco a comprendere il motivo del dichiarato e quasi smodato divertimento di tutti gli altri intervenuti fin qui - con questo tuo articolo sulla (pseudo)(pedo)porno (grafia e/o filia) orientale attuale e sulle deviazioni e privazioni d'antan di precedenti generazioni italiane. So che puoi fare di meglio. Per esempio: usare la tua ottima capacità d'espressione ed il tuo altrettanto valido e spiritoso intelletto per temi esistenzialmente ed antropologicamente più significativi. Fa' così - che è meglio - dammi retta, per favore...

  • ...un articolo di michela murgia che pare scritto da geppi cucciari!<br />pseudonimo?

  • Articolo simpatico ma dal quale si deduce che conosci l'argomento molto superficialmente.

  • Antonio DI GIORGIO

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    Lascio qui solo il punto di vista bivalente, cioè quello di uomo e di "donna onoraria".<br />Un uomo comune italiano si accosta ai manga per varie ragioni. La maggiorparte non lo fa per il disegno erotico che è pur sempre evidente, ma molti lo fanno per la grafica accattivante e per l'esercizio di disegno. Queste motivazioni le ho riscontrate su molti adolescenti mieiu alunni, che mi hanno fatto vedere tavolate di personaggi creati da loro basati su quella grafica; io non mi allarmo se un adolescente lo fa con una motivazione simile. Spiace, è vero, la merceficazione corporale sempre e comunque, e come "donna onoraria" combatterò tale cosa. Forse, ma è un interrogativo che mi e vi pongo non sarà che dopo circa 200 anni di pubblicità massmediatica l'archetipo della dea madre comunque è più forte rispetto di qualsiasi altra ragione? In altri termini: è nel dna antropologico del maschio esser fascinato...Ho molte perplessità.

  • :lol: genialee!!

  • la visita da un sessuologo potrebbe aiutarti......

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  • La cultura è la nostra start up
  • Bergoglio e pregiudizio
  • Antonio Marras, una foto e io

Questo l'ho scritto per D di Repubblica di sabato 1 dicembre.

"Chiudere i rubinetti del sapere è la peggiore risposta possibile". Michela Murgia punta sul contrario: fare del pensiero un motore anche economico

Ogni volta che sento la frase che con la cultura non si mangia, vorrei chiudere chi l'ha detta in una biblioteca e buttare la chiave per dieci anni. È una frase fatta e vuota, più volte smentita dai numeri: nei luoghi in cui la cultura è progettuale (e non sono pochi) ogni euro pubblico speso per incentivarla ne restituisce sei . Se anche il beneficio non fosse così immediatamente quantificabile, il vantaggio sociale creato dalle opportunità culturali aumenterebbe nelle persone la capacità di ripensare la realtà e di agire per cambiarla. Studiare, prepararsi, conoscere, imparare cose nuove e vivere nella pluralità degli stimoli è l'equivalente di una start-up

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Jorge Mario Bergoglio è papa da tre giorni.

Il primo giorno gli sono state attribuite le seguenti azioni:

Collaborazione con la dittatura. Ha denunciato ai generali argentini due suoi confratelli, dimostrandosi colluso con il regime. ( Fonte: i libri del giornalista Horacio Verbitsky, giornalista e militante politico dapprima vicino al gruppo guerrigliero dei Montoneros, ora al governo Kirchner. )

Sacrilegio: ha dato la comunione a Videla. ( Fonte: il giornalista e documentarista americano Michael Moore )

Misoginia: ha detto che le donne sono inferiori e inadatte alla politica. ( Fonte: Tgcom che cita l'agenzia di stampa argentinaTelam del 4 giugno 2007 )

Omofobia: ha detto che il matrimonio omosessuale è "la distruzione del piano di Dio".

Il secondo giorno lo stato delle accuse era questo:

Per l'accusa di amicizia con la dittatura argentina, voci autorevoli come il premio Nobel Esquivel , il teologo della liberazione Boff , l'

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Questo racconto inedito l'ho scritto ispirata dall'immagine che lo accompagna. Si tratta di una foto della fine dell'800 rielaborata con estro e stoffe dallo stilista Antonio Marras nell'ambito del progetto "Le sedie vestite", realizzato quest'anno per Cabudanne de sos poetas.

marras

L'avresti detto mai, o Babbo, che sarei diventato quello che sono?
Secondo me no, e a vedermi oggi ci sarai anche rimasto male.

Tu avevi già le idee decise per me: farmi studiare tanto, bene e proficuamente, come Gramsci, come Asproni, come studia la gente ricca, che fa i figli dottori e le figlie professoresse contro l'invidia del paese e contro il destino rigido dei figli dei pastori. Non importa se gli altri bambini portavano i pantaloni corti fino a dodici anni: tu a me facevi già mettere quelli lunghi dei grandi, di velluto a righe e stretti in fondo,

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    Sono nata in Sardegna, e per quanti indirizzi abbia cambiato in questi anni, dentro non ho mai smesso di abitarla, Leggi tutto
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    Scrivo poco per i periodici, perché le scadenze fisse mi danno ansia. Però li ho scelti bene: da un anno Leggi tutto
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Commenti

Jack Lupowitz
p.s. Molto efficace, il "parafraseggio" che Paolo M ha fatto del pezzo di Murgia. Credo che illustri...
Jack Lupowitz
Rita scrive: "...dai commenti direi che permane la sensazione dellla donna che preferisce continuare...
Donatella
Mi sembra veramente assurdo ascrivere il fenomeno del femminicidio a più generali tendenze statistic...